Primavera, il sogno Scudetto si infrange a Macerata: Lazio ko con il Brescia davanti ai tifosi giunti da Roma

Si interrompe la serie positiva dopo 13 risultati utili consecutivi (9 vittorie e 4 pareggi).
01.06.2010 23:03 di  Federico Farcomeni   vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it
Primavera, il sogno Scudetto si infrange  a Macerata: Lazio ko con il Brescia davanti ai tifosi giunti da Roma

MACERATA – Arrivare alla final Eight, sentirsi più grandi. Maglietta dei 110 anni indossata per l’ultima volta da una squadra della Lazio. Non c’è la coccarda, ma c’è il nome sulle spalle e ci sono anche i numeri – tanto basta per sentirsi più grandi. Da grandi però si diventa solitamente anche più scaramantici. E la maglietta dei 110 anni non ha portato bene neanche alla Lazio Primavera. Stessa storia negli anni ’70, stessa sorte in questo campionato. Lazio-Ajax binomio vincente è destinato ad esserlo solamente in quella memorabile partita di mezza estate, finita 4-4. In panchina c’era Zeman, che a Macerata era in tribuna, proprio accanto a Roberto Mancini che da queste parti è di casa. “Il settore giovanile in Inghilterra e in Italia? Fondamentalmente si equivalgono solo che le riserve in Inghilterra hanno un paio d’anni di più e quindi fisicamente sono più avanti. In Italia però c’è tanta qualità”, aveva detto il tecnico del Manchester City durante l’intervallo ai microfoni di SKY.

LA GARA – La Lazio spinge subito sull’acceleratore con Ceccarelli che prova il tiro da fuori dopo aver incrociato da destra. Sembra l’inizio di un tiro al bersaglio, invece è solo una freccetta perché la Lazio proverà spesso e volentieri la soluzione da fuori area, non trovando spazi nella compatta difesa del Brescia (oggi in completo arancione con “V” blu). I ragazzi di Saurini (già campione d’Italia negli anni ’80 con la maglia della Lazio Primavera) vanno in vantaggio al 19’ con una gran punizione a girare di Omar El Kaddouri. Nanni (in panchina al posto dello squalificato Sesena) urla invano”salta!Salta!” alla barriera.
Lazio troppo leziosa, che manca di spunti collettivi. L’ingresso in campo di Ricci al posto di Coppola dona più velocità, imprevedibilità e qualità alla manovra. Di Mario davanti combina pochissimo, tanto che nella ripresa Sesena decide di sostituirlo con Sciamanna. La manovra della Lazio però ne risente, perché diventa ancora più orizzontale. E contro le maglie chiuse e sicure delle Rondinelle è ancora più difficile trovare uno spazio. Cavanda (cresta new look) e Spirito si scambiano la fascia, ma cambia sostanzialmente poco. Tanto che il secondo gol la Lazio lo prende proprio nel mezzo con il neo-entrato Kuci che si accentra da destra scartando Luciani prima di scaricare in rete di sinistro (Iannarilli si tuffa leggermente in ritardo). Sale il nervosismo, Ricci si fa ammonire e anche il preparatore atletico Massimo Catalano viene allontanato dal campo. L’espulsione di Marko Stankovic, reo di colpire Barreto con una gomitata, conferma la tensione ma sembra poter riaccendere le speranze. Faraoni crea l’unico vero pericolo della gara all’88’, ma in superiorità numerica e troppo tardi per sperare nella qualificazione. Per i ragazzi invece non è ancora troppo tardi. C’è un altro anno per provarci o per rilanciare la propria carriera.

TIFOSI –
Una cinquantina di intrepidi tifosi della Lazio ha raggiunto Macerata per sostenere i ragazzi di Sesena.Il bandierone “SSL” appeso in balaustra si fa notare insieme ad una gran quantità di torce e ad un fumogeno azzurro che accoglie le squadre in campo. Tanti cori nel primo tempo, molti di meno nella ripresa, con i sostenitori fiaccati sia dalla mestizia dello stadio maceratese che dal passivo. Striscione contro Giampiero Mughini appeso per tutta la gara nella parte superiore della tribuna: “Mughini: che opinionista….difende Moggi e fa il moralista”, in riferimento ai commenti del dopo Lazio-Inter.