Decadenza Lotito, Gentile: "Al momento niente rischi reali". Federsupporter: "Quello del legale della Lazio è uno sfondone giuridico!"
AGGIORNAMENTO ORE 21 - Ai microfoni di Radiosei arriva anche la dura controreplica di Alfredo Parisi alle parole dell'avvocato Gentile: "Non penso che una persona, che dovrebbe perseguire gli interessi della società Lazio come Gentile, non capisca le basi del diritto - ha esordito il presidente di Federsupporter -. Questa è una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta! Il discorso della Corte d'Appello non c'entra assolutamente niente. Tale Corte deve decidere solamente la pena, il reato è già stato sancito in tremila modi. Il processo è finito, la condanna è definitiva. Ammesso e non concesso che a Lotito non diano neanche un euro di sanzione, il reato comunque esiste ed è stato commesso. La Cassazione è stata di una semplicità estrema. Poi non ho capito questo riferimento di Federsupporter che creerebbe problemi a Lotito. Noi pretendiamo solamente il rispetto delle regole. Non mi aspettavo uno sfondone giuridico di questo tipo".
Quattro destinatari: Coni, Consob, Figc e Consiglio di Sorveglianza della Lazio. Come preannunciato, la Federsupporter ha inviato a questi quattro soggetti la lettera con la quale l'associazione pone la questione della decadenza del presidente Lotito dalle sue cariche. La vicenda è ormai nota, riguarda la sentenza della Cassazione relativamente all'accusa di aggiotaggio e di omessa alienazione della partecipazioni, nei confronti di Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma. Per quanto riguarda il primo capo d'accusa è subentrata la prescrizione, mentre per il secondo punto la Suprema Corte ha rinviato alla Corte d'Appello la ridefinizione delle sanzioni. Sulla base di tale decisione, Federsupporter reclama la decadenza di Lotito dalla carica di presidente della Lazio e di consigliere della Federcalcio, sulla scorta dell'art. 22 bis delle Norme federali. Questo il comunicato - pubblicato oggi sul sito dell'associazione - con cui il presidente Alfredo Parisi rende noto l'invio delle lettere (che è possibile consultare cliccando qui):
"Il principio secondo cui 'non potevano non sapere', di matrice giudiziaria, è ormai invalso nella conoscenza e nell’uso comuni. In ossequio a tale principio, Federsupporter ha inviato le lettere in oggetto. Lettere che mettono in grado i soggetti destinatari, cui competono specifici e precisi poteri-doveri istituzionali, di esercitarli, senza che 'possano non sapere'. E’ auspicabile che sui fatti di cui alle predette lettere non cada l’oblio e non cali una cortina di “assordante silenzio” da parte degli organi di informazione. Ci si augura, infine, che non si debba assistere, come avvenuto in un recente passato, ad improvvisi e provvidenziali mutamenti normativi chiaramente 'ad personam' e 'ad usum Delphini'. L’illustre statista, Giovanni Giolitti, soleva dire che 'le norme si interpretano per gli amici e si applicano ai nemici'".
GENTILE: "AL MOMENTO NON CI SONO RISCHI" - Interpellato da Repubblica.it, l'avvocato della società biancoceleste Gian Michele Gentile predica invece tranquillità: “Si tratta di una forzatura che sta facendo la Federsupporter per creare problemi a Lotito. Finché non c’è una condanna, che dovrà essere determinata dalla Corte di Appello di Milano, non si può iscrivere questa sentenza nemmeno al casellario giudiziale. Solo dopo la condanna con pena - prosegue il legale - si potrà affrontare questo discorso, che peraltro sta subendo una logica rivisitazione visto che al momento le norme in questo ambito sono molto generiche e senza tetti. Si sta valutando quali siano i reati effettivamente meritevoli di decadenza ed è probabile che in sede di rivisitazione delle regole questi vengano specificati. Considerando anche come viene trattata la materia in altre sedi, al momento mi sento di escludere che la decadenza possa essere un rischio reale. I tempi? Abbiamo presentato un’istanza per un errore di fatto nella sentenza. Quindi aspettiamo che la Cassazione si pronunci su tale istanza - conclude Gentile - poi gli atti dovranno andare a Milano e solo a quel punto sarà fissata la data del processo. Se ne parlerà probabilmente in autunno”.
