ESCLUSIVA - L'ex Primavera Santarelli racconta: "Quando Lotito rifiutò l'offerta del PSG..."
E' il sogno di ogni bambino, quello di giocare per la propria squadra del cuore. Un sogno che Simone Santarelli ha iniziato a coltivare nel lontano 1998 quando Volfango Patarca all'epoca responsabile del settore giovanile biancoceleste lo portò alla Lazio. Per Simone da li iniziò la lunga scalata verso la prima squadra, lui che negli anni è stato considerato uno dei migliori portieri a livello giovanile, tanto da fare la trafila in tutte le selezioni della Nazionale, fino all'Under 17. In esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it l'ex portiere biancoceleste racconta la sua particolare esperienza alla Lazio.
ESTATE 2009 – Sessione di mercato estiva, per Santarelli arriva la grande chiamata dal PSG, che gli propone il posto da secondo in un campionato prestigioso come la Ligue1, non poco per un giovane di appena 21 anni: “Dopo il periodo di prova a Parigi e la bozza di contratto, tornai in Italia sicuro che a breve l'affare si sarebbe concluso, perchè la chiusura della trattativa avrebbe portato beneficio economico anche alla società che dalla mia cessione avrebbe ricavato circa 350mila euro. Dopo una settimana andai a parlare con il presidente, dal quale venni a sapere che aveva rifiutato l'offerta della società parigina chiedendo quasi un milione. Parlai poi con Marco Simone che faceva da intermediario che mi spiegò che nonostante mi volessero non erano disposti a spendere una cifra così importante per un ragazzo ventenne che aveva raccolto appena due panchine in prima squadra. Dopodiché ci fu un muro da parte della società, che rifiutò anche altre offerte provenienti da serie minori, come quella dell'Arezzo che aveva chiesto la comproprietà, ma anche lì presidente sparò alto 150mila euro, non poco per una società di C, poi ancora Lanciano e Legnano”. Il portiere classe '88 rimase così alla Lazio: “Mi allenavo con i così detti epurati tra i quali ricordo Mutarelli, Zauri e Simone Inzaghi, quando poi mi venne concesso di allenarmi con la Primavera di mister Sesena e il preparatore dei portieri Guido Nanni oggi alla Roma. Ho preferito così, piuttosto che lavorare ai margini della prima squadra, dove la cosa stava diventando pesante anche psicologicamente. Ci tengo però a sottolineare che fino a quel momento io e il presidente non avevamo mai avuto problemi, anzi avevamo un rapporto stupendo. Ricordo quando a me e De Silvestri fece il primo contratto ad appena 16 anni, ci regalò addirittura un orologio con una sua dedica”.
FOGGIA – Chiuso il rapporto con la Lazio, per Santarelli una nuova vita nel Foggia di Zeman, nel quale tornò in grande stile, confermandosi miglior portiere del girone B del campionato di Prima Divisione: “Zeman per me è stato fondamentale, una delle persone più importanti della mia carriera, non solo in ambito calcistico, al di la dell'allenatore, di persone come lui se ne trovano poche. Con gli occhi riesce a farti capire se è soddisfatto o meno, ti fa crescere come uomo e come calciatore. I suoi allenamenti erano sempre molto duri, soprattutto per me che venivo da un periodo di inattività, ma se riesci a far tue le sue idee sei un passo avanti a tutti gli altri. Quel Foggia fece grandi cose, nonostante non ottenne la promozione, portammo a casa i tre punti contro tutte le grandi del girone, forse ci è mancata la cattiveria, ma eravamo tutti molto giovani, ricordo i vari Insigne, Sau e Romagnoli”. Santarelli rischiò di finire anche in maglia giallorossa: “Tutto successe prima di firmare per il Foggia, c'era il Figline Valdarno che mi cercava, opzione che stavo valutando, da qui arrivò una voce che la Roma mi voleva per poi girarmi in prestito in Toscana, ma non se ne fece più nulla, anche perchè il Figline fallì”.
IL SETTORE GIOVANILE BIANCOCELESTE - Tanti anni con la maglia della Lazio per Santarelli, per lui tutta la trafila nel settore giovanile biancoceleste, uno tra i migliori in Italia: “Con la Roma c'è un dislivello di organizzazione, ricordo ai tempi di Cragnotti i ragazzi della Primavera erano trattati quasi come quelli della prima squadra. Poi ci furono problematiche a livello organizzativo, ma come giocatori e allenatori eravamo forse anche superiori alla Roma. Il settore giovanile della Lazio è sempre stato come lavoro e risultati di grande livello, anche se la Roma come organizzazione mi sembra ancora un passo avanti”. Pupillo di Roberto Mancini, che gli diede l'opportunità di allenarsi con la prima squadra, Santarelli ha avuto modo di lavorare al fianco di un grande portiere come Angelo Peruzzi: “Per me è stato sempre un punto di riferimento, crescendo ho avuto l'opportunità di allenarmi con lui e conoscerlo da vicino anche come persona, ottimi ricordi ho anche di Marcheggiani e Sereni”. A proposito di portieri, alla Lazio c'è Federico Marchetti: “Merita la chiamata in Nazionale, sono sempre rimasto colpito dalla sua bravura e il coraggio che ha nelle uscite basse. Sta facendo bene e sta portando anche punti importanti alla Lazio, credo che dopo Buffon ci sia lui”.
LA LAZIO DI PETKOVIC – Nonostante tutto la fede laziale di Simone Santarelli è rimasta intatta, e ancora oggi la segue con passione. Una Lazio quella di Petkovic che in questa prima parte di stagione si è confermata su altissimi livelli: “I biancocelesti stanno facendo un campionato ottimo, nessuno poteva immaginarsi una Lazio seconda al giro di boa. Io personalmente sono sorpreso dall'allenatore che si sta rivelando una piacevole sorpresa, abbiamo però la fortuna di avere un fuoriclasse come Miroslav Klose, i suoi gol sono stati fondamentali per il secondo posto. Non credo però che questa squadra possa competere con la Juventus almeno sulla carta, ma potrebbe accedere in Champions, un coronamento importante per società e tifosi”. In chiusura l'ex portiere biancoceleste parla del suo futuro: “Attualmente sono svincolato, ho rifiutato qualche squadra dall'estero perchè vorrei rimanere in Italia. Non sono aiutato dalla regola degli under in Lega Pro, sto aspettando alcune squadre di Serie C che puntino su di me, per recuperare il tempo perduto”.
