Coronavirus, sindaco Allumiere: "È una guerra che dobbiamo vincere"

Il sindaco Antonio Pasquini ha spiegato la situazione ad Allumiere rispetto all'emergenza coronavirus: l'intervista ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it
15.03.2020 12:00 di Alessandro Vittori Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
Coronavirus, sindaco Allumiere: "È una guerra che dobbiamo vincere"

L'Italia è in piena emergenza coronavirus. Dalla Lombardia alla Sicilia i cittadini sono costretti a misure molto stringenti per evitare la diffusione di un nemico invisibile, eppure molto pericoloso. La redazione de Lalaziosiamonoi.it ha deciso di analizzare le varie situazioni della Regione Lazio. Siamo partiti nel nord del territorio, da Allumiere, con l'intervista al sindaco Antonio Pasquini.

Qual è la situazione ad Allumiere?

"Al momento ad Allumiere non ci sono casi di positività. Purtroppo stiamo lottando contro un nemico che non conosciamo, che può manifestarsi in qualsiasi istante dell'incubazione. Tutti possiamo essere positivi e diventare dei vettori. I 15 giorni di incubazione sono tanti, noi contiamo dal famoso 8 marzo. Speriamo nel prossimo fine settimana di dire di aver scampato il pericolo. È dura, perché vedo che nei comuni vicini piano piano stanno uscendo casi positivi, speriamo non succeda ad Allumiere. La forza in questi giorni mi viene data dal fatto che tutti gli amministratori stanno collaborando, così come i gruppi di opposizione. Si è disteso quell'animo che in passato ci aveva contraddistinto su fazioni contrapposte. Posso dire che il virus ci ha fatto diventare più tecnologici, sia i dipendenti comunali, nel mio comune ce ne sono 4 che lavorano direttamente da casa, sia il corpo docente che sta portando avanti sempre da casa l'attività didattica. Anche questo testimonia il senso di unità che ci sta portando avanti in questo brutto momento".

Come sta reagendo la cittadinanza?

"La comunità si sta comportando in maniera giusta. La gente non gira per strada, ha capito la gravità della situazione. La stessa cosa posso dire delle attività commerciali: chi è stato costretto a chiudere l'ha fatto, gli altri stanno applicando in maniera corretta il decreto del presidente del consiglio dei Ministri. Da tre giorni abbiamo aperto anche il Centro Operativo Comunale, perché abbiamo ritenuto opportuno che ci fossero al fianco della comunità i ragazzi della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana. Nei giorni scorsi abbiamo fatto due interventi, un salvavita a Civitavecchia per un cittadino di Allumiere e la consegna dei medicinali per una persona non deambulante a casa. Con loro abbiamo messo in atto iniziative per evitare alla gente di uscire dalle case. Portiamo direttamente le medicine a casa a chi ha più di 65 anni o ha problemi familiari e portiamo la spesa aiutando le attività commerciali che non lo fanno. Quasi tutte comunque si sono organizzate per la consegna a domicilio. In questi momenti è giusto che la comunità si stringa e faccia gruppo".

Come ne uscirà l'Italia da questa emergenza?

"In questi giorni siamo tutti chiusi in casa con la famiglia e ci stiamo stringendo. Nello stesso tempo il nostro desiderio sarebbe quello di stringere tutti coloro che non vediamo, genitori, amici e parenti. Io personalmente non vedo i miei genitori dal 7 marzo, sono persone anziane ed è giusto tutelarli. In questo momento la loro tutela passa dal non vederli. Tutta l'Italia sta facendo questo, con le lacrime agli occhi. Ne usciremo più forti di prima, come abbiamo sempre fatto dopo le guerre. Questa è una guerra che dobbiamo vincere a tutti i costi".

Un appello del sindaco

"L'appello è non usciamo da casa. Questo è l'unico modo per sconfiggere il virus. Successivamente quando l'avremo superato saremo tutti insieme nelle piazze a festeggiare. In questo momento non conta la politica, conta soltanto la responsabilità e la forza. Mi ripeto, restiamo a casa, non usciamo. Solo così si evita la diffusione del virus nelle singole comunità, nell'Italia intera".

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