Lazio-Milan, Lotito in conferenza stampa: "Abbiamo subito una violenza" -VIDEO

02.03.2024 07:28 di Martina Barnabei Twitter:    vedi letture
Lazio-Milan, Lotito in conferenza stampa: "Abbiamo subito una violenza" -VIDEO
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Caos all’Olimpico al triplice fischio di Lazio-Milan, gara tesissima e infuocata, in cui non sono mancati episodi e colpi di scena, che ha visto i rossoneri imporsi sui biancocelesti grazie alla rete di Okafor. Tra poco, al posto di Maurizio Sarri, interverrà Claudio Lotito in conferenza stampa per commentare quanto accaduto: "Ho fatto un ragionamento diverso, non entro nel merito delle persone. Le idee si muovono con le gambe degli uomini, se poi le gambe sono fallaci. Se il sistema non garantisce l’affidabilità è chiaro che ci si muove in altre sedi. Non facciamo il processo alle intenzioni, facciamo le cose che vanno fatte. Oggi il sistema non è più in grado di sostenere la Lega Serie A. Quando si verificano in modo reiterato alcune situazioni, viene meno il merito sportivo. O il sistema è in grado di correggersi in totale autonomia oppure bisogna rivolgersi a persone terze".

A parte i fatti sportivi, penso che la partita l’abbiano vista tutti e tutti sono in grado di fare valutazioni. Per essere considerata tale va messo al primo post il merito, ma quando c’è una situazione ‘storia di una morte annunciata’ il quadro cambia. Non  è la prima volta. Non parlo della Lazio, ma del sistema in generale. Il sistema non è in grado di garantire l’affidabilità dello stesso e quando hai una cosa che non ti permette di raggiungere certi obiettivi, ti rivolgi a una struttura terza”.

“Per colpire Lotito si colpisce la Lazio? Non sta a me fare dietrologie, ci stanno organi preposti che faranno le valutazioni del caso”.

“Cosa dico ai tifosi? Io se sto qui sto tutelando la squadra. Se fossero venuti gli addetti ai lavori avrebbero avuto un comportamento dialettico diverso. Io ho l’obbligo di portare avanti un comportamento in linea con il rispetto delle regole. Non entro nel merito delle dietrologie, il sistema avrebbe dovuto correggerle a monte. Se non è in grado di essere affidabile e terzo, chi subisce queste violenze si deve rivolgere in altre sedi”.

“Uefa? Non so cosa abbiano pensato vedendo la partita, sicuramente noi veniamo visti un po’ come una situazione particolare nell’ambito del sistema europeo”.

“Chi sono gli organi terzi? Assumeremo un comportamento che assumono tutti i cittadini quando c’è la dilazioni di norme, consapevole e non volontaria. Non sta a me dirlo, saranno gli organi che decideranno. Non devo spiegare quale sarà la mossa. La squadra è mortificata, ha avuto un trauma di carattere psicologico. Si è chiesta ‘cosa cavolo sta succedendo?’. Sono comportamenti che andranno analizzati nelle sedi preposte. Sono istituzioni alle quali si rivolgono i cittadini per far valere il rispetto delle regole”.

“Abbiamo fatto una delibera votata all’unanimità con cui abbiamo chiesto di uscire dalla federazione perché non ci sono le condizioni per restare nel sistema. Ad oggi c’è la posizione unanime su quello che è stato deciso di fare, non c’è contentezza all’interno della Lega di Serie A. C’è un sistema in cui si mettono i soldi e qualcun altro decide per lei? No. Le riforme sono dettate per creare equità di comportamenti per chi partecipa al campionato, per fare questo deve essere in grado di incidere chi fa le norme. Se la maggioranza ce l’ha chi non porta i ricavi, non si può garantire affidabilità del sistema. Abbiamo fatto delle scelte per rendere trasparente il sistema, a oggi non è così. Per fare riforme servono i numeri e se tu non hai i numeri per farle, che ci stai a fare nel sistema? Come si possono cambiare così le cose? Allora si esce dal sistema, non ce l’ha obbligato nessuno a esserci. In premier danno incarichi a terzi e se non garantisci bene il servizio ti cacciano. Questo è l’aspetto politico, preso in considerazione nell’ultima assemblea. Poi c’è un aspetto diverso, quando il sistema non è più affidabile e non è più credibile, subisci? Ti rivolgi a chi è preposto per far rispettare le leggi portando situazioni specifiche per farle valutare”.

“Io rappresento l’istituzione calcistica perché mi hanno votato e quella politica, mi metto in quest’ultima e quando un sistema non funziona mi metto nella posizione di risolvere il problema. Abbiamo l’obbligo di fare in modo che quando ci sono problemi vengano risolti, attraverso gli strumenti e gli organi giuridici preposti. Oggi non è stato un bello spettacolo sportivo, di aspetti valorizzi. Lo sport è il bene supremo, quando ci stavano le Olimpiadi si fermavano le guerre perché rappresentava una serie di valori fondanti della società civile. Oggi non c’è stato fair play, questa roba determina un vulnus sul sistema stesso. Io non devo tutelare situazioni. Sono presidente della Lazio da vent’anni perché ci ho messo i soldi, penso di farlo in modo corretto e trasparente mentre qualcun altro decide con i soldi degli altri”.

“Cosa ho detto alla squadra? Gli ho detto di pensare alla partita di martedì, ci sono incidenti di percorso dettati non dalla nostra volontà. Non posso rimproveragli nulla, ci hanno messo sudore cuore e lacrime. Sono usciti mortificati, defraudati e violentanti, è il termine esatto. Qualcuno oggi brinda perché ha vinto, auguri ai vincitori”.

“Arbitraggio se inficia? Va detto a chi fa le designazioni. Non è la prima volta che succedono questi episodi. Io sono abituato al rigore della logica di Aristotele, se vivo certe situazioni non sta a me valutare se sono occasionali o non, volontarie o non. Faccio lo spettatore e prendo atto, se succede in modo reiterato ci si pone l’interrogativo e ci si rivolge a chi di dovere. È un danno economico. La cosa grave è che al di là del danno economico, c’è la credibilità del sistema. Io non faccio considerazioni per sbraitare, sono convinto che nel momento in cui c’è trasparenza nelle sedi istituzionali preposte verranno fuori tante cose. Io lavoro nel sistema, c’è chi lavora fuori dal sistema”.

“Io non voglio entrare nel merito. Se si ha una società e ci sono delle discrasie, si pone rimedio. Se uno sia ente leso dei propri diritti per violazione delle norme, prima si rivolge all’amministratore delegato delle società e poi agli organi terzi preposti. Dal punto di vista politico c’è una scelta che va fatta, dal punto di vista istituzionale dal momento che sono un senatore della Repubblica ci si rivolge alle istituzioni preposte. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, non li commento perché si commentano da soli. Sta di fatto che il sistema perde di credibilità. Chi è preposto dovrebbe proporre rimedi, ma non lo fa. A questo punto non subisci più, cerchi la soluzione e ti rivolgi alle istituzioni per correggere le violazioni di norme”.

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Pubblicato il 2/03 alle 00.21