Dall'incidente al ritorno in campo: la rinascita di Cocciatelli alla Ledesma Academy
La storia di Manuele Cocciatelli è un esempio straordinario di resilienza e di come un momento drammatico della sua vita non sia stato sufficiente a spegnere la sua passione per il calcio. Tutto è cambiato il 1° gennaio 2024, quando il ragazzo perde un occhio e rimane in coma per 10 giorni a causa di un incidente con un botto di Capodanno. Un avvenimento del genere per molti avrebbe rappresentato la fine di un sogno; per lui, invece, è stato solamente l'inizio di una nuova sfida, affrontata con grande coraggio e voglia di tornare a fare ciò che più ama. Oggi Manuele gioca nell'Under 16 della Ledesma Academy e ha raccontato ai microfoni di MYSP il suo percorso:
"La mia passione per il calcio è nata fin da quando ero bambino. Ricordo che quano i miei genitori mi portavano a comprare un gioco sceglievo sempre un pallone. Questo è il mio secondo anno alla Ledesma Academy e mi trovo molto bene. Con compagni e mister ho un bellissimo rapporto, ci consideriamo una seconda famiglia. Il momento più bello che ho vissuto da quando sono qui è stato il mio esordio, perché venivo da un anno in cui ero rimasto lontano dai campi. Il gol che mi ha fatto più emozionare è stato il mio primo, perché mi ha fatto capire che ero tornato".
Sull'incidente che gli ha cambiato la vita ha raccontato: "Il 1° gennaio 2024 ho avuto un incidente con un botto di Capodanno. Ho perso l'occhio sinistro e sono stato 10 giorni in coma, durnate i quali ho subito una ricostruzione del cranio. Sono stato un mese in ospedale, ma non ho mai smesso dicredere di poter tornare a giocare. Non è cambiato nulla. Solamente i primi mesi avevo perso il tono muscolare, ma una volta ripreso e aver fatto l'abitudine sulla prospettiva sono tornato a fare tutte le cose che facevo prima".
Manuele ha poi raccontato l'importanza delle persone che gli sono state accanto e la sua grande voglia di tornare a giocare: "Le persone intorno a me mi hanno aiutato standomi vicino, ma soprattutto non mi hanno mai fatto sentire diverso e questo per me è stato molto importante. Non ho mai smesso di sperare di tornare a giocare a calcio, infatti, quando andavo in ospedale a fare dei controlli, chiedveo sempre quando sarei potuto tornare a praticare lo sport che amo. Ho scelto di restare alla Ledesma perché la società mi è stata molto dietro e mi ha dato l'opportnità di tornare a essere quello che ero. Questo è un modo per ricambiare la fiducia dimostrata. I compagni mi sono stati sempre dietro. Ogni volta che sbagliavo non mi hanno mai fatto pesare nulla. Sono stati difficili solamente i primi mesi per il principio della prospettiva, ma una volta fatta l'abitudine mi è venuto tutto più naturale. Avevo difficoltà a fare dei lanci o a vedere le posizioni in campo. Le persone che vedevo più vicino magari erano più lontane. Il momento più emozionante dal mio ritorno è stato rientrare nello spogliatoio, che ho sempre considerato come una seconda casa. Per me ha un ruolo molto importante all'interno di questo sport.
Ha poi concluso: "Mi direi che sono stato molto forte e con costanza e sacrificio sono riuscito a continuare il mio sogno e riprendere la vita che facevo tutti i giorni. Indossare la maglia della Ledesma per me ha una responabilità molto importante perché, come ho detto, questo è il miglior modo per ricambiare la fiducia dimostrata e per ringraziare la società".
