Lazio, sei diventata come Golia: sogni la Champions League, ma sei piccola con le piccole

Pubblicato il 21/04 alle ore 09:30
22.04.2019 07:26 di  Laura Castellani  Twitter:    vedi letture
Fonte: Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, sei diventata come Golia: sogni la Champions League, ma sei piccola con le piccole

LAZIO, SOGNI GRANDI COME GOLIA - Se c'è una narrazione biblica che più viene chiamata in causa, nel calcio, per raccontare gli inciampi delle grandi e le sorprese delle piccole, quella non può che essere la storia di Davide e Golia. In quel ragazzo armato di sola fionda c'abbiamo visto spesso anche la Lazio. In quell'antico racconto, abbiamo riconosciuto la squadra di Inzaghi che vinceva all'Allianz Stadium, con il rigore di Dybala parato da Strakosha nell'ottobre 2017. Nell'umiltà e nella determinazione di quel ragazzino - ce lo immaginiamo intelligente e mingherlino - abbiamo visto i biancocelesti che a Firenze, circa un anno fa, riuscivano a battere arbitri e Fiorentina, un mix elefantiaco aggirato da una Lazio coraggiosa e con il cuore grande. Oggi, quel giovanotto è cresciuto. Le sue spalle si sono fatte larghe e i suoi sogni sono sempre più grandi. Alti come il gigante Golia. Ma quando quel gigante - quello ormai assurto tra le top del campionato, in corsa per i posti migliori, quelli che dicono Champions League - non riesce a fare il minimo che le viene richiesto, rimettere a posto le piccole e farsi strada in classifica, allora la parabola biblica torna sulla bocca di tutti. Oggi la Lazio è come Golia, battuta da un Chievo che nulla aveva più da chiedere, per salvarsi da retrocessione ormai certa. E i suoi sogni ambiziosi rischiano di sgonfiarsi sotto un bel sole di aprile all'Olimpico. 

UN PUNTO CON LE PICCOLE - E pensare che, a inizio campionato, ciò che veniva rinfacciato alla Lazio era proprio la sua attitudine al "compitino" con le squadre più deboli, senza riuscire a imporsi davvero con le top del nostro campionato. Come se la spavalderia scomparisse di colpo. Dopo la sconfitta contro Napoli e Juventus, i biancocelesti inanellavano vittorie contro Frosinone, Empoli, Genoa, Udinese. Prima di fermarsi nel derby con la Roma. La vittoria tornava con la Fiorentina e con il Parma, poi c'era la sonora sconfitta contro l'Inter e il pareggio con il Milan (intervallate dal successo con la Spal e con l'1-1 davanti al Sassuolo). I biancocelesti non sono mai riusciti a fare risultato pieno con le altre big, nel girone d'andata, ma razzolavano punti con le squadre sulla carta più modeste. Non hanno mai perso davanti a loro: nemmeno con il Chievo che - seppure invorticato in un campionato complicatissimo - è storicamente una delle squadre più insidiose per i biancocelesti. All'andata si chiudeva sull'1-1, contro i clivensi. La vittoria contro l'Inter nel girone di ritorno sembra aver rovesciato un trend: la Lazio affronta un'altra big, un'altra concorrente per l'Europa più stuzzicante. E la piega. La voglia di confermarsi e di rituffarsi in una corsa Champions League serratissima doveva fare il resto. E invece, la Lazio esce con un solo punto davanti a Spal, Sassuolo e Chievo. L'aria di sufficienza sul campo contro la squadra di Di Carlo, e la fame sopraggiunta solo una volta sotto di due gol, gridano vendetta. Il timore più grande è che non ci sia tempo per servirla. Perché è vero che, nella scorsa stagione, il treno per la Champions League fosse stato mancato per un pelo di fronte all'Inter, nell'ultima di campionato. Ma altrettanto vero che l'occasione bruciata a Crotone fosse quella più difficile da digerire. La sconfitta contro il Chievo manda le uova di Pasqua di traverso. E rischia di mettere un punto ai sogni della Lazio, forse costretta a ridimensionarsi. Magari per tornare tenace e coraggiosa come Davide.