La lettera di Rambaudi: “Serve bagno di umiltà. La Lazio è altro”

12.06.2026 14:30 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
La lettera di Rambaudi: “Serve bagno di umiltà. La Lazio è altro”
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RASSSEGNA STAMPA - Nuovo appuntamento sulle colonne de Il Tempo con Agorà Lazio, la rubrica che dà voce a diversi tifosi illustri della Lazio. Tra i protagonisti di oggi l’ex calciatore biancoceleste Roberto Rambaudi. Di seguito la sua lettera. 

Caro direttore, siamo ad un punto di non ritorno e questo ormai è evidente. Le chiacchiere stanno a zero, serve un confronto. Le strade percorribili sono due: o si un va avanti in maniera migliore, riavvicinando il popolo biancoceleste e utilizzando una strategia che possa far tornare competitivo il club, oppure è bene fare un passo indietro. 

Il rapporto società-tifosi è logoro, dispiace aver perso quell'entusiasmo che c'era anche in tempi recenti, con i bambini allo stadio e l'Olimpico pieno. Adesso occorre un dialogo diretto, una conferenza stampa con tutte le componenti coinvolte. Ciò che manca alla società Lazio è il rapporto con gli altri, è la mancanza di rispetto nel porsi. Chiaro, il presidente Lotito è soggetto a critiche e giudizi ma è il suo ruolo che impone questo, anche se non va tralasciato ciò che di buono ha fatto. Deve ricominciare facendo un bagno d'umiltà, attraverso un confronto chiaro, sincero, che parte dal cuore.

Serve guardarsi negia occhi, parlare, chiarire, intenagire di persona. Sentire. Percepire. L'amore e la passione sono alla base di tutto, in tutti i campi. Specialmente in questo. Sono deluso. Ho avuto l'illusione che qualcosa potesse cambiare ma qui l'empatia è pari a zero. Serve, ripeto, una conferenza stampa per mettersi in discussione, per mettere sul tavolo pregi e difetti di questa gestione. Gusto che il presidente venga gratificato per cio che ha conquistato, ma poi serve spiegare perché il club non abbia mai fatto un passo in avanti: mancanza di volontà o di capacità? 

È necessario un dibattito educato e sincero. Se togli i sogni, nel calcio togli tutto. E ora non basta neanche il campione di turno a sistemare la situazione, prima di tutto ci vuole un «mea culpa». Qui si sta facendo passare il messaggio che vedere la Lazio in queste condizioni, a galleggiare, sia normale. La Lazio è altro. La Lazio deve tornare ad alti livelli. Le altre squadre nel frattempo vanno avanti, qui mancano i tifosi che sono il cuore pulsante di qualsiasi squadra. Ad una società, oltre ai soldi, servono idee. Ci vogliono capacità, conoscenza, amore per quello che si fa. 

La prima cosa che deve cambiare è la comunicazione con il proprio popolo, con la gente. lo credo sempre che le persone possano cambiare, migliorare, anche se dopo 22 anni comprendo lo scetticismo di tanti e tanti tifosi. Le parole del presidente ora servono, ma solo se pronunciate davanti a tutto l'ambiente, dove ci può essere un contraddittorio Dobbiamo ripartire, nella vita si può sbagliare ma si può anche rimediare se si hanno voglia e capacità per farlo.

Il «muro contro muro» non fa bene a nessuno, dovrebbe capirlo il presidente. I tifosi non stanno facendo una ripicca, i tifosi sono stanchi di questo modus operandi. Trovo assurdo che non si faccia un passo avanti, concreto, per sistemare questa delicata situazione che rischia anche di peggiorare. Ora c'è Il mercato, che sia libero o a saldo zero poco importa: se non elimini le problematiche che ci sono, diventa difficile anche parlare di quella che potrà essere la Lazio della prossima stagione. E i problemi vanno risolti a monte, una volta per tutte. Lotito non può far finta di niente. 

Gli imprenditori ragionano sui numeri ma nel calcio non bastano, ci vogliono anche le emozioni. Mi auguro che qualcuno possa aprirgli gli occhi, dispiace vedere che ad oggi si va incontro ad una stagione ancora più complicata di quella passata. L'ambiente è depresso. Presidente, serve entusiasmo: aggiunga qualcosa per riavvicinare i tifosi e crearlo”.

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.