Brocchi: "La presenza dei tifosi è fondamentale. Atalanta-Lazio sarà la gara dell'anno"
Alla vigilia della sfida tra Lazio e Milan, Cristian Brocchi è intervenuto ai microfoni di Radio Laziale. L'ex centrocampista biancoceleste ha analizzato diversi temi relativi a questa stagione, dall'aria pesante che si respira in casa biancoceleste fino all'importanza della Coppa Italia. Queste tutte le sue dichiarazioni:
IL CLIMA IN CASA LAZIO - “Ho vissuto anche io momenti difficili e ti assicuro che è molto complicato. Da una parte tu sai benissimo che non è indirizzato al giocatore. Hai la voglia di fare un qualcosa di bello e vivere le emozioni che il pubblico laziale ti può regalare, perché quando si entra all’Olimpico il pubblico ti spinge è troppo bello giocarci dentro. Quando invece ci sono problematiche legate ad altri fattori e ti trovi lo stadio vuoto o il tuo popolo che non ti può spingere, sicuramente è meno bello. Le problematiche le conosciamo. Io dico che dall’esterno sono venuto a Lazio – Atalanta e se ripenso all’entusiasmo che c’era per la semifinale del 2013, quando poi abbiamo vinto la Coppa Italia, e a quanto i tifosi siano stati importanti, il fatto di non capire quanto fondamentale sia la loro presenza è un qualcosa difficile da mandare giù”.
MOMENTI COMPLICATI - “All’interno dello spogliatoio forse il momento più difficile è stato forse al mio primo anno, perché c’erano dei giocatori messi fuori rosa e quelli nuovi sembrava fossero quelli che andavano a prendere il loro posto, quando in realtà non avevano colpe. Un altro anno, poi, è stato quello di Ballardini, quando siamo partiti bene vincendo la Supercoppa e poi abbiamo dei grandissimi problemi fino a quando non è arrivato il grande Edy Reja che ha messo a posto la situazione”.
RIDIMENSIONAMENTO - “La Lazio è una piazza troppo bella e importante per poter vivacchiare in Serie A. Per storia, passione e quello che si porta, deve sempre competere per essere nelle prime posizioni. Le strade sono due: o quella di prendere i giocatori più forti in giro e spendere tanti soldi, ma non tutti possono farlo; o ci vogliono una programmazione o uno scouting diverso che vada a prendere giocatori studiati, per poi fare una squadra che riesca a competere per determinati livelli. Quando sono arrivato io c’era il primo Kolarov e, quando lo vidi la prima settimana, ricordo che feci un’intervista con la Gazzetta e dissi che era lui il giocatore che mi aveva impressionato di più, quando ancora non lo conosceva nessuno. In quegli anni arrivarono lui, Radu, Lichtsteiner, Zarate, giocatori che hanno alzato il livello della rosa. Igli Tare aveva portato tanti grandi giocatori alla Lazio, poi qualche colpo lo ha sbagliato, ma a volte la colpa è del giocatore che non riesce ad ambientarsi e a mostrare le sue qualità. Negli anni si è sempre alzato il livello, perché c’era un qualcosa di programmato”.
ZARATE - "Queste sono risposte che a volte nel calcio nessuno riesce a dare. Il Mauro che ho visto nella prima stagione alla Lazio, fino alla conquista della Coppa Italia, era un giocatore di una categoria superiore. Anche in allenamento non lo prendevi mai. Poi nella crescita di un calciatore subentrano tante difficoltà o infortuni, diversi posizionamenti o richieste, che ti portano a non trovare più la chiave per rimanere a livelli alti. Io, però ho sempre pensato che Mauro fosse un giocatore top”.
MALDINI - “Su Daniel faccio fatica a parlare perché sembra che ne parli solo per un discorso affettivo. Per me ha un talento incredibile, grandi qualità. Non è ancora riuscito a fare quello step di continuità all’interno della partita, perché a volte si spegne e si riaccende. È un giocatore a cui va trovata una posizione che gli permetta di toccare tanti palloni ed essere sempre nel vivo del gioco. Secondo me lui non è e non sarà mai un attaccante d’area di rigore. Sarri lo ha voluto perché, non trovando un attaccante con le caratteristiche che dice lui, ha virato perché potenzialmente lui ha fisicità, assist e si è messo nella testa di fargli fare uno step per farlo diventare ‘più attaccante’. Adesso ha fatto il suo primo gol, lo ha fatto all’interno dell’area, e speriamo che ogni settimana possa essere un fattore in più quello di lavorare con uno come Sarri, che è uno dei pochi allenatori con cui, quando finisci una stagione, hai sempre imparato qualcosa”.
ATALANTA - “La Lazio attraverso il campionato deve preparare la partita con l’Atalanta, non può mollare. Deve tenere alto il livello e allenarsi per giocare quella partita. Atalanta – Lazio sarà la partita dell’anno, perché in una stagione così complicata andare a giocarsi una finale di Coppa Italia non ti capita sempre. Sarà difficile perché l’Atalanta è fortissima. Con il risultato dell’andata, logicamente, la Dea avrà qualche chance in più, ma solo perché giocando in casa e per la squadra che è. Gli do un 51%, ma la Lazio sono sicuro che farà una grande gara, perché sa che un’eventuale finale di Coppa Italia può salvare una stagione davvero complicata”.
