Lazio, Albertini "consiglia" Lotito: "Come dovrebbe gestire la contestazione"
RASSEGNA STAMPA - Demetrio Albertini è stato capitano, bandiera e perno del Milan per diversi anni. Con i rossoneri ha vinto 15 titoli, collezionando 406 presenze e ventotto gol. L'estate del 2003, poi, il passaggio alla lazo, con la quale disputa una sola stagione, conclusa con il successo in Coppa Italia. Doppio ex della gara di questa sera, è stato intervistato dal Corriere dello Sport - Il Cuoio, esprimendosi sia sul percorso in rossonero che i mesi vissuti una volta arrivato a Roma, sponda Lazio: "Quella squadra era piena di nazionali: c'erano Mihajlovic, Couto, Peruzzi, Cesar, Fiore, Corradi, Stankovic, Giannichedda. Era una squadra forte".
Un gruppo considerato "unico" dallo stesso Albertini, talmente unito da essere in grado di risolvere una situazione complicata. "La società non c'era, o meglio c'erano dei dirigenti vicini a noi, ma non avevano i mezzi per aiutarci a risolvere quella situazione. La forza l'abbiamo dovuta trovare tra di noi".
Esprimendosi, poi, sulla situazione attuale, ha spiegato come quanto sta accadendo in casa Lazio, con la contestazione dei tifosi, dovrebbe far riflettere tutti. A partire dal presidente. "Credo che debba fermarsi a riflettere e chiedersi se c'è qualcosa che ha sbagliato. Nonostante i successi ottenuti", il riferimento è al patron Lotito. Poi ancora: "Se i tifosi, nonostante i risultati, sono arrivati a questa forma di protesta, evidentemente, sarebbe il caso di porsi delle domande".
