Contro il Parma partita amarcord per Ledesma: nel 2010 tornò in rosa, ora lotta per il terzo posto

30.03.2012 09:25 di  Stefano Fiori   vedi letture
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
Contro il Parma partita amarcord per Ledesma: nel 2010 tornò in rosa, ora lotta per il terzo posto
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© foto di Federico Gaetano

Era il 14 febbraio 2010. La Lazio era impegnata al Tardini di Parma, ma quella che era scesa in campo non era la solita squadra. Sulla panchina biancoceleste, infatti, non sedeva più Davide Ballardini, esonerato dopo la sconfitta con il Catania, bensì Edoardo Reja da Lunicino, svincolatosi dal Hajduk Spalato pur di venire ad allenare a Roma. Ma le novità non finivano lì: in mezzo al campo, con la maglia della Lazio (blu in quell'occasione), c'era un volto nuovo. Anzi no, un vecchio viso, che con i colori biancocelesti aveva già avuto modo di farsi apprezzare e che da Formello non se n'era mai andato. Era il volto di Cristian Daniel Ledesma, colonna del centrocampo biancoceleste, che si riprendeva la sua Lazio dopo un girone d'andata trascorso ai margini. Stessa sorte toccata Goran Pandev, con il quale l'italo-argentina condivise l'amara esperienza di essere messo fuori rosa da Lotito. Una scelta, legata a vicissitudini contrattuali, che per la Lazio si era rivelato in buona sostanza un clamoroso autogol, tanto per il patrimonio economico legato ai due calciatori, quanto per il loro fondamentale apporto tecnico. Se Ballardini fece buon viso a cattivo gioco, rinunciando a schierare i due forti giocatori, il neo-arrivato Reja non esitò un solo istante a reintegrare il centrocampista in squadra (il macedone fu invece ceduto all'Inter), affidandogli le chiavi per una salvezza ancora da conquistare. A distanza di più di due anni, a Roma Ledesma ha ormai piantato le radici. Dopo sei stagioni con l'Aquila sul petto, Cristian si sente a tutti gli effetti laziale: "Io alla Roma? Mai!", ha risposto sorridendo a un piccolo tifoso che ha provato a "pizzicarlo" in occasione della visita che lui, Jabier Garrido e Giuseppe Biava hanno fatto ieri a una scuola di Tor Sapienza. Anche perché il suol gol preferito è quello segnato "al primo derby, senza dubbio", quando il centrocampista biancoceleste sfoderò un gran tiro da fuori area che andò a insaccarsi alle spalle di Doni (era il 10 dicembre del 2006, Lazio-Roma 3-0). Da allora, di chilometri con la Lazio ne ha percorsi tanti, facendosi trovare sempre a disposizione: con la maglia biancoceleste, le presenze totali sono arrivate a 208. Quest'anno, poi, non ha saltato un incontro (29 presenze su 29 partite di campionato fin qui disputate), totalizzando la bellezza di 2.553 minuti. Testimonianza che il legame con Reja è forte, dal momento in cui il tecnico lo riammise in rosa: "Se fosse andato via, sarebbe stata una sconfitta per il gruppo intero", ha ammesso Ledesma in riferimento alla questione delle dimissioni, prima annunciate e poi ritirate, del mister friulano. A fine stagione, è sempre più probabile che Reja lasci la panchina biancoceleste. Ledesma, invece, continuerà senza dubbio a lottare in campo con i compagni, con indosso quella maglia che ha ogni giorno di più cucita sulla pelle.