Atalanta - Lazio, Milinkovic e quel 21 croce e delizia. E nel 2019...

Solo una contusione per Milinkovic ma la paura è stata tanta come lo scorso anno prima della finale di Coppa Italia sempre con l'Atalanta...
05.06.2020 08:30 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    Vedi letture
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Atalanta - Lazio, Milinkovic e quel 21 croce e delizia. E nel 2019...

MILINKOVIC LAZIO - Lo stop, il sinistro millimetrico, Padelli battuto, l'esultanza di squadra, il boato dell'Olimpico. Il tifoso laziale si è fermato un po' lì, a quel Lazio - Inter indimenticabile. Un 2-1 in rimonta sofferto e meritato che ha lanciato sempre più in alto i ragazzi di Inzaghi. Allora il coronavirus era una cosa lontana che sembrava impossibile potesse arrivare in Italia. Nessuno avrebbe pensato che appena due settimane dopo il calcio e l'Italia si sarebbero fermati. Così è stato, ma ora siamo pronti a ripartire e si spera che l'immagine di Sergej che esulta scivolando sul prato dell'Olimpico possa essere replicata da lui stesso o imitata da qualche suo compagno. Quella è un po' la fotografia della stagione magnifica delle aquile, capaci di smentire gli scettici e di dare filo da torcere alla Juventus. Adesso c'è da fare quel salto in più e provare a mettersi alle spalle i bianconeri. Milinkovic è un po' diventato l'uomo immagine di questa squadra. I gol di Immobile, gli assist di Luis Alberto, i dribbling di Correa, l'affidabilità di Acerbi e Strakosha non sono da meno, ma il serbo con il suo carisma ha conquistato tutti. I post pre e post gara al grido di "Parola di Sergente" hanno caricato ancora di più una piazza che crede nell'impresa.

PAURA -  Per questo quando ieri è emersa la notizia del problema al ginocchio in tanti si sono preoccupati. Lo scontro con Alia mercoledì in allenamento aveva fatto pensare a una brutta distorsione. Invece ghiaccio e massaggi sono bastati perché si tratta solo di una forte contusione. Esami approfonditi annullati e già nei prossimi giorni il classe 1995 potrebbe tornare a disposizione di Inzaghi che di lui ha bisogno. Il 24 giugno la Lazio andrà a far visita all'Atalanta in uno stadio in cui Milinkovic fu super protagonista nel 2017. Con Immobile squalificato per l'espulsione del caso Giacomelli, il serbo trascinò i suoi compagni. Con il 21 sulle spalle realizzò una doppietta che risultò essere decisiva per il 3-3 finale. L'Atalanta gli porta bene e lo galvanizza. La memoria non può, infatti, non andare alla finale di Coppa Italia dello scorso anno. Sergej parte dalla panchina, per le ragioni che illustreremo tra poco, e dopo pochi minuti si fa trovare pronto sull'angolo di Lucas Leiva e con una precisa inzuccata infila la porta della Dea. L'Olimpico esplode, poi arriverà il raddoppio di Correa e Lulic alzerà al cielo la settima Tim Cup della storia. Anche quella gara con i bergamaschi, però, fu preceduta dalla suspense.

CORSI E RICORSI - Milinkovic si era infatti fermato il 24 aprile a San Siro contro il Milan nella semifinale. Un movimento innaturale gli causarono una distorsione al ginocchio e un problema alla caviglia. Inzaghi e lo staff sanitario lo gestirono al meglio e il serbo fu arruolabile, ma a mezzo servizio per la finale. Un recupero da record in appena 21 giorni e forzato per una finale quantomai decisiva. Sarà un caso ma il problema accusato mercoledì è arrivato, nuovamente, esattamente 21 giorni prima della gara con l'Atalanta. Una casualità e una coincidenza anche il fatto che il 21 sia il suo numero di maglia. Quello che ogni domenica (covid permettendo) vediamo correre, lottare, sudare e segnare sui campi di calcio. La speranza è che Milinkovic, come Zarathustra, sia il maestro dell'eterno ritorno e che il 2020 contro l'Atalanta sia la fotocopia del 2019. Come diceva Nieztsche: "Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo".

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