Lazio, Adani: "Per ripartire ci vogliono coraggio e competenza. Ma in Italia..."
Lele Adani, commentatore sportivo ed ex difensore della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Laziale - durante Morning Lazio - per dire la sua sul momento storico dei biancocelesti e sul calcio italiano in generale.
"Difficile restare concentrati sul campo, che è quello che dovrebbe interessare a tutti: squadra, tifosi e allenatore. Non si riesce a stare concentrati sul lavoro che si svolge sul campo. La squadra ha dignità, lavora bene, ma ha dei calci di concentrazione perché non riesce a mantenere il focus sul campo. La Lazio ha sempre dimostrato molte volte che, con le idee, con la capacità di saper fare quadrato e scegliere elementi giusti, ha sempre dimostrato di saper stupire e poter alzare la classifica sul valore. Altrimenti perché arrivi secondo nell'anno in cui vince il Napoli? C'erano altri calciatori e ne conosciamo il valore, ma è il quotidiano che ti porta 8/10 punti in più".
LAVORARE SUL TALENTO - "Sul talento bisogna lavorare, accompagnarlo. Io credo che la Lazio difficilmente parte in prima fascia, poi però si può salire. Altrimenti l'Atalanta non avrebbe fatto la Champions League 5 volte. Se di colpo smonti e riparti da zero anche un allenatore come Sarri, che ha bisogno del lavoro che i giocatori ci credano, fa fatica a costruire un futuro. Ci vogliono coraggio e competenza, per racchiuderle userei il termine cultura. Questo Paese fa fatica a cambiare cultura. Quando parliamo di coraggio bisogna averlo, ma anche saperlo usare e per farlo deve diventare cultura. Ma i dirigenti spesso ragionano per denaro e opportunismo, non per coraggio o competenza. Le idee ci sono, ma vanno applicate per un altro fine. Il percorso deve attecchire a livello culturale".
UNA LAZIO CHE DEVE RIPARTIRE - "Io mi sono fatto un'idea di una Lazio tutta da scoprire, da rimotivare. Questo periodo che arriverà da qui alla fine va preso ogni giorno come un esame, un mettersi alla prova. I nuovi devono essere delle pietre su cui costruire il futuro. Oggi i giocatori vengono etichettati su forti o scarsi senza vedere il percorso. Questa squadra ha un valore, ma deve individuare dove intervenire. La Lazio deve riprovare a ripartire".
SARRI O... - "Maurizio Sarri o Italiano? Sarri è la certezza a qualsiasi livello, Italiano è da valutare a un livello superiore. Sarri è un maestro, va bene sempre, è il comandante da cui ripartire. Sarri o Conte? Conte. Sarri o Fabregas? Sarri è il miglior allenatore possibile per la Lazio, per il futuro Fabregas. Sarri o Gasperini? Stanno bene entrambi dove stanno. Sarri o Chviu? Chivu deve ancora fare un altro step. Sarri o Allegri? Sono l'opposto. Personalmente Sarri. Sarri o Spalletti? Sarri credo che sia riconosciuto come il più bravo. Sarri o Palladino? Palladino è il nuovo che avanza, ma la garanzia e Sarri".
POCA PAZIENZA CON GLI ALLENATORI - "Bisognerebbe avere più pazienza con gli allenatori. Fino a pochi anni c'erano allenatori rimasti per più tempo. Penso a Inzaghi, Pioli o Allegri alla Juve. Questo è un periodo in cui non si riesce a costruire e si cambia la panchina. Senza cultura e senza continuità non si riesca a migliorare. Arteta e Guardiola sono primo e secondo in Premier perché sono lì da più tempo. Il lavoro è un valore e si fa nel tempo. Poi ci possono essere picchi di entusiasmo che a volte sono fuorvianti. La Lazio la sua ricostruzione deve farla nel tempo, ma la parole tempo spaventa in Italia".
PIRAMIDE - CENTROCAMPISTI OFFENSIVI/ATTACCANTI
Prima fascia: Immobile.
Seconda fascia: Luis Alberto, Milinkovic.
Terzo fascia: Pedro, Klose, Pandev.
Quarta fascia: Zaccagni, Felipe Anderson, Hernanes, Zarate.
