Lazio, Spicciariello sulla protesta: "Sarà interessante capire la posizione degli sponsor"
RASSEGNA STAMPA - Dopo la manifestazione del 2 luglio, il popolo biancoceleste si è ritrovato anche al Teatro Manzoni per gli Stati Generali della Lazialità, un nuovo momento di confronto sul futuro della protesta. Tra i protagonisti dell'incontro Franco Spicciariello, che a Il Tempo ha tracciato un bilancio della situazione.
"Il dissenso ormai è ovunque e, superata una certa soglia, non si torna più indietro. Si può solo andare avanti, anche se bisogna ancora capire come", ha spiegato. Per Spicciariello il boicottaggio dello stadio resterà il principale strumento di protesta, definito ancora una volta un "estremo atto d'amore". Allo stesso tempo ha lanciato un appello affinché non vengano ostacolate le trasferte dei tifosi: "C'è la sensazione che qualcuno voglia boicottare chi continua a seguire la Lazio fuori casa. Sarebbe un danno per tutti. Dove ne trovavi 500, adesso ce ne sono 5000. Sono incassi e attenzione anche per gli altri club, pure per puro interesse economico".
Sui numeri della contestazione non ha dubbi: "Sono senza precedenti. Lo scorso anno circa 28mila abbonati su 30mila hanno rinunciato allo stadio. Sarà interessante vedere i dati di questa stagione e capire anche quale sarà la posizione degli sponsor, visto che molti contratti sono legati proprio alle presenze sugli spalti".
Infine ha voluto ribadire un concetto: "La protesta è contro la società, non contro la squadra. Nessuno è contro la Lazio, siamo tutti per la Lazio. Andare in trasferta, spendendo soldi tra macchine e pulmini, è il segnale più forte: significa dire "siamo vicini". Lo stesso vale per Gattuso: chi fa il bene della Lazio è benvenuto sempre. Speriamo davvero che ci riesca". E sul futuro del movimento ha concluso: "Speriamo che il presidente capisca che è tempo di andare oltre e che può ricavarne anche un grande vantaggio economico. Faccia la cosa giusta, per la Lazio, per i laziali e per se stesso. Ma quella è una sua decisione. Noi facciamo la nostra parte: il diritto al dissenso esiste ed è costituzionalmente coperto".
