Caso tesseramento, ipotesi gattopardesca per la Figc: da Malagò a Malagò
L’Italia sta per iniziare il nuovo percorso in Nations League e, nel giorno delle prime convocazioni del ct Roberto Mancini, a tenere banco è sempre il mancato tesseramento per la Figc di Giovanni Malagò al momento della candidatura a presidente. Le dichiarazioni di qualche giorno fa del numero uno del Coni Luciano Buonfiglio che fanno riferimento a “principi fondamentali violati”, non lasciano spazio a dubbi: un provvedimento è inevitabile.
Se per la Figc e il suo procuratore Chinè il tesseramento non rappresenta un passaggio obbligatorio, di avviso diverso è stata la Procura dello Sport e il presidente del Coni non può ignorare l’intervento del procuratore Taucer. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, verranno chiesti pareri giuridici a professionisti di chiara fama, probabilmente verrà interpellato anche il Collegio di garanzia (ossia il passaggio obbligato per ogni eventuale ricorso postumo), ma alla fine si dovrebbe arrivare al commissariamento della Figc.
Sempre secondo il Fatto Quotidiano, in queste ore, sta prendendo corpo un’ipotesi che ha del clamoroso: Giovanni Malagò commissario. Questa voce apre a diversi scenari, innanzitutto al fatto che lo stesso Malagò si stia convincendo dell’inevitabilità del commissariamento, e poi della possibilità di non rivoluzionare gli equilibri federali a meno di tre mesi dalle elezioni. Tecnicamente la nomina è possibile, perché la giunta ha piena autonomia e può incaricare anche il presidente decaduto, che gode di tanto credito tra gli attuali membri. Malagò infatti non è stato colpevole di brogli, ma il suo ostacolo è rappresentato da un vizio formale da sanare. Dalla parte opposta della barricata c’è anche chi vorrebbe sfruttare il commissariamento per liberarsi di Malagò, oggi non più saldo come in occasione dell’elezione.
