Primavera, alla Lazio il primo Derby della stagione: decide Ceccarelli, Berardi decisivo. I biancocelesti vincono il Trofeo Tirreno e Sport
SANTA MARINELLA - Va alla compagine di mister Alberto Bollini il primo derby della stagione. La Lazio, alla sua seconda finale in due edizioni del Torneo Tirreno e Sport, arriva all'atto conclusivo dopo aver sconfitto Fiorentina, Sampdoria e Napoli ed aver subito una leggera quanto indolore sconfitta contro la Dinamo Bucarest. Di fronte la Roma di Alberto De Rossi, una squadra tenace, con ottime individualità, capaci di trovare il guizzo giusto in qualsiasi momento del match. La partita si preannuncia difficile, i giallorossi sono un avversario di tutto rispetto ma la Lazio,plasmata dal suo nuovo allenatore in questo primo scorcio di stagione, non ha nulla da invidiare ai cugini. C'è voglia di ripetere l'impresa dello scorso campionato, quando a Formello la compagine guidata da Roberto Sesena, fermò la Roma capolista con un 2-1 firmato dal duo Ceccarelli-Zampa. Si respira un'aria nuova all'interno dello spogliatoio biancoceleste: Bollini catechizza i suoi a dovere, chiede impegno e praticità prima dell'incontro di Santa Marinella, schiera la squadra con un inedito 4-3-2-1, con Barreto unica punta e la sorpresa Adeleke in mezzo al campo a fare legna accanto all'onnipresente Capua ed al capitano di questa stagione, Enrico Zampa.
La gara inizia su ritmi piuttosto alti già dalle prime battute, le squadre si affrontano a viso aperto, ed è la Roma ad andare vicinissima al vantaggio con Ciciretti (ex Lazio) con un gran sinistro dal limite dell'area che termina di poco a lato. I biancocelesti rispondono dopo pochi istanti con Pantano, il più lesto di tutti sugli sviluppi di un calcio piazzato a mettere in rete, ma il direttore di gara annulla ingiustamente per fuorigioco inesistente. Ceccarelli è una vera e propria spina nel fianco per la difesa giallorossa, punta con regolarità il diretto avversario creando diversi grattacapi alla retroguardia di De Rossi. Alla mezzora, grazie ad uno dei suoi tanti spunti ficcanti, manda in bambola Antei che è costretto a stenderlo: l'arbitro ammonisce per la seconda volta il difensore e la Roma resta in inferiorità numerica. Si chiude la prima frazione di gioco, mister De Rossi è infuriato con l'arbitro e con i suoi ragazzi, nell'intervallo chiede una reazione d'orgoglio. La Lazio, dal canto suo, non ha creato molte occasioni da gol, la squadra ha tenuto bene il campo, ma al di là di alcune sortite offensive individuali, Pigliacelli non ha corso seri pericoli dalle sue parti. Poco determinato ed arrembante l'attacco: Barreto, schierato inizialmente come terminale offensivo, ha spostato, quasi immediatamente, il proprio baricentro sulla destra, lasciando a Pala, un centrocampista, i compiti da prima punta.
Nella ripresa, Bollini corre ai ripari e sostituisce Capua con Cinque per dare maggiore incisività e peso specifico al reparto avanzato. Al 10' è la Roma ad affacciarsi dalle parti di Berardi ma il tiro di Caprari termina fuori; al 12', invece, arriva immediatamente la risposta biancoceleste affidata al solito Gonzalo Barreto (molto bene in tandem con Cavanda sulla corsia di destra, ndr). L'uruguaiano ci prova col destro ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. La gara è interessante, i ritmi non accennano a calare anche se le due compagini sono evidentemente stanche. Il Derby rappresenta sempre un'occasione unica per mettersi in mostra e per prevalere sui rivali di sempre. Al 19' l'episodio che cambia le sorti dell'incontro: Carboni atterra l'imprendibile Ceccarelli all'interno dell'area di rigore. L'arbitro assegna il penalty che viene realizzato con freddezza dal biondo attaccante classe '92. Siglato il vantaggio, la Lazio difende l'1-0 con le unghie e con i denti, la Roma si getta in avanti alla disperata ricerca del pari, gli schemi sembrano essere quasi totalmente saltati. Al 90' Cavanda, protagonista di una buona prestazione sulla fascia destra, stende Diembè a pochi passi da Berardi. Il direttore di gara indica il dischetto ed espelle il belga-angolano, che esce dal campo in lacrime. Ci pensa, però, l'estremo difensore biancoceleste, una vera sicurezza tra i pali, a far tornare il sorriso al proprio compagno di squadra ed ai tanti tifosi di fede Laziale presenti sugli spalti dell'impianto tirrenico, respingendo coi piedi la conclusione centrale di capitan Florenzi e consegnando, di fatto, alla Lazio la seconda edizione del Trofeo Tirreno e Sport. Da segnalare nel finale, il clamoroso palo colpito da Matteo Monteforte, classe '93. Buona la prestazione del piccolo attaccante capitolino, in grado, in pochi minuti, di creare apprensione nella retroguardia giallorossa, in un finale a dir poco convulso. Ottime le prestazioni dei centrali difensivi Crescenzi e Ugolini, chiamati a sostituire la collaudatissima coppia dello scorso anno composta da Luciani e Faraoni, del nigeriano Adeleke, sempre più una certezza, di Enrico Zampa in cabina di regia e, naturalmente del migliore in campo di oggi, nonchè capocannoniere della manifestazione, Tommaso Ceccarelli.
Chi ben comincia è a metà dell'opera, dice un famoso detto. Mister Bollini sta lavorando alacremente, punta molto sui suoi ragazzi, li sta facendo sentire importanti e li sta responsabilizzando, ha voglia di vincere nuovamente qualcosa di importante con i colori biancocelesti, ha inculcato loro la sua mentalità. Zampa & Co. lo seguono con attenzione, sono cambiati i metodi di lavoro rispetto a Sesena, ma la voglia di arrivare in alto c'è ed è sempre più forte. Il campionato è alle porte, sabato si comincia a fare sul serio e la Lazio si presenterà a Grosseto con un biglietto da visita niente male.
