Lazio | Lenzini, il nipote: "Stadio vuoto? Ho i brividi, vorrei i tifosi. E Lotito..."
Intervistato dall'Adnkronos, Andrea Lenzini, il nipote dell'ex presidente della Lazio Umberto, ha parlato dell'inizio di stagione della squadra biancoceleste e della contestazione dei tifosi allo Stadio Olimpico. Di seguito le sue parole.
"Per storia familiare mi sarebbe piaciuto più che altro avere una comunicazione, magari con qualcuno della Curva. Io ero presente a Lazio-Milan e vedere vuoto lo stadio con la migliore curva e le migliori coreografie del mondo, mi ha fatto un male incredibile. È giusto che ognuno ragioni con la propria testa, chiaro, ma bisogna anche capire che la vita è una sola. Se non ti godi la Lazio adesso, quando devi godertela? Mi vengono i brividi a ripensare a quanto visto sabato, una partita in casa con più cori per gli avversari. Non è possibile una cosa del genere".
"È come essere traditi dalla moglie, ma se a una persona tieni è giusto lasciare uno spiraglio aperto. Ci sta essere arrabbiati, non avere voglia di parlare, ma è bene anche dare una seconda possibilità. La stessa cosa vale per la Lazio, la passione c'è sempre. Cerchiamo di aiutare la nostra Lazio, la squadra ha bisogno del sostegno del pubblico. Il dodicesimo uomo fa la differenza. Si ragiona con la propria testa, ripeto. Se uno deve stare fuori, sta fuori. Se uno decide di entrare, entra. Nessuno, però, deve essere bacchettato. Né da una parte e né dall’altra. Non è che se uno entra allo stadio è un 'lotitiano', diciamo così, mentre se sta fuori è un laziale".
"So che abbiamo un presidente burbero, ogni tanto dice cose anche in modo non perfetto. Una volta l’ho anche ripreso, in un certo senso, per una frase sullo scudetto del ‘74 e mio nonno. Ha detto che era una cosa frutto del caso, letta così mi sembra chiaro che sia venuta male, anche se io ne ho capito il senso. Va contestualizzata. Voleva dire che, prima del titolo di campioni d’inverno, nessuno si sarebbe aspettato un risultato del genere in quella stagione. Non era una squadra costruita per vincere il campionato, ma per restare in Serie A".
"Lotito? Gli chiedo sempre come sta, ovviamente non entro nel merito di vicende societarie più delicate. Un po’ di tempo fa però mi ero sentito con il ds Fabiani, era disposto ad aprire un dialogo con i tifosi per riportarli allo stadio. Avrei partecipato. Se il mio cognome in qualche modo può aiutare, posso solo esserne contento. E ai laziali direi, ‘Ragazzi, il nostro presidente è fatto in un modo ma non è proprio così male’. Pensiamo che comunque, con un mercato a saldo zero, ha fatto un’ottima squadra. Poi, è chiaro, io darei qualsiasi cosa per rivedere i tifosi allo stadio, ma non posso entrare nella testa delle persone e convincerle".
“L'inchiesta per aggiotaggio? Ho letto della questione in maniera rapida, ma non ho approfondito e al momento credo ci sia poco da dire. Le cose sono abituato prima a vederle e poi, alla fine, a commentarle”.
