Gila, grandi chance e delusioni: ecco cosa gli chiede la Lazio a Verona
RASSEGNA STAMPA - Cartellini rossi, squalifiche scontate, prestazioni sottotono, rigori clamorosi negati, contatti lievi puniti col penalty. Mario Gila è chiamato alla riscossa. Ci ha messo del suo, ma la sfortuna - unita alle ingiustizie arbitrali - ha aggiunto il resto. Ora serve la versione da "Super Mario" per permettere alla Lazio di ritrovare clean-sheet e vittoria. Da sei partite di fila il suo contributo è calato e non si è più rialzato, anche per colpa degli episodi avversi che l'hanno quasi sempre condannato. Come riporta Corriere dello Sport, da Lazio-Bologna, giornata dell'espulsione per proteste nei confronti di Fabbri, non è più riuscito a garantire le prestazioni di inizio campionato. Era stato uno dei migliori della rosa prima di entrare nella striscia di gare deludenti.
Squalificato a Parma nella giornata successiva, l'unica giornata tranquilla l'ha vissuta al rientro contro la Cremonese. Ma i patemi sono riaumentati subito: peggiore in campo a Udine. E poi. due confronti più recenti: il KO casalingo col Napoli e tutte le sliding doors contrarie nel match contro la Fiorentina. Contro la Viola, è passato dalla possibile gioia per la rete personale alla rabbia per l'intervento su Gudmundsson, costato il sorpasso all'89'. In mezzo, uno dei momenti cruciali della partita: il rigore non concesso per la trattenuta evidente di Pongracic ai suoi danni.
Oggi Gila, a Verona, deve rispolverare le prove dei primi tre mesi. La Lazio non può barcollare anche in difesa. E lo spagnolo vuole interrompere il periodo negativo e tornare ad aiutare la Lazio. Nei quattro precedenti contro i gialloblù, l'ex Real non ha mai perso. Ci si attacca anche ai dati favorevoli pur di superare la parentesi di insufficienze della stagione.
