Vecino-Lazio, destini incrociati: da quel colpo di testa al ritorno da Sarri

30.07.2022 07:30 di Edoardo Zeno Twitter:    vedi letture
Fonte: Edoardo Zeno - Lalaziosiamonoi.it
Vecino-Lazio, destini incrociati: da quel colpo di testa al ritorno da Sarri

Destini incrociati, quelli di Matias Vecino e della SS Lazio. Impossibile dimenticarsi quel gol datato 20 maggio 2018. Una splendida sera primaverile allo Stadio Olimpico rovinata, per i circa 60 mila cuori biancocelesti presenti, dalla beffa finale firmata proprio dal centrocampista uruguaiano. Ci si giocava tanto, anzi tutto. Ai ragazzi di Inzaghi bastava un punto per assicurarsi un posto ai gironi di Champions League. Di fronte però c’era l’Inter che giocava con un solo risultato a disposizione, la vittoria. La partita si mette subito in discesa per i capitolini che a un quarto d’ora dal termine conducono per 2-1. Poi il disastro. De Vrij atterra Icardi in area generando polemiche che ancora oggi restano vive. L’argentino non sbaglia dagli undici metri e i nerazzurri pareggiano. A otto dalla fine gli ospiti completano la rimonta con Vecino che svetta di testa su calcio d’angolo di Brozovic e regala la Champions all’Inter di Spalletti dopo 7 anni di assenza. La Lazio vede sfumare sul più bello l’obiettivo stagionale per il quale aveva lottato tutto l’anno e che probabilmente meritava. Ma il calcio è questo, gioia e tristezza, successi e delusioni. La qualificazione nella competizione più ambita d’Europa per i biancocelesti sarebbe arrivata solo qualche anno dopo, nel 2019/20 dopo una stagione quasi perfetta che ha visto la squadra contendersi a lungo anche lo scudetto.

RITORNO DA SARRI - Vecino è stato l’incubo della tifoseria biancoceleste per diversi giorni dopo quella serata maledetta. Oggi le strade del giocatore e della Lazio, che sembravano come due rette parallele, si stanno per incontrare. E’ bastato il corteggiamento di mister Sarri che ha chiesto l’uruguaiano come rinforzo a centrocampo. Matias non ci ha pensato due volte e ha detto sì. La Lazio è nel destino di Vecino. E’ stata la squadra che gli ha "permesso" di diventare grande con l’Inter e sarà quella del rilancio, dove potrà mettersi in mostra e dimostrare che ha ancora tanto da dare al nostro campionato. La carta d’identità dice 30 anni. C’è ancora tutto il tempo a disposizione per scrivere un altro capitolo importante della sua carriera.

IL CALO - Da quel gol sotto la Curva Sud, Vecino ha attraversato tanti alti e bassi. Da titolare dell’Inter, il suo minutaggio è andato sempre più scemando anche e soprattutto a causa dei continui problemi fisici. Il 19/20 è l’anno del ritorno in Champions. Matias segna di nuovo, ancora di testa nei minuti finali stavolta a San Siro nell vittoria contro il Tottenham. Stavolta però non basta per superare la fase a gironi. I nerazzurri scendono in Europa League dove fanno fuori il Rapid Vienna – ancora l’uruguaiano in rete – ma poi vengono fatti fuori agli ottavi dall’Eintracht Francoforte. Cinque gol e due assist in quaranta apparizioni stagionali. La Lazio si prende la sua “rivincita” battendo l’Inter di Vecino ai quarti di Coppa Italia che poi alzerà al cielo in finale contro l’Atalanta. L’ex Fiorentina disputa anche la Copa America con il suo Uruguay, ma è costretto a salutare la competizione dopo appena 80 minuti. Un infortunio muscolare rimediato dopo l’esordio con l’Ecuador non gli consente di proseguire con la Celeste che uscirà ai quarti con il Perù. Nelle stagioni successive, Vecino gioca sempre meno. Nel 20/21 il problema al menisco lo tormenta e lo tiene fuori praticamente per tutta la seconda parte di stagione. Alla fine le presenze sono 25, i gol tre di cui uno in Champions contro il Borussia Dortmund. Le reti importanti sono la sua specialità. Conte non può schierarlo praticamente mai con continuità e il giocatore finisce un po’ nel dimenticatoio. L’anno successivo, le apparizioni stagionali scendono addirittura a nove, di cui una con la Primavera. Segna un solo gol nella vittoria interna contro la Roma, ma si laurea comunque campione d’Italia. In estate disputa con maggiore continuità un’altra Copa America, ma esce ancora ai quarti stavolta con la Colombia.

UNA COSA DA FARSI "PERDONARE" - Con l’arrivo di Inzaghi, la musica cambia leggermente. Aumenta il numero di minuti in campo per Vecino che chiude il 21/22 con 23 presenze totali condite da un solo gol nel 6-1 rifilato al Bologna. Prima l’infiammazione al ginocchio e poi un problema muscolare lo rallentano un po’ e lo costringono a saltare qualche partita, tra cui la finale di Coppa Italia vinta con la Juventus. Dopo 5 stagioni Matias dice addio all’Inter. L’accordo per il rinnovo non arriva. Adesso all’orizzonte c’è una nuova avventura. La Lazio lo aspetta, Sarri è pronto ad accoglierlo. Un cerchio che si chiude, una nuova piazza che può dargli nuova linfa e nuove motivazioni. L’annuncio ufficiale è sempre più vicino, anzi Vecino, poi toccherà al giocatore farsi “perdonare” quel colpo di testa maledetto e mettere un cerotto sulla ferita aperta, solo qualche anno fa, sulla pelle dei tifosi laziali.

Pubblicato il 29/07 alle 20.00