Lazio, Lotito: "Arbitri, mercato, pec e i tifosi: ora vi dico tutto"

08.01.2026 07:28 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Lazio, Lotito: "Arbitri, mercato, pec e i tifosi: ora vi dico tutto"
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Il presidente della Lazio Claudio Lotito è intevenuto in conferenza stampa dopo il pareggio contro la Fiorentina. Di seguito le sue parole.

Arriverà una risposta alla pec dopo i continui errori arbitrali?

"Sono abituato a non pensare male in tutte le cose, ma penso a risolvere i probelmi. Non facciamo la corsa contro qualcuno. Ho fatto un comunicato stampa per dire che il processo di crescita doveva essere accompagnato. Nel momento in cui si verificano tutta una serie di episodi che non sono dettati solo dalla casualità, ho fatto una lettera. Non è di lamentela, ho preservato la credibilità del sistema. Ho fatto una lettera ufficiale alla Lega, che è il mio referente. Non mi hanno risposto. Ho posto un problema che riguarda tutte le società e la credibilità del campionato, ho chiesto di trovare insieme un sistema per stabilire i criteri sul fallo di mano, il fuorigioco, ecc. Sono stato trasparente per evitare interpretazioni, ma da parte di qualcuno è stato preso come lamentela, l'ho capito. Si creano danni rilevanti così, 8-10 punti sono determinanti in tutti gli obiettivi, ha anche una valenza di carattere economico. La Lazio è quotata in borsa, l'ho fatto a tutela di tutti gli altri pochi azionisti che ci stanno rispetto alla mia splendida quota. Ci rivolgeremo in altre sedi, punto. Questo è quello che avverrà. Mi pare di capire che ci sono delle attenzioni, anche perché si lamentano tutti. Vogliamo fare la tenuta del sistema? È nell'interesse di tutti. C'è un po' di confusione, vogliamo riportare serenità".

Chiede un intervento della politica sugli arbitri?

"Non mi sono attivato in prima persona, non mi sono nemmeno più ricandidato in consiglio federale per evitare che qualcuno pensasse a dei miei interessi in conflitto. Da quando non ci sto io le cose vanno peggio di prima, mi viene da sorridere. Non ho mai lavorato a tutela del club che rappresento, ma del sistema, per tutti. La politica? Da quello che leggo sui giornali ci sono delle interrogazioni parlamentari, su partiti che non hanno nulla a vedere con me. Chi vede le partite si rende conto, non voglio criminalizzare nessuno. L'interesse di tutti è avere la trasparenza nell'omogeneità delle azioni. Oltre ai danni al club, c'è anche la credibilità del sistema. Mi risulta che c'è già in atto un'interrogazione di forze politiche dove si chiede al ministro di valutare questa situazione, come per l'ex Covisoc che è stata tolta e posta all'esterno. La stessa cosa credo che dovrebbe accadere per altre cose che non devono far pensare a ipotesi o situazioni. Se uno poi si vuole rivolgere nelle sedi opportune, questo è un altro tema. Da uomo delle sedi opportune ci tengo a mantenere credibile il sistema per tutti, non solo per la Lazio. Ho fatto una lettera rispettosa, garbata, è stata anche pubblicata. Per far finire le dietrologie o le certezze. Se continua questo sistema, non è più credibile".

Cosa succede sul mercato?

"La mia longevità è dettata dall'esperienza, sono il presidente più longevo nella storia del calcio italiano. Castellanos voleva andare via, è stato un ragazzo corretto, serio, così come Guendouzi. Sono giocatori che nel momento in cui vengono allettati da offerte economiche e sportive di natura diversa possono rimanere interessati ad altre scelte ed esperienze, soprattutto se non si trovano nel gioco e non pensano di potersi esprimere al meglio. Nessuno sta svendendo i giocatori. La cosa che mi fa sorridere è che fino a ieri ci fossero dei giocatori marginali nella Lazio, di poco conto, che fossimo una squadra di quattro soldi. Avete scritto tante cose non vere, come che avevamo nascosto al mister del mercato bloccato. Sono tutte bugie, la verità è che il direttore amministrativo che ho trovato nella Lazio, e non ho scelto io, ha posto un problema. Qui c'erano dei criteri che venivano adottati, come l'indice di liquidità che ho posto io quando c'era il Parma. Testava la cassa a breve, per avere la certezza che un club aveva i soldi necessari per finire il campionato. Quell'indice era a 0,2, poi qualcuno ha pensato di utilizzarlo come indice di iscrizione al campionato, che è stato respinto in sede amministrativa. Il ricorso l'ho fatto io, quell'indice non attesta la salute di una società. Se domani mattina faccio un debito a 15 mesi, non viene rilevato perché è una cassa a breve. La Lazio ha i soldi propri. I fondi fanno debiti e non vengono rilevati, bisognava mettere un indice di solidità. Se un imprenditore è virtuoso, paradossalmente veniva penalizzato da questa situazione. Io sto facendo l'Academy e lo stadio, con tutti soldi che vengono spesi usando la cassa della società. Non ho fatto un mutuo per queste spese. Formello oggi è una città che ha avuto un cambiamento radicale, è uno dei centri migliori che ci stanno. La Lazio ha una società, che è la marketing, posseduta dal 100% dalla Lazio, ha 29 milioni di utili e ne produce 15 da anni. Come si può impedire a questa società di fare mercato? L'amministratore mi aveva detto di stare tranquillo sull'indice, che doveva essere abolito dal 1 luglio, io avevo anche controllato. Questo non è successo perché qualcuno si è inventato di spaccare a metà il mercato, applicando il criterio della Uefa. La Lazio non ha mai avuto nessun problema con la Uefa, mai una multa, altre squadre invece sì e hanno potuto fare mercato. Quel problema lì ha creato un danno alla società, serviva solo per evitare che una società vada in default. Ha prodotto però un effetto contrario, ci ha creato un danno. I nostri giocatori in estate avrebbero prodotto 100 milioni di ricavi, per fortuna che avevamo fatto acquisti per 107 milioni. Questo è il problema dell'indebitamento, il mercato non doveva essere chiuso. Avete scritto che la società sta fallendo... Non ho potuto fare operazioni di mercato nella fase estiva, i giocatori mi avevano chiesto di andare via già in estate. Ogni giocatore che esce verrà rimpiazzato. Se esce Guendouzi arriverà Taylor, un numero 10 dell'Ajax. È già certo. Ma non finisce qua il mercato. Io sorrido, l'interesse della società è quella di rinforzare la squadra, non indebolirla. Stiamo predendno giocatori che hanno scelto la Lazio come punto di arrivo, non di partenza. Non siamo andati al supermercato... Ratkov lo monitoravamo da tanto tempo, avevamo mandato un osservatore in Bologna - Salisburgo. Sarri fa l'allenatore, mica conosce tutti i giocatori. I giocatori da che mondo è mondo li sceglie la scoietà e lui li deve allenare. Io pure non conosco i giocatori, a differenza delle altre società ho messo su una sala scouting che lavorano continuamente e seguono calciatori in tutto il mondo composta da otto persone. Taylor farà parte della Lazio. L'interesse della società è rinforzare la squadra, ringiovanirla e renderla più affamata, con giocatori che vengano con orgoglio a indossare la nostra maglia. Castellanos e Guendouzi sono due ragazzi bravi. Io ho una squadra da salvaguardare, i ragazzi nello spogliatoio non possono essere mortificati, stanno dando tutto, dimostrando di tenere alla squadra. Ci sono delle componenti importanti da considerare".

I tifosi si sentono mortificati dalle scelte degli arbitri...

"E io sto a guarda' le farfalle? Devo prendere una mitragliatrice e sparare sulla classe arbitrale? Ho fatto una lettera... Uomo avvisato mezzo salvato, se la gente non capisce... Ritengo di aver fatto una cosa giusta, corretta da presidente. In quel contesto si sono create delle fazioni, parlo del contesto di quella associazione. Voglio stare fuori da questa cosa, ho fatto una lettera pubblica. Se questi problemi non vengono risolti mi rivolgerò in altre sedi. Già so quello che devo fare, io lavoro con la testa, non con la pancia. Il 9 di gennaio, all'anniversario, per dimostrare quanto tengo alla società farò una manifestazione come Lazio a Parco dei Daini alla quale ho invitato tutte le massime cariche e una delegazione di tifosi. Questo vale per quello che rappresentiamo. La Lazio è nata nel 1900 e ha la matricola originaria che è costata lacrime e sangue ai tifosi, in minima parte anche a me che mi sono caricato tanti debiti. Altre società invece non hanno speso un euro e sono ripartite da zero, non a caso siamo la prima squadra della capitale. Faremo una bella lapide in piazza... una targa, dove verrà scritto che la Lazio ha protato il calcio a Roma. Cataldi? È mortificante per un calciatore che dà tutto non gli viene riconosciuto quello che fa in campo per colpa degli arbitri".

Pubblicatoi il 7/1