Lazio | Sarri, parla un amico storico: "Chi lo prende fa un affare..."
Intervenuto in onda su Radio Tutto Napoli, nel corso di "Napoli Talk", Aurelio Virgili, storico amico di Maurizio Sarri, ha parlato del passato e soprattutto del futuro dell'attuale tecnico della Lazio. Di seguito le sue parole.
“Napoli fa parte delle sue esperienze professionali più importanti. Lui parla spesso di quell’esperienza con un certo rammarico, soprattutto per quello che definisce uno “scudetto perso in albergo”, per circostanze non legate alla qualità della squadra. Io ricordo benissimo quel Napoli: una squadra stellare, in cui tutti sembravano fenomeni, anche se non tutti lo erano davvero. Con quei 91 punti, normalmente si vince lo scudetto”.
“Io dico spesso a Maurizio che è come se lo avesse vinto, ma negli annali non risulta. Per i tifosi napoletani però deve essere un motivo d’orgoglio: si sono divertiti non solo per i risultati, ma soprattutto per il gioco. Io sono un grande estimatore di Sarri, lo ritengo il miglior allenatore italiano, forse anche a livello internazionale. Non è sempre apprezzato quanto merita, ma basta vedere quanto viene ricordato e amato dai tifosi delle squadre che ha allenato. Non ha zone d’ombra: ha fatto bene ovunque”.
“Un suo ritorno al Napoli? Premetto che parlo anche da amico fraterno: per me Maurizio è come un fratello. Proprio per questo evito di entrare troppo nelle dinamiche, perché ogni opinione può essere interpretata come una certezza. Posso dire che ovunque andrà, o se resterà alla Lazio, troverà entusiasmo. A Firenze lo vorrebbero quasi tutti, a Napoli lo stesso, e lo stesso vale per altri ambienti. Se non ci fosse stato lui, in alcune piazze ci sarebbero stati problemi seri. Anche alla Juventus, dove ha vinto l’ultimo scudetto, ha dimostrato il suo valore. Chi lo prende o lo tiene, fa probabilmente l’acquisto più importante della stagione”.
“Quando venne a Napoli c’era anche una componente affettiva: è nato lì, suo padre lavorava lì. Lo stesso vale per Firenze, dove è cresciuto. Ma a questi livelli prevalgono progetto e società. Ha allenato anche la Juventus, quindi ha dimostrato di saper separare emozione e professione. È una persona molto diretta: dice quello che pensa, ma non è un difetto, anzi. Alla fine, ciò che conta davvero è il progetto tecnico”.
“Con Lotito ha un altro anno di contratto. Il rapporto è quello che è, ma professionale. Per quanto riguarda la Fiorentina, il pensiero c’è stato più volte. Oggi direi che il 90% dei tifosi lo vorrebbe. Ma ogni società ha incastri e dinamiche diverse. Sarri è una persona schietta, dice le cose in faccia, ma questo è un pregio. Ha saputo convivere con presidenti molto diversi: De Laurentiis, Lotito, Agnelli, Abramovich. Alla fine, ciò che conta è il risultato sportivo. Se l’allenatore funziona, la riconoscenza arriva”.
