Lazio, Pulici: "Non c'è credibilità! Siamo a un punto morto..."
RASSEGNA STAMPA - "Questo mondo lo conosco bene e l'ho conosciuto attraverso mio padre, adesso dobbiamo essere uniti per unico obiettivo: il bene della Lazio". Inizia così l'intervista rilasciata da Gabriele Pulici ai taccuini del Tempo. Lui nato il 12 maggio del 1974 - mentre il papà era in campo con i compagni a vincere il primo Scudetto contro il Foggia - la storia della Lazio ce l'ha dentro il sangue. Gli appartiene per destino. Ed è proprio in una fase in cui sta venendo meno il rispetto nei confronti dei 126 anni passati sta venendo meno, che lui ha dato vita a una battaglia in cui è disposto a combattere in prima linea per far sì che la luce torni a splendere nei sogni dei tifosi laziali.
SEMPRE COLPA DEI TIFOSI - Critica la società per via della mancanza di trasparenza, per il continuo negare una situazione complicata sul piano sportivo e non solo, nascondendosi dietro al frase "la società sta bene". Per ringiovanire la squadra, spiega Gabriele Pulici, si sta andando verso un - pericoloso - ridimensionamento. "Dicono che gli sponsor non si avvicinano per colpa dei nostri commenti o per le contestazioni. Adesso si dice che è colpa dei tifosi se non arrivano alcuni giocatori o se gli arbitri prendono decisione sbagliate e lo dico già ora sarà colpa dei tifosi, secondo loro, se l'anno prossimo, quando magari ci saranno meno abbonati, la rosa non sarà competitiva" aggiunge Gabriele Pulici.
"LOTITO NON VENDERA' " -Manca la credibilità, manca l'unione di intenti. Due caratteristiche fondamentali per poter sperare di andare avanti insieme anche nei momenti di difficoltà, per convincere i tifosi laziali a riempire - ancora di più - gli spalti dello Stadio Olimpico. Servirebbe un passo indietro, ma in cui Pulici non crede. "Non è nelle sue corde" spiega ancora ai taccuini del Tempo. La Lazio per Lotito è un bene troppo prezioso al quale poter rinunciare, motivo per cui, a detta sua, "non venderà mai". Dimenticandosi, però, che una squadra di calcio non appartiene ai presidenti, ma alla sua storia.
PUNTO MORTO - "Siamo ad un punto morto di questa gestione" - continua Gabriele Pulici - "La squadra è nervosissima, neanche i big magari stanno facendo bene ma l'attenzione verrà spostata su Romagnoli, che non ha meritato questo trattamento e le promesse non mantenute, o sul mister, che a queste condizioni dubito rimarrà: si parla di loro ma non di chi sta distruggendo la Lazio. Per quello che ho visto lunedì, si farà fatica a fare altri 10 punti. Se non cambiano le cose, la prossima stagione sarà dura".
