Qualità ed umiltà, Lulic è il cuore della Lazio: "Qui sto bene, sono contento di quello che sto facendo... Obiettivi? Fare più punti possibile, senza guardare gli altri"
La più lieta sorpresa della stagione, un colpo eccezionale nel rapporto qualità-prezzo. Senad Lulic ci ha messo poco per conquistarsi la Lazio, per diventare un insostituibile: corsa, sacrificio, ma anche qualità in fase offensiva. La sua costanza di rendimento è impressionante, Reja non perde occasione per tesserne le lodi e far capire quanto Senad sia importante nel suo scacchiere tattico. Vederlo partire su quella fascia è un piacere, difficile per gli avversari contenere il suo strapotere fisico. Classe 1986, Lulic è nato a Mostar, in Bosnia, è scappato da casa a sette anni quando la sua patria era tormentata dalla guerra. Si è trasferito in Svizzera, con la famiglia, qui ha cominciato a giocare a calcio, si è formato come giocatore. Gli esordi nel Chur 97, poi il Bellinzona, il Grasshopper e lo Young Boys fino all’approdo alla Lazio, nella Serie A sempre bramata. E’ arrivato in punta di piedi, schiacciato dal clamore creato da Klose e Cisse. Lui ha lavorato in silenzio, ha dovuto subire critiche dopo aver giocato 15’ a San Siro contro il Milan nella gara di esordio. L’emozione gli giocò un brutto scherzo, Lulic sembrò un giocatore inadeguato ma passarono solo poche partite, solo un pungo di minuti prima di accorgersi che si era di fronte ad un calciatore portentoso ad uno dei migliori esterni del campionato. Era arrivato come erede di Kolarov, Lulic è anche più forte del serbo. E’ inesauribile, ha una corsa da quattrocentista, il fisico sopporta benissimo gli sforzi e questo gli permette di martellare su quella fascia come un ossesso. Ha giocato sempre, Reja non può farne a meno: 31 partite giocate dalla Lazio e 31 presenze (26 quelle da titolare). Lulic è un gioiello, staff tecnico e compagni se lo coccolano, lui punta a migliorare ancora come la Lazio: “A Roma sto molto bene –ha detto a Sarajevo-x.com-, l’atmosfera all’interno della squadra è splendida e finora abbiamo giocato bene. Ultimamente abbiamo ottenuto risultati positivi”. I numeri dicono che la Lazio non può fare a meno di lui e l’emergenza lo rende ancor più indispensabile. “Non direi che sono un giocatore insostituibile, la squadra ha varie alternative in più ruoli. Io sono contento di essere, adesso, il titolare nella mia posizione”. La Lazio ha iniziato il girone di ritorno nel migliore dei modi e ora la zona Champions dista solo due lunghezze e soprattutto le inseguitrici hanno perso un po’ di contatto. Lulic, però, predica calma. “E’ vero che siamo davanti a Inter e Roma ma siamo anche dietro a Udinese, Milan e Juve. Dobbiamo giocare partita per partita, non penso ad un obiettivo in particolare. Ripeto pensiamo una partita alla volta e cerchiamo di fare più punti possibile. Abbiamo appena oltrepassato la metà del campionato e mancano ancora molte partite. Dobbiamo pensare a noi, non alle altre squadre”. Lulic ha costruito il suo successo lavorando e sudando sul campo, sacrificandosi e mettendo il cuore oltre le gambe. La Lazio dovrà fare lo stesso: ma vedendo la gara contro il Milan, la squadra sembra proprio aver imparato da lui, Senad l’inesauribile.
