Lazio, Bisignani e Masi indagati: le tesi dei pm e il capo d'imputazione
RASSEGNA STAMPA - Luigi Bisignani e Mauro Masi sono sotto indagine dopo la denuncia mossa dal presidente della Lazio, Claudio Lotito. Oltre ai loro nomi, noti nel panorama biancoceleste, si aggiunge quello di Francesco Maiolini, amministratore delegato della Banca del Fucino di cui il già citato Masi è presidente. Stando a quanto riportato dall'edizione odierna del Messaggero, l'accusa mossa nei loro confronti è di manipolazione del mercato.
L'ACCUSA - Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini (e i suoi sostituti Lorenzo Del Giudice e Lucia Lotti), infatti, i Bisignani, Masi e Maiolini farebbero parte di un "disegno ampio e unitario" che si realizzerebbe attraverso la diffusione di notizie false con lo scopo di causare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Lazio, per poi costringere il presidente Lotito alla cessione.
LA NASCITA DELL'INDAGINE - Sarebbe questa l'accusa che avrebbe portato all'avvio delle indagini lo scorso dicembre e alle conseguenti perquisizioni. L'indagine "madre", come la definisce il Messaggero, avrebbe avuto inizio nel 2024. Quasi un anno fa, a dicembre del 2025, erano stati aggiunti i nomi di cinque persone con l'accusa di tentata estorsione e manipolazione del mercato.
IL CAPO D'IMPUTAZIONE - Quest'ultimo reato è lo stesso che oggi viene contestato a Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini che, come si legge nel capo d'imputazione, riportato dal Messaggero: "agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata “Millenovecento” e concorrevano moralmente e materialmente attraverso il quotidiano “Il Tempo”, cui collabora Bisignani, alla diffusione di notizie false relative alla imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della SS Lazio, allo stato di decozione delle società controllate da Lotito, alla intenzione di Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro".
