Lazio, Leiva: "Tifo Liverpool, ma non ero felice. Qui a Roma è tutto fantastico"

11.05.2020 10:45 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazio, Leiva: "Tifo Liverpool, ma non ero felice. Qui a Roma è tutto fantastico"

Un Lucas Leiva a tutto Liverpool. Che ama la Lazio e Roma  - e lo rimarca -, ma che non può non essere grande tifoso dei Reds. Squadra che lo ha portato in Europa accudendolo per 10 anni. Fatti di tanto amore, reciproco, con i tifosi. E anche di tante delusioni sportive. Paradossalmente, dopo il suo addio la squadra guidata da Klopp è tornata a dominare in Inghilterra e in Champions League. Coppa che ha prima sfiorato nel 2017/18 e poi alzato la stagione successiva, per la gioia di Leiva. Intervistato nell'ultimo episodio di Legends in Lockdown, trasmissione ideata dal canale televisivo ufficiale del Liverpool, il brasiliano si è lasciato andare in una lunga intervista: “L'anno dopo che me ne sono andato, abbiamo perso in finale - ha esordito Leiva, usano il 'noi' quando parla dei Reds -. Ho incontrato i ragazzi qui a Roma (in occasione della semifinale di Champions contro la Roma, ndr). Ovviamente, quando la stagione successiva il Liverpool ha vinto la Champions ero molto felice. Mio figlio, la mia famiglia... ora siamo tutti tifosi dei Reds. Vincere la Champions League è un grande risultato e ne sono stato davvero contento perché a Liverpool vivono tante persone con cui sono ancora in contatto e a cui tengo molto. Certo, pensi sempre: "Se avessi aspettato ancora un anno... ". Ma, a dire il vero, non ero felice. E quando non sei felice non ha senso continuare. Ad essere sincero, è meglio vedere il Liverpool vincere da fuori. Quando lo fa, sono contento come se ancora giocassi con quella maglia. Posso dire di aver vinto la Champions come tifoso".

SULLA LAZIO - “È stata una nuova sfida per me. La Lazio mi ha accolto a braccia aperte e mi ha dato molte responsabilità quando sono arrivato, perché venivo dal Liverpool ed ero colui che avrebbe dovuto portare esperienza alla squadra. Da quando sono qui abbiamo vinto tre titoli, ora siamo secondi in campionato e tutto è stato fantastico, a dire il vero. La mia famiglia si è stabilita molto bene a Roma, il tempo è meraviglioso. Quindi, dal giorno in cui sono arrivato, ogni cosa è andata per il verso giusto e ne sono davvero felice. Come ho detto, volevo giocare, mostrare quanto valessi affrontando una nuova sfida. E sono stato in grado di farlo, quindi anche questo è molto importante".

SU KLOPP - “Ho imparato molto da lui. Mi ha anche fatto giocare come difensore centrale: non è che la cosa non mi piacesse, ma non è la mia posizione. Però ho imparato che quando lavori duro devi essere paziente. La mia carriera a Liverpool è sempre stata così: pazienza, provare e riprovare, continuare a lavorare duro e non mollare. Con Jürgen è sempre stato lo stesso. Mi ha trattato con rispetto, soprattutto quando era il momento che io me ne andassi, è stato davvero bravo. Mi ha dato fiducia e la libertà di scegliere di trasferirmi in Italia. Siamo ancora in contatto, ci messaggiamo. Ho imparato tanto da lui ed è un uomo molto aperto e onesto, una qualità importantissima".

SU ALEXANDER-ARNOLD - Infine, Leiva ha parlato di uno degli eroi della Champions League vinta dal Liverpool la scorsa stagione: Trent Alexander-Arnold. Il suo corner (geniale) in semifinale contro il Barcellona permise a Origi di siglare il 4-0, e ai Reds di ribaltare il 3-0 dell'andata qualificandosi in finale. Il mediano della Lazio ha ricordato i suoi primi passi con il Liverpool dei grandi: "Ricordo quando si è aggregato con noi della prima squadra per giocare in una partita amichevole, penso che avesse 16 anni. All'epoca l'allenatore era Brendan (Rodgers, ndr), e Trent sembrava a disagio, era molto timido. Però giocava a livelli molto più alti rispetto ai suoi coetanei. Ha aspettato pazientemente il suo momento, e noi eravamo sicuri che avrebbe giocato nel Liverpool e che, oltretutto, sarebbe diventato uno dei migliori giocatori del mondo. È un terzino completo. Certo, deve ancora migliorare molto, ma ha già fatto stagioni incredibili. Da parte mia - conclude Leiva -, cerco sempre di aiutare i giovani. Penso che sia importante farli sentire a proprio agio, dopo tocca a loro imparare e migliorare".

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