Lazio al Nasdaq? Least Squares su Il Tempo: “Operazione complessa, ma la domanda è un’altra”

27.07.2026 16:00 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Lazio al Nasdaq? Least Squares su Il Tempo: “Operazione complessa, ma la domanda è un’altra”
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Lunga lettera di Least Squares sulle colonne de Il Tempo. Al centro della discussione la reale possibilità per la Lazio di essere quotata al Nasdaq e un’analisi di quello ce tutto ciò comporterebbe. Queste le sue parole: “Gentile Direttore, da mesi, nell'ambiente Lazio, circola il mito del ‘Nasdaq miracoloso’. Quelle sei lettere riaffiorano periodicamente come se rappresentassero, da sole, la chiave per risolvere i problemi del club. A rafforzare questa narrazione hanno contribuito anche alcune recenti dichiarazioni del presidente Lotito. 'Al Nasdaq la Lazio capitalizzerebbe un miliardo e mezzo di euro. Tre, con lo stadio di proprietà', ha affermato lo scorso maggio, prospettando valutazioni che, allo stato attuale, appaiono difficilmente conciliabili con i fondamentali economici del club”.

Per comprenderne l'ordine di grandezza basta un contronto. Oggi il Manchester United capitalizza al New York Stock Exchange circa 3,9 miliardi di dollari. Questo significherebbe attribuire alla Lazio, con il Flaminio, un valore di Borsa pari a circa il 90% di quello del club inglese. Eppure, secondo le recenti stime di Football Benchmark, il valore d'impresa del Manchester United oggi supera i 5 miliardi di euro, mentre quello della Lazio si attesta a 519 milioni. La narrazione secondo cui una quotazione a Wall Street possa tradursi in un'enorme disponibilità di capitali per la Lazio prende forma nel novembre 2025, quando inizia a circolare la notizia che il Cadice, squadra della seconda divisione spagnola, grazie alla quotazione al Nasdaq avrebbe raccolto 400 milioni di euro in un solo giorno. Un racconto privo di qualunque fondamento finanziario, rilanciato più volte da diverse testate fino a trastormarsi in una sorta di leggenda metropolitana anche nell'ambiente biancoceleste”.

La realtà, però, è molto diversa. Innanzitutto, a sbarcare sul Nasdaq non è stato il Cadice, bensì Nomadar, società statunitense controllata dal club spagnolo. Soprattutto, la quotazione non ha fruttato al Cadice una raccolta di 400 milioni di euro: quella cifra rappresentava semplicemente la capitalizzazione teorica attribuita a Nomadar al momento del debutto sul mercato statunitense, non il denaro entrato nelle casse del club o della società. Poiché si è trattato di una quotazione diretta, senza emissione di nuove azioni, il Cadice avrebbe potuto incassare denaro solo attraverso la vendita di una parte delle azioni di Nomadar detenute dal club”. 

E, considerando il rapido calo del titolo dopo la quotazione, il valore effettivamente realizzabile sarebbe stato comunque molto lontano dalla cifra circolata per settimane. I fatti successivi alla quotazione di Nomadar dicono che il Cadice ha chiuso la stagione 2025/26 al diciottesimo posto in Segunda División, sfiorando la retrocessione. Nomadar invece ha visto il proorio titolo passare dai circa 30 dollari del debutto a meno di 3 dollari per azione, con un minimo storico di 2,6 toccato il 19 maggio 2026. Circa il 90% di valore perso in nove mesi. Un epilogo piuttosto lontano dall'idea del “Nasdaq miracoloso’”.

Al di là degli esiti dell'operazione Cadice-Nomadar, provare a quotarsi al Nasdaq rappresenterebbe per la Lazio un percorso molto complicato. Oltre al rispetto degli obblighi di registrazione e rendicontazione presso la SEC, ben più onerosi di quelli richiesti da Piazza Affari, sarebbe necessario convincere gli investitori internazionali della solidità del progetto di sviluppo del club. E questo ll vero nodo. l mercati non premiano chi si quota in quanto tale, ma chi offre prospettive credibili di crescita, redditività e creazione di valore”.

Oggi, invece, la Lazio si presenta ai mercati esibendo ricavi operativi in sensibile contrazione e con una contestazione massiccia della tifoseria che sta comprimendo ulteriormente il fatturato corrente e mina quello futuro. In un contesto simile, attrarre investitori disposti a finanziare un progetto di sviluppo è inevitabilmente più difficile. Ma ipotizziamo pure che tutti questi ostacoll vengano superati in qualche modo e che la Lazio riesca davvero a quotarsi al Nasdaq. La domanda diventerebbe allora un'altra: quali benetici concreti ne deriverebbero per il club? Le risposte dipendono dalla struttura dell'operazione. Sul piano teorico gli scenari sono molteplici, ma possono essere ricondotti a tre fattispecie principali”. 

Il primo scenario considera una quotazione che non comporti l'emissione di nuove azioni. In questo caso la società non raccoglierebbe nuovo capitale: gli eventuali proventi deriverebbero esclusivamente dalla vendita di azioni da parte degli attuali soci e finirebbero nelle loro casse, non in quella della Lazio. Una maggiore liquidità del titolo e una platea più ampia di investitori rappresenterebbero certamente un vantaggio per il club, ma non risolverebbero il problema di fondo. La Lazio è già quotata in Borsa dal 1998 e, dal 2004 in poi, non ha mai varato un aumento di capitale né fatto ricorso in misura significativa alla finanza di mercato. Aggiungere Il listino statunitense, di per sé, non modificherebbe il modello gestionale”.

Il secondo scenario prevede invece un aumento di capitale con emissione di nuove azioni contestuale alla quotazione. In questo caso le risorse affluirebbero effettivamente alla società, ma al prezzo della diluizione degli azionisti esistenti. Se Lotito volesse mantenere invariata la propria quota di cotrollo, oggi pari al 67%, dovrebbe sottoscrivere parte dell'aumento sufficiente a compensare la diluizione; diversamente, dovrebbe accettare una riduzione della propria partecipazione. La storia degli ultimi ventidue anni suggerisce però una linea di condotta piuttosto costante da parte dell'attuale proprietà: preservare il controllo della società limitando al minimo gli apporti di capitale”. 

E infatti, dall'ingresso del 2004 in poi, gli apporti complessivi ammontano a soll 5,9 mllioni di euro, effettuati in due occasioni nell'esercizio 2021/22 come versamenti in conto futuro aumento di capitale, per colmare il deficit dell'indicatore di liquidità richiesto dalla FIGC. Una cifra molto modesta rispetto alle esigenze di crescita del club biancoceleste. È quindi ragionevole ipotizzare che anche un'eventuale raccolta sul Nasdaq verrebbe strutturata in modo da limitare la diluizione della partecipazione dell’azionista di maggioranza. Di conseguenza, anche le risorse raccolte potrebbero rivelarsi insufficienti rispetto agli investimenti necessari per riportare stabilmente la Lazio ai vertici del calcio italiano ed europeoNaturalmente, nulla impedirebbe, in linea teorica, di accettare una diluizione ben più significativa della partecipazione di controllo per raccogliere capitali più consistenti. Ma si tratterebbe di una scelta in netta discontinuità con la filosofia gestionale seguita negli ultimi vent'anni”.

Il terzo scenario è il più radicale: delisting da Piazza Affari, riacquisto dell'intero capitale sociale e nuova quotazione al Nasdaq. Un operazione di questo tipo offrirebbe la massima flessibilità nel ridisegnare l'assetto proprietario e nell'impostare una nuova raccolta di capitale. Tuttavia, sarebbe tecnicamente complessa e finanziariamente onerosa. Per poter revocare la quotazione da Piazza Affari, infatti, l'azionista di controllo dovrebbe prima acquistare le azioni ancora in mano al mercato, sostenendo un esborso potenzialmente parecchio rilevante. A ciò si aggiungerebbe, ancora una volta, la necessità di presentare agil investitori un progetto di lungo periodo realmente convincente. Anche qualora questa operazione andasse in porto, resterebbe però una domanda decisiva, valida in realtà anche negli scenari precedenti: la quotazione verrebbe davvero utilizzata come strumento permanente di finanziamento della crescita oppure, dopo l'eventuale ricapitalizzazione iniziale, si tornerebbe al modello seguito finora, basato quasi esclusivamente sull'autofinanziamento?”. 

È dalla risposta a questo interrogativo, più ancora che dal nome del listino, che dipenderebbe il futuro della Lazio. In definitiva, una quotazione al Nasdaq per la Lazio appare oggi molto complessa da raggiungere. Ma anche se ciò dovesse realizzarsi, l'accesso al listino statunitense non si tradurrebbe automaticamente in un generatore di capitali, finanza e ricavi. Il Nasdaq sarebbe uno strumento: potrebbe ampliare, se ben struttato, le opportunità di finanziamento della società. Quindi, prima ancora di chiedersi se la Lazio possa quotarsi al Nasdaq, bisognerebbe chiedersi se abbia davvero intenzione di utilizzare il mercato dei capitali come leva stabile per finanziare il proprio sviluppo. Cosa che non è stata mai fatta nei 22 anni di gestione Lotito. Senza questa volontà il Nasdaq resta soltanto uno slogan. E gli slogan, per quanto affascinanti, non finanziano gli investimenti”.

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.