ESCLUSIVA - Doll: "Lazio, ti dico come battere l'Eintracht! E un giorno mi piacerebbe allenarti..."

Pubblicato il 5/09/18 alle ore 18.01
06.09.2018 07:23 di Alessandro Menghi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - Doll: "Lazio, ti dico come battere l'Eintracht! E un giorno mi piacerebbe allenarti..."

C’era un periodo in cui la Lazio aveva pure un’anima tedesca. Non solo italiana e romana, ma anche tedesca, sì. E quello spirito ben s’era amalgamato con quello biancoceleste, dedito al sacrificio e tipicamente passionale. Nei primi anni Novanta, oltre a Karl-Heinz Riedle, c’era Thomas Doll, un biondone non troppo alto dallo sguardo di ghiaccio. Dal 1991 al 1993 indossò l’aquila sul petto collezionando 73 partite e 12 gol, riprendendosi affetto e soddisfazioni che l’infortunio dei primi mesi gli tolse. La redazione de Lalaziosiamonoi.it l'ha contattato in esclusiva: “Ricordo benissimo il periodo in cui arrivai alla Lazio. In quel momento subii un infortunio e all’inizio non andò alla grande. Poi invece ho recuperato ed ho giocato tanto. Ricordo la gente laziale che mi voleva bene. Il calore di Roma non lo dimenticherò mai…”.

EINTRACHT - L’Eintracht affronterà la Lazio in Europa League e Doll, doppio ex (dal 1993 al 1996 ha giocato per i tedeschi), conosce bene il clima che si respira da quelle parti: “L’urna dell’Europa League non è stata certo fortunata per la Lazio. La Lazio è una grande squadra, ma quando nel girone peschi una formazione francese ed una tedesca, la cosa non è mai semplice. La Lazio ha grandi mezzi ed ottimi giocatori. L’Eintracht è una squadra tosta. In passato (qualche anno fa, ndr) non ha avuto molta fortuna nelle competizioni europee per il troppo turnover. In Germania è stata molto criticata per questo, oggi invece ha una rosa più ampia, la situazione è diversa. Questa squadra fa del suo punto di forza lo stadio, la tifoseria. Quando gli uomini di Inzaghi andranno in Germania dovranno fare attenzione al fattore campo, che l’Eintracht cercherà di sfruttare. Come batterla? Non bisogna perdere palle ingenue a centrocampo. Loro giocano a 5 dietro. Hanno Kevin Trapp arrivato quest’anno e nelle loro caratteristiche da non sottovalutare c’è la rapidità nelle ripartenze. Non vanno commessi falli inutili sulla trequarti, per non regalare possibilità. In squadra hanno Ante Rebic, che è molto forte da tenere d’occhio. La condizione atletica sta tornando al top, soprattutto per coloro che hanno giocato il Mondiale. Credo che da metà settembre l’Eintracht sarà complicata da battere”.

CALCIO ITALIANO E TEDESCO - “Il calcio Italiano e il calcio tedesco in crisi? Le competizioni mondiali hanno detto questo almeno per il momento. L’Italia vive i suoi problemi a causa dei troppi stranieri che militano in Serie A. In passato aveva giocatori in grado di risolvere da soli le partite. Oggi gli allenatori hanno timore di puntare sui giovani calciatori a discapito degli stranieri a disposizione in squadra. Il rischio di azzardare e perdere è più forte della voglia di osare. Questo non va bene per il calcio italiano. La Germania invece dopo il Mondiale brasiliano ha pensato di essere l’unica a saper giocare al calcio. Si praticava il tiki taka, imitando la Spagna, ma la nostra cultura calcistica ha sempre avuto in sé la forza fisica, la resistenza, un calcio di tipo muscolare, cose al momento dimenticate. Bisognerà avere il coraggio di rilanciare anche le nostre di caratteristiche. Non possiamo dimenticare chi siamo. È tempo di ripartire”.

CRISTIANO RONALDO - La Serie A si è arricchita di un talento eccezionale, Doll non ha dubbi sui benefici portati dall’arrivo di Cristiano Ronaldo: “Finalmente è arrivato un campione assoluto e per il campionato italiano è importantissimo. Prima certi giocatori andavano in Premier o in Spagna, per l’Italia questo è un colpo sensazionale che porterà dei benefici a tutti, anche per l’immagine”.

MOMENTO LAZIO - “Come mi sembra la Lazio quest’anno? È partita male, ma era preventivabile. Giocare contro Napoli e Juventus nelle prime due giornate non è stato semplice. Si poteva sperare in qualche punto, ma il fatto di essere rimasti a secco non può diventare un problema. Contro il Frosinone bisognava vincere ed è arrivata la vittoria. Ho letto molte critiche, ma a volte sono incomprensibili. Come si fa a mettere sotto accusa una squadra che si è confermata a buoni livelli un anno fa e che non ha cambiato quasi nulla? Credo che certe critiche esagerate facciano solo male. La Lazio non merita questo”.

IMMOBILE - Da uno che girava intorno all’area da trequartista come Doll, a uno che invece ne fa l’habitat ideale come Immobile. Senza dimenticare un altro grande tedesco, Klose. La Lazio ha sempre avuto grandi bomber: Ciro è un attaccante molto bravo. Una punta moderna che sa attaccare gli spazi, che fa gol a raffica, specie se avverte la fiducia intorno. Immobile è un ragazzo che ha bisogno di percepire il proprio club come una grande famiglia. A Dortmund non fu così. Lì forse la lingua o il modo di approcciare che ha avuto l’ambiente con lui non è stato perfetto. Si sentì fuori dal progetto, per così dire. Alla Lazio ha trovato il suo habitat e non ha fatto rimpiangere Miro".

ANCELOTTI - E a proposito di giocatori e allenatori fra Germania e Italia, il Napoli ha puntato su Ancelotti: scelta giusta? “Non lo conosco bene, come non conosco personalmente Sarri. Carlo ha vinto molto e non credo si sia dimenticato metodi di allenamento o la cosiddetta mentalità vincente. A Monaco ha avuto problemi con alcuni giocatori. Di lui mi dissero che fosse un tecnico molto comunicativo. Questo è un vantaggio, specie quando arrivano i risultati. Questo purtroppo è l’unica cosa che conta nel calcio, i risultati sono tutto. Siccome a Monaco non arrivarono si alimentarono le chiacchiere e le critiche. Forse lì avrebbe dovuto avere più il pugno fermo, ma ripeto la colpa non è stata solo sua, bensì delle critiche che alla fine mandano sotto accusa solo l’allenatore. Ora sta a Napoli, un grandissimo club, pieno zeppo di giocatori importanti. Farà bene. Sarri mi piace per la sua storia. È arrivato nel calcio che conta dopo tanta gavetta. Mi sembra un bella favola, che continua anche in Premier dove è partito benissimo”. 

SOGNO LAZIO - Ora Doll ha appena concluso l’esperienza col Ferencvàros e chissà che in futuro non ci possa essere un ritorno alla Lazio, da allenatore: “Ho da pochi giorni terminato la mia avventura al Ferencvàros. Ho lasciato la squadra dopo la quinta di campionato al primo posto in classifica. Abbiamo deciso insieme di chiudere qui la mia esperienza di 5 anni nel club. Volevamo fare scelte diverse sia io che la società. È stato meglio così. Ora sto godendomi le vacanze, ho bisogno di ricaricarmi. Poi andrò a fare un tour in alcuni club. Volerò in Premier e verrò anche in Italia. Allenare la Lazio? Sarebbe un sogno. È un club che porto nel cuore e lo terrò sempre con me. Poter approdare in Serie A sarebbe un risultato fantastico per me. Il campionato italiano ha conosciuto giocatori tedeschi, ma non allenatori. Sarei il primo nella storia: pensate quanto mi piacerebbe…”.

LAZIO NEL CUORE - Chiude con un messaggio ai tifosi della Lazio: "Vi voglio bene! Vi faccio un grande in bocca al lupo. Spero di rivedervi presto”.