Immobile a Marca: "La Scarpa d'Oro è una vendetta. Alla Lazio sono felice"

Immobile ripercorre la sua carriera sulle pagine di Marca dopo la conquista della Scarpa d'Oro. Parole al miele per la Lazio...
15.03.2021 09:45 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    Vedi letture
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Immobile a Marca: "La Scarpa d'Oro è una vendetta. Alla Lazio sono felice"

“È stato bello aspettare il trofeo, la cosa più importante è che l’ho presa (ride, ndr). Dopo un romanista non potevo mancare io: Toni e Totti erano giocatori straordinari e campioni del mondo. Sono orgoglioso di seguire le loro orme e vedere il mio nome tra tutti i grandi calciatori che hanno vinto prima di me. Questa Scarpa d’Oro è una sorta di vendetta, ma non contro qualcuno personalmente. Nel calcio ognuno ha il suo momento e la scorsa stagione è stato il mio. Inizia così l'intervista di Ciro Immobile a Marca dopo aver ricevuto la Scarpa d'Oro per i 36 gol realizzati nella scorsa stagione. Un riconoscimento atteso nella speranza di poterlo alzare al cielo all'Olimpico davanti alla propria gente. La situazione sanitaria, però, non permette ancora ai tifosi di tornare allo stadio. Il covid ha costretto anche il calcio a fermarsi e Immobile ha raccontato la sua quarantena e anche qualche aneddoto del suo passato: "Ho scoperto la passione per la cucina e per il giardino. Poi ballo con mia moglie e i miei figli. Questo mi ha fatto andare avanti. La Juve a 17 anni? É stato un cambiamento difficile per me tra due realtà completamente diverse. A quel tempo ero giovane e pieno di sogni per arrivare in Serie A. Per farlo devi sacrificarti tanto e avere un amore assoluto per il calcio. Ho lavorato duramente per arrivare a questa Scarpa d’Oro. So che molti giovani hanno questi sogni e stanno attraversando un momento difficile in questo periodo di pandemia. Ma voglio incoraggiarli: stringete i denti, non mollate, perché tutti abbiamo l’opportunità di realizzare i nostri sogni professionali. Mia madre venne a Torino per farmi tornare a casa, era il giorno del mio compleanno. Mi disse: ‘Sbrigati e torna, che ci fai qui?' Fortunatamente, per una volta, non ho ascoltato mia madre”.

LAZIO E NAZIONALE - Dal 2016 Ciro Immobile è il bomber della Lazio. Nella sua carriera non gli era mai successo di fermarsi così a lungo in un club. L'attaccante spiega: "A Roma siamo felici, la mia famiglia adora la città. Insieme alla società e all’allenatore Inzaghi stiamo costruendo insieme un progetto che ci ha portato tanti successi. E vogliamo lavorare per altre gioie. È stato difficile prendere l’eredità di Klose alla Lazio. La stessa situazione mi è capitata al Borussia Dortmund dopo l’addio di Lewandowski. Non mi piacciono i confronti. All’estero ho comunque imparato molto anche se, a livello sportivo, le cose non sono andate in modo ottimale. Klopp è stato impressionante, si distingue per il suo spirito combattivo. Tuchel mi è sembrato un tipo meticoloso, un allenatore all’italiana". In chiusura non potevano mancare due parole su Zeman, suo tecnico al Pescara, e sulla Nazionale con l'Europeo sempre più vicino. Ecco le sue dichiarazioni: "Zeman era un tecnico da “attacco, attacco e attacco”. Questo mi ha regalato il primo titolo da capocannoniere in Serie B nel 2012 con il Pescara. In quella squadra c’erano anche Insigne e Verratti. La Nazionale? Non andare al Mondiale 2018 la più grande delusione della mia carriera. Ma come spesso accade, abbiamo imparato molto da questo. Con Mancini ora stiamo facendo un risultato fantastico e i risultati parlano chiaro. Si sente che i tifosi sono di nuovo entusiasti dell’Italia”

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