ESCLUSIVA - Il mental coach Corapi: "Il 26 maggio per sempre nel cuore! Ora Lotito e i tifosi comunichino tra loro..."

21.03.2014 07:05 di  Carlo Roscito  Twitter:    vedi letture
Fonte: Carlo Roscito - Lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - Il mental coach Corapi: "Il 26 maggio per sempre nel cuore! Ora Lotito e i tifosi comunichino tra loro..."

Un pezzo di coccarda è anche suo, fa parte degli "uomini del 26 maggio”. Sandro Corapi, il mental coach, compie 54 anni. Non li dimostra, né con il fisico, né con la testa. La redazione de Lalaziosiamonoi.it lo ha contattato in esclusiva, per fargli gli auguri di buon compleanno e per parlare del momento attuale in casa Lazio. Di seguito la nostra intervista:

Innanzitutto auguri, come procede il tuo lavoro di mental coach?

“Bene, grazie. Sto portando avanti il progetto della 'Sandro Corapi Academy', una novità nel mondo del coaching. Le persone che frequenteranno l’accademia, infatti, potranno diventare dei professionisti del settore e cominciare a svolgere l’attività del mental coach. Ci sono tre diversi tipi di specializzazione: Life, Business e Sport. Comunque gli interessati possono visitare il sito internet www.enthusia.it per tutte le informazioni e soddisfare le proprie curiosità”.

Parliamo di Lazio, partendo dall’attualità: il conflitto tra la società e i propri tifosi. Una frattura insanabile?

“Mi auguro che si possa riprendere un dialogo costruttivo intorno ad un tavolo, ci vuole una comunicazione aperta e franca per il bene comune. Il presidente Lotito e i tifosi della Lazio hanno lo stesso obiettivo, quello di avere un club vincente e che possa raggiungere i massimi traguardi possibili. Con questa comunanza di intenti è doveroso camminare insieme e trovare una via d’incontro”.

Quale potrebbe essere la soluzione?

“Ci vuole un passo indietro da una parte, uno in avanti dall’altra. E viceversa. C’è bisogno di procedere insieme comunicando e non scavando nuove trincee divisorie”.

Insomma come dopo la vittoria del 26 maggio?

“Quello è stato un momento straordinario a livello professionale e personale, un’emozione fantastica vedere i ragazzi così motivati prima della finale di Coppa Italia con la Roma. Una gioia che porterò per sempre nel mio cuore”.

Una parte del merito è anche sua quindi?

“Ricordo la settimana di preparazione nel ritiro di Norcia, non si veniva da un momento positivo, per questo ho cercato di distendere gli animi dei calciatori. Ho sempre lavorato sull’umiltà e sull’unione, il motto principale era: il singolo al servizio del gruppo”.

Traguardo raggiunto e trionfo storico…

“Un successo di tutti: società, staff, mister, giocatori e tifosi. La fase post-vittoria è stata idilliaca, purtroppo non c’è stato il tempo di festeggiare perché molti calciatori sono partiti per gli impegni con le proprie Nazionali. Ma l’affetto che si è creato in quei giorni rimarrà per sempre impresso nei nostri ricordi”.

In questo periodo di collaborazione c’è qualche giocatore con cui ha legato maggiormente?

“Sì, ma la risposta è top secret. Sa, le solite questioni di gruppo… (ride, ndr)”.