Lazio, Paglia preoccupa i tifosi: "Il futuro sarà oscuro..."
Per commentare la situazione societaria della Lazio, è intervenuto, ai microfoni di Radio Laziale, Guido Paglia capo della comunicazione e delle relazioni esterne della Lazio durante la gestione Sergio Cragnotti.
LA SITUAZIONE - "Non so come si può uscire da questa situazione. Non sono leggibili gli sviluppi. Io non ho mai creduto a trattative per la cessione della Lazio, conoscendo Lotito sapevo che nessuna di queste voci potesse essere affidabile. Lui non vende e non ha intenzione da vendere. C'è soltanto da soffrire e vedere il nostro amore per la Lazio appassirsi e andare verso un futuro oscuro. Se il prossimo anno non ci saranno i 30.000 abbonati diminuiranno gli abbonati dallo stadio e i diritti televisivi. La situazione diventerà drammatica anche dal punto di vista bilancistico".
FABIANI - "Darsi una calmata? Fabiani non si può permettere. Noi tifosi abbiamo il diritto di fare quello che ci pare. Figuriamoci se quella frase potesse essere rivolta a Lotito. Chiunque sia alla Lazio sa benissimo quale sia la situazione".
GLI ATTACCHI A SARRI - "Sarri viene attaccato, preso di petto e preso in giro. Lui è un professionista che si è dimesso, per poi tornare per amore della tifoseria, non di certo di Lotito. Gli è stato nascosto il mercato bloccato. Si continua a prenderlo in giro in tutte le maniere, mettendo bocca sulle scelte tecniche. La colpa ora è sua? Perché si permette di rispondere in maniera educata? Io spero che Sarri possa trovare una collocazione adeguata e che ci possa essere un divorzio senza risse sulle chiusure economiche. Lo dico per affetto nei confronti di Sarri e del professionista che è".
FUTURO DI SARRI - "Credo che la Lazio non possa permettersi l'esonero di Sarri, Lotito è specializzato a portare le cose in una situazione tale da poter risparmiare. Noi dobbiamo ricordare quello che ha fatto Sarri per la Lazio e per i laziali. Non siamo abituati a personaggi del genere".
AUMENTO DI CAPITALE - "Aumento di capitale? Ma per favore. Non è mai stato fatto, ci sarà un motivo. Adesso la colpa è delle radio, della stampa, c'è un complotto che passa attraverso le radio. Lui dà sempre le responsabilità agli altri. Il diritto di critica è l'unica cosa che abbiamo e non ce la può togliere nessuno".
