Lazio "Due Facce": quaterna al Bournemouth fra dormite e classe sopraffina

03.08.2019 07:35 di Mirko Borghesi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Mirko Borghesi - Lalaziosiamonoi.it
Lazio "Due Facce": quaterna al Bournemouth fra dormite e classe sopraffina

Questa Lazio ci farà divertire. La convinzione figlia dell'amichevole contro il Bournemouth è questa. Gli inglesi sono avanti nella preparazione, i capitolini sono avanti nelle idee. Trame di gioco spettacolari, fase difensiva da rivedere, una creatura che ricorda sempre più quella che Inzaghi confezionò due anni fa. Quella della cavalcata infrantasi contro l'ostacolo chiamato Inter. Ma andiamo per ordine. Inzaghi sceglie Strakosha in porta, alla prima partita ufficiale della stagione, difesa con Vavro, Acerbi e Radu, Lazzari e Lulic sulle fasce, Parolo, Badelj e Luis Alberto nel mezzo. Terminali offensivi Correa e Immobile. Le scelte sono diretta conseguenza degli infortuni, vedi Leiva, e della gara alle porte contro il Padeborn. 

LAZIO DUE FACCE - È il primo tempo delle conferme per alcuni e degli enigmi da risolvere per altri. Vavro e Strakosha confezionano quasi la frittata su un rinvio errato dell'estremo difensore, poi, soprattutto lo slovacco, sembra soffrire la prima amichevole in uno stadio di livello. Difficoltà nel girarsi, scelte errate, una sensazione diffusa di panico con allarme rosso incluso che coinvolge anche i compagni. Nasce così l'1-1 di Lerma al 20', indisturbato nell'avanzare e calciare da posizione centrale al limite dell'area di rigore. Si evolve sulla stessa linea d'onda il 2-1 di Solanke al 31'. L'ex Liverpool approfitta di un Vavro statuario, in attesa di un'uscita da parte di Strakosha che ci potrebbe stare ma non c'è, di un Radu lento a leggere la traiettoria della sfera e infine di un Lulic reo di perdersi l'uomo. Prima delle due reti dei padroni di casa, però, il gol di Correa che aveva aperto le danze. Uno scambio con Immobile sulla punta dei piedi, un tocco dalla linea di fondo che è come una carezza sulle gote d'una bella donna. La palla rotea sotto le gambe di Travers e termina la sua breve corsa in gol fra gli applausi anche dei tifosi di casa. 

L'ASCESA, LA LAZIO VA...R - Il Bournemouth, che dovrebbe mantenere una livello atletico costante per l'intera gara, alla lunga invece si sgretola, crolla dinanzi all'intelligenza degli uomini di Inzaghi. Manca Milinkovic, ma non si vede. Luis Alberto è uno spettacolo in crescendo, Badelj è un catalizzatore di palloni che con classe stende tappeti rossi qua e la (ma davvero dobbiamo cederlo? ndr). Tappeti su cui lanciare in corsa Lulic, Correa, Immobile e soprattutto Lazzari in versione Bee-Beep. L'ex SPAL mostra il repertorio, già mostrato sotto le Tre Cime di Laveredo, costuito di un mix di sostanze letali quali scatto, falcata, destro e sinistro, dribbling, assist e tiro. Il salto di qualità sulla fascia è servito. In tutto ciò l'arbitro finisce quasi per innervosire la gara. Non bastava un gol annullato per un dubbio fallo di mano di Parolo nel primo tempo, Bankes fa infuriare i biancocelesti per un possibile calcio di rigore su un Immobile volenteroso e ancora sfortunato. Si, Ciro ha ripreso la sua guerra personale contro pali, traverse e VAR. Il pareggio della Lazio nasce comunque da un break offensivo di Luis Alberto in fase di intercetto, abile poi a scaricare un violento destro a fil di palo. Il doppio sorpasso è figlio di uno degli inserimenti vecchio stile di Parolo sull'ottimo cross di Radu e di un numero da fantascienza di Correa. Una piroetta col tacco a pochi passi dall'area piccola con tocco di mancino sul palo lungo da stropicciarsi gli occhi. 

FINALE IN PRESSING - Nel secondo tempo c'è spazio per sei cambi. Inzaghi chiede ai nuovi di non modificare il copione scritto dall'undici titolare e le risposte sono certamente positive. Il gol del Bournemouth è infatti figlio del caos, come del resto quelli marcati dagli inglesi nei primi quarantacinque minuti. La Lazio dal canto suo bombarda Begovic, pronto a rispondere alle sassate lanciate da Immobile e Acerbi dalla distanza, ma soprattutto schiaccia l'avversario nella sua area di rigore ed è solo per un clima amichevole, che circonda qualsiasi giocata, che il passivo non aumenta. Finisce 3-4, con una Lazio decisamente "Due Facce" proiettata verso una stagione di sano e positivo divertimento. 

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle ore 22:42