SPECIALE AURONZO Amichevole, le indicazioni: Radu testato al centro, Ledesma torna padrone del centrocampo, Zàrate ritrova brillantezza
AURONZO DI CADORE - Piacevoli sprazzi di Lazio tra le tre cime di Lavareto. Dopo la prima e poco probante uscita con la rappresentativa locale dell'Auronzo, la nuova creatura di Davide Ballardini è tornata a testare i nuovi meccanismi con apprezzabili risultati. L'amichevole con il Craiova ha confermato in toto le prove tattiche dei giorni scorsi. Si va avanti con il nuovo modulo, un 4-2-3-1 che è sembrato viaggiare compatto ed armonico intorno ai tagli di Rocchi e alle fantasiose serpentine di Foggia e Zàrate. L'argentino, in particolare, sembra stia ritrovando la brillantezza dei giorni migliori: dopo un inizio frenato, è tornato a saltare a ripetizioni i dirimpettagli di turno, propiziando, come gli conviene, potenziali occasioni da rete. E' ufficialmente l'esterno mancino dei tre trequartisti, ma è evidente come il lavoro richiesto da Ballardini al numero 10 argentino sia diverso rispetto a quello a cui è chiamato Pasquale Foggia, schierato nell'out opposto. Se l'esterno partenopeo si prodiga in un continuo lavoro di “sali e scendi” in soccorso allo svizzero Lichtsteiner, dall'altra parte Maurito sfrutta pienamente le continue discese di Kolarov, che lo portano ad accentrarsi nella zona centrale. Fa la vera e propria seconda punta esterna l'argentino, alternando discese sul fondo e duetti nei pressi nell'area con Mauri e Rocchi. Buona e dinamica la prestazione del numero 5 brianzolo, che per caratteristiche è l'unico in rosa che può recitare con successo il ruolo di trequartista di movimento, a cui Ballardini richiede sacrificio in fase di non-possesso e veloci verticalizzazioni in ambito propositivo.
Analizzando la zona nevralgica del campo, trovano riscontro le dichiarazioni di apertura del presidente Lotito nei confronti di Cristian Ledesma. A differenza degli altri due “dissidenti” (Pandev e De Silvestri, ndr) il vice capitano biancoceleste ha già preso possesso del centrocampo, rinvigorendo le voci che lo vogliono ancora a Roma. Nei primi 45' (in campo la squadra titolare), il mediano argentino si è spartito le mansioni di “taglia e cuci” con Cristian Brocchi che, in attesa del via libera ufficiale, è la prima alternativa al brasiliano Matuzalem, superando la concorrenza di Dabo e Fabio Firmani.
Indicazioni di rilievo anche in difesa, dove non ha trovato spazio l'impulsivo Diakitè che forse ha pagato il piccolo alterco che l'ha visto protagonista nella seduta di ieri pomeriggio. Ma la vera sorpresa va registrata in zona centrale, dove al fianco del titolarissimo Siviglia è stato schierato il rumeno Radu, che finalmente ha visto gratificate le sue richieste. L'ex Dinamo Bucarest, che nella prima settimana di ritiro èera stato sempre testato come vice Kolarov, non è stato gran che impegnato dagli avanti ospiti, ma la scelta del tecnico ravennate è certamente da quelle da segnare sul taccuino. Passo in avanti anche per Lionel Scaloni che nella ripresa si è ritagliato uno spazio a sinistra. Alti e bassi per lo stagionato argentino, che prima si è reso protagonista della rete che ha aperto la partita, poi è stato surclassato nel gioco aereo in occasione del pareggio rumeno. Per il resto tutto confermato: Lichtsteiner è stato preferito a De Silvestri e Muslera ha confermato la sua pole position su Albano Bizzarri. Splendido, in particolare, il colpo di reni che ha tolto le castagne dal fuoco in chiusura di primo tempo.
L'ultima nota dedicata all'ogetto della curiosità dei tifosi della Lazio, il portoghese Eliseu. Oltre a mostrare l'ormai “leggendaria” velocità, ha palesato una crescente condizione di forma, che l'ha portato in un paio di circostanze a sfornare ficcanti assist dal forno che non hanno trovato pronto Simone Inzaghi.
