Lazio | Il Corriere dello Sport: "Tifosi in protesta, chi andrà al Flaminio?"
RASSEGNA STAMPA - Nella lunga analisi de Il Corriere dello Sport riguardo il progetto della Lazio per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, una delle domande si riferisce alla contestazione dei tifosi. Il popolo biancoceleste, infatti, ha deciso non confermare gli abbonamenti per la prossima stagione in segno di protesta verso la gestione del presidente Lotito. Da qui il dubbio per il nuovo impianto. Di seguito la risposta.
"C’è poi il fattore che a Formello continuano a sottovalutare ed è decisivo, anche per i conti: il pubblico. Un finanziamento come quello si ripaga con gli incassi dello stadio, e con una tifoseria in rotta, che diserta e contesta, qualunque piano di rimborso salta. Il consenso, qui, non è sentimento: è la prima garanzia del prestito. E poi c’è la politica: un’opera così, su suolo pubblico, chiede alle istituzioni una decisione pesante, che nessuno prenderà senza vedere consenso attorno al progetto, della città e prima ancora dei tifosi".
"Quel consenso oggi non c’è, e la colpa è di chi da anni tratta la propria gente come una controparte invece che come il primo alleato. La contestazione si è fatta durissima, Lotito ha cercato la pace e la tifoseria gliel’ha rifiutata in faccia, una petizione al presidente ha raccolto più firme degli abbonati. Si è arrivati al punto che molti laziali sperano nella bocciatura immediata del Flaminio, non perché non vogliano lo stadio, che desiderano da sempre, ma perché ci vedono la leva per chiudere una gestione che ritengono finita. Quando una parte significativa della tifoseria organizzata arriva a sperare nella bocciatura del progetto pur di indebolire la proprietà, il problema smette di essere solo urbanistico o finanziario: diventa un problema di legittimità e di sostenibilità del progetto stesso".
