Allegri e Italiano nella rete di Sarri: così ha trasformato se stesso e la Lazio
RASSEGNA STAMPA - È tutto un altro Sarri, non per convinzione ma per necessità. L’allenatore della Lazio è stato costretto a cambiare se stesso in una stagione complicata da un mercato prima bloccato e poi fatto a gradimento unico della società, ma anche da una lunga serie di infortuni che non hanno mai permesso al tecnico di lavorare con la rosa al completo.
Impensabile, in un simile scenario, poter mettere in atto tutti i principi del Sarrismo. Ha sottolineato più volte nel corso della stagione e non a caso lo stesso Sarri come sia dovuto venire incontro alla squadra. E le ultime due gare lo dimostrano al meglio, come scrive oggi il Corriere dello Sport. Addio al possesso e al pressing alto a tutti i costi, aperte le porte alle ripartenze e a due linee strette, lasciando anche il pallino del gioco agli avversari. Dopo aver perso tutti i registi l’allenatore della Lazio si è inventato Patric nel ruolo di regista: una diga aggiuntiva che ha dato i suoi frutti.
Prima Allegri e poi Italiano: sia Milan che Bologna sono caduti nella trappola di Sarri, che ha lasciato il pallino del gioco agli avversari per colpirli poi al momento giusto. Tre vittorie di fila, contando anche quella con il Sassuolo, che a Formello non si vedevano da quasi un anno e mezzo. Proprio con questo spirito ritrovato, e con qualche forzata rinuncia al Sarrismo più puro, la Lazio spera di concludere in crescendo un finale di stagione in cui la Coppa Italia rimane inevitabilmente il grande traguardo.
