WOMEN | Oliviero: "Sogno il Mondiale. La Nazionale è sentimento e per me..."
Elisabbetta Oliviero ha parlato ai microfoni di Vivo Azzurro Tv direttamente dal ritiro della Nazionale, in vista del doppio impegno con Serbia e Danimarca per la qualificazione al Mondiale. Le parole della giocatrice della Lazio Women: "Il calcio? È ancora amore e lo sarà per sempre. Si sono aggiunti altri fattori come l’ossessione, a volte faccio fatica a dormire sopra le cose che succedono in campo e che devono succedere il giorno dopo nella settimana. Senza amore e senza passione credo non si possa praticare questo sport. È l’attenzione a ogni minima cosa, ripetuta alla follia. Ancora adesso, continuo a fare le piccole cose come ho imparato. Ogni giorno ripetuto aiuta a migliorarti sempre di più e a mettere a disposizione della squadra tutte le cose nella miglior maniera possibile”.
“È stato sicuramente difficile convincere tutti, devo ammettere che è stato doloroso inizialmente. Ora però, i miei familiari sono i miei primi sostenitori e tifosi. L’amore che mi travolge è importante durante una partita, la settimana quando mi sfogo per le difficoltà o quando sono felice per qualcosa di bello che è accaduto. Mi hanno aiutato tantissimo, non è facile per un genitore comprendere quando il proprio lavoro diventa ossessione e qualcosa che ti appartiene. Tante volte non sono tornata a casa per allenarmi, ho rinunciato a compleanni dei miei fratelli o momenti speciali dei nipoti per fare qualcosa in più non richiesto. Loro sono lo scudo che mi protegge, sono la forza in più che ho. Mi auguro tutti possano avere questo sostegno da parte della propria famiglia”.
"Un aneddoto? Ci sono stati momenti in cui sono tornata tardissimo da una trasferta e magari vivevo a tre ore da casa, sono corsa facendo una sorpresa a tutti e nella stessa giornata sono tornata indietro. Oppure momenti in cui mi sono accordata con i miei fratelli per una sorpresa telematica”.
“La responsabilità sicuramente l’abbiamo sempre avuta, indossare la maglia della Nazionale è un grandissimo privilegio ma porta con sé tante responsabilità. Le abbiamo avute prima di questo raduno, che è importante per noi. Faremo il massimo per ottenere i punti che ci serviranno per realizzare il nostro sogno. È una responsabilità che si percepisce e da sempre è respirata, ci rendiamo conto dell’importanza che abbiamo per la nazione e siamo orgogliose di poter difendere questi colori”.
“Quanto valgono queste partite contro Serbia e Danimarca? Tanto, andremo prima in Serbia cercando di ottenere la vittoria che ci darà una spinta per andare avanti. Stiamo preparando tutto nei minimi dettagli, è una partita importantissima che ci ovviamo godere in tutti i 90’ e col nostro cuore italiano cercheremo di arrivare alla fine col risultato sperato. Giocare in trasferta cambia qualcosa? Sicuramente la vicinanza dei tifosi in queste ultime partite è stata molto importante, il calore e il tifo di tutte le persone che ci sono state accanto è stato importante. Lo percepiremo anche da fuori e in trasferta, siamo troppo concentrate sulla partita per focalizzarci sul tifo degli altri. Siamo una nazione stupenda, in questo momento tutti abbracciati tra di noi e sentiremo il calore delle persone”.
“Mondiale, cosa significa per me? È un Mondiale, la cosa più bella che può capitare a un giocatore. Non dico che sia l’apice di una carriera perché secondo me non si arriva mai a un apice, ma sicuramente è un momento di gioia e condivisione. Che si può regalare a tutte le persone che stanno insieme per vedere una partita, sicuramente per noi calciatrici che possiamo giocarlo è emozionante. Il coronamento di un sogno. Ha una valenza per tutti”.
“Europeo, se ripenso al gol con la Spagna? Ci penso spesso, ne traggo energia e molta forza. Penso sia stato il punto più alto della mia carriera, ma non l’ultimo. Mi spinge a pensare che si possono fare tante altre cose ma la cosa che mi rende più felice di quel momento è stato l’abbraccio delle mie compagne e di tutte le persone fuori, un gol importante ma soprattutto fatto insieme. In quell’esultanza c’era uno sfogo di tanti anni difficili. Il cacio per è anche gioia, divertimento e soprattutto deve essere giocato insieme. L’avevamo preparata quella partita per superarla, me lo porterò per sempre dentro”.
“Dopo l’Europeo abbiamo sviluppato consapevolezza di essere una squadra forte ma non abbiamo espresso al massimo il nostro potenziale. Quel momento ci ha fatto male, ci ha messo in difficoltà ma ci ha fatto crescere. Cerchiamo di portare fuori la miglior versione di noi in queste partite e speriamo di raggiungere il nostro sogno”.
“Cosa mi dico per non mollare? Che la fatica è solo una questione mentale, nessuno supera un limite se non è stanco. Tanti momento è difficile riuscire a dire vado a fare quella cosa in più, però alla testa si può parlare e si può dire che quella cosa ti servirà il giorno dopo. Devi trovare la chiave, ognuno ha la sua. Io mi dico che la fatica è superabile e funziona”.
“Cosa significa per me indossare la maglia azzurra? È un’emozione incredibile, sono veramente una che parla tantissimo e ho quasi sempre le parole giuste ma indossare la maglia della Nazionale non ha una descrizione: è puro amore, sentimento, un orgoglio. Sono felicissima e mi sento anche responsabile in confronto a tutte le ragazze che vorrebbero essere qui con noi, spero di riuscire a continuare a dimostrare ciò che vale per me. È una passione senza fine”.
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