RIVIVI LA DIRETTA - Lazio, Gattuso: "Metto l'elmetto, so quello che mi aspetta"

11.07.2026 16:20 di  Carlo Roscito  Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
RIVIVI LA DIRETTA - Lazio, Gattuso: "Metto l'elmetto, so quello che mi aspetta"

FORMELLO - La presentazione di Gennaro Gattuso. Oggi dalle 16 ci sarà la conferenza del nuovo allenatore biancoceleste: segui la diretta su Lalaziosiamonoi.it.

Prende parola il ds Fabiani

Oltre avere questo privilegio, è un onore presentare Gattuso. Parla per lui la sua storia da calciatore e allenatore, per noi è un motivo di grande soddisfazione. L'intesa è arrivata subito, non c'è stato bisogno di giri di parole, lo ringraziamo per aver accettato l'incarico. Taglierei corto per lasciare parole a Rino e alle domande.

Parla Gattuso: 

Sono orgoglioso, le sensazioni da tre con il mio staff abbiamo concluso i test, ho buonissime sensazioni. C'è tanta gente che lavora qua, ci ho parlato, le sensazioni sono buone. Dobbiamo continuiare su questa strada, conosco le problematiche da prima, da quando parlai con il ds e il presidente. So tutto, so bene che c'è da mettere l'elmetto, pedalare e lavorare. Starà a me e al mio staff, alle persone qui che mi hanno fatto una buona impressione, lavorare bene e tantissimo. Sulle altre problematiche non posso fare nulla, ho solo un obiettivo, quello di mettere in campo giocatori he rispettino la storia gloriosa della Lazio. Sono contento di essere qui. 

Domande a Gattuso: 

Il momento è critico, per lei è una sfida: 

Io sono stato vicino più di una volta alla Lazio, potevo venire in passato. Non ti nego che forse senza queste condizioni avrei detto di nuovo no. È una sfida, con qualche giocatore ho già lavorato. So come ragiono e come mi piace fare calcio. Ho contemplato tutto, so tutto, conosco le problematiche. Il lavoro, il lavoro e il lavoro. Speriamo di fare cose buone. L'obiettivo è creare un clima familiare, di riuscire di avere una squadra che diverte la gente, chi viene allo stadio e chi no, che renda orgogliosi i tifosi. L'ho già detto al ds e al presidente: se si fanno determinate cose, non vi preoccupate. Metto l'elmetto e lavoriamo senza problemi. Nelle parole del ds e del presidente ho trovato finora questo. Dobbiamo essere uniti nei momenti di difficoltà, vediamo dove arriveremo. 

S'aspettava già qualcosa del mercato? Non ci sono più i centrali di difesa, erano il punto di forza.

Speriamo che ora la nostra forza diventi l'attacco. Non voglio parlare di 4-2-3-1 o 4-3-3, mi piace una linea che rompe, avere una linea più alta. Maurizio è un grandissimo allenatore, ha gatto un grandissimo lavoro, ma proveremo a fare cose diverse. Andato via Gila, ho chiesto un po' di pazienza, lunedì iniziamo e vediamo come stanno i vari Gigot, ecc, ecc.. Abbiamo pochi soldi, giusto prenderci un po' di tempo per spenderli bene e sbagliare il meno possibile.

Cosa serve su mercato?

Un centrale serve, poi vediamo in attacco anche Ratkov che ha avuto difficoltà. Un centrale, un paio di cose vanno fatte, inutile spiegare oggi. Credo sia una mancanza di rispertto per chi fa parte della rosa. Facciammo delle valutazioni, ma la base c'è. A centrocampo ci sono giocatori buoni, i terzini sono tanti. Vediamo quello che si può fare. Partiamo da una base importante, è tornato Mandas, c'è Motta. Non è tutto da buttare via. Dobbiamo un po' isolarci, l'ambiente ora lo sappiamo, non è l'ideale. Dobbiamo avere senso d'appartenza. Io e i miei ragazzi proveremo a far cambiare idea. È difficile ma non deve mai mancare lo spirito e il senso d'appartenenza. 

Sono anni che non allena un club in Italia...

Ho avuto tante occasioni per tornarci, quando si va all'estero si migliora secondo me. Abbini la tua cultura e la tua mentalità mettendo un pezzetto dentro. Noi pensiamo sempre che siamo i migliori a livello tattico, ma il calcio cambia in modo incredibile. La scelta che ho fatto negli anni è stata quella di completarmi un po'. Arrivata la chiamata della LAzio, mi hanno convinto e sono tornato. Ma la direzione era un'altra. Io ringrazio i giocatori della Nazionale, mi hanno dato tutto, nel calcio gli episodi sono tutti. Da calciatore qualche botta di culo l'ho avuta, da allenatore ho preso qualche mazzata sui denti. Un giorno raccoglierò anche io. La feritaa che ho addosso rimarrà fino alla morte. Il calcio è questo, la vita pure. Ma ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino, i ragazzi mi hanno dato tutto. I rigori, l'espulsione... Sono in questo mondo da anni, si va avanti. La mentalità e il non mollare non è mai cambiato. Ho ancora più veleno e rabbia, credo in ciò che propongo e faccio, altrimenti non sarei qui. 

Quanto pesa l'ambiente? Può diventare un parafulmine?

Quello che ho già accennato ai calciatori, è che questo è un alibi. IO non posso parlarne per non crearlo. Al di là della bravura di Maurizio, per me sono stati bravi anche i calciatori. Senza un gruppo unito si poteva rischiare tanto. Io devo essere bravo a non parlare sempre di questa problematica. Bisogna rispettare i tifosi, per la lealtà e la serietà. Il comunicato è uscito 20 giorni fa, saranno vicini in trasferta, sappiamo che non ci saranno in casa. Sarà difficile. Ma ho vissuto queste cose anche da calciatore, chiaro che lo stadio che spinge si fa sentire, con tutta la passione. Ora non lo abbiamo, qaulcosa la pagheremo, ma io non dirò mai: manca questo, manca quello. IO devo spingere la squadra nel modo più forte possibile. La direzione deve essere questa. Creare una mentalità, conoscete meglio di me la storia della Lazio, quando ha vinto ha sempre avuto questo spirito. Dobbiamo essere bravi a creare un ambiente così. Sono un po' romntico nel calcio, sono rimasto indietro, credo ancora si possa entrare nella testa dei giocatori. Oggi i calciatori hanno più conoscenze, forse i gruppi non riescono a stare più troppo bene insieme, dobbiamo migliorare tutti gli aspetti. 

Sono partiti tanti big a livello caratteriale, crede di trovare comunque energia?

Sì, ho una mia metolodologia. La differenza la deve fare il gruppo, io vado alla ricerca di questo. Non mi piace un gruppo che non si rompe le scatole a vicenda, nel gruppo ognuno deve metterci il suo. Si deve andare alla ricerca di questo. NOn mi piace descrivere i giocatori attuali come persone di poco carattere, dev'essere bravo chi li gestisce. Devo responsabilizzarli.

I paletti del mercato sono compatibili con il rafforzamento deella squadra?

Ora non parlo di classifica, sennò sembra che vivo su un altro mondo. 7-8 squadre partono meglio di noi, possiamo prenderci un po' di tempo e riuscire a non sbagliare. Noi dobbiamo fare poche cose per completare la squadra, prendere tanto per prendere non vale la pena. Mi sarebbe piaciuto partire con due elementi in più, se si compra si fanno i conti con le richieste degli altri club. 

Non ci saranno amichevoli internazionali...

Qualcosa già aveva fatto la società, poi noi tra un mese giochiamo in Coppa Italia. Andare in trasferta ci avrebbe fatto perdere 2 giorni, non ci sarebbero stati risvolti economici, quello meglio stare qui e lavorare bene su ciò che vogliamo fare. Ho scelto io di non andare e prendere aerei. Preferisco perdere una giornata in più in campo che per amichevoli internazionali e stare due giorni in giro. 

Le dispiace che non ci sia Lotito oggi in conferenza?

SInceramente è meglio. Tanto ora può dire qualsiasi cosa, ogni cosa ha il suo tempo. Giusto stare qui noi. Ci fosse stato il presidnete, si sarebbe parlato di lui. Anche una questione di rispetto nei miei confronti. L'ho trovata rispettosa nei miei confronti. Lotito deve fare il presidente. Il presidente meno parla meglio è. Questa deve essere la linea. Sta a noi creare qualcosa di carino, poi vediamo. Io la penso così, dico quello che penso. 

Diversi allenatori si sono dimessi, ha capito da fuori il motivo? Cosa le ha detto la società?

Io mi sono dimesso tante volte quando le cose non sono andate bene. Non so perché , qualcuno magari voleva altri giocatori. Ognuno di noi ha le sue esigenze, c’è chi vuole più soldi. Non so le loro problematiche, a livello ambientale sicuro non è il massimo il clima attuale. La società mi ha spiegato del blocco. Io avevo paura del fuggi fuggi generale, che tutti volessero andare bene. Per fortuna invece molti calciatori mi hanno detto che vogliono restare, pensavo il contrario inizialmente. La società mi ha detto questo, quelli che sono i parametri dei giocatori. Io ho detto che voglio lavorare come piace a me. Per il resto accetto tutto, ma mi piace lavorare in un certo modo. Qualcosa abbiamo cambiato nella parte organizzativa. Lunedì si comincia, sta a noi ora. Non andrò e non verrò qua a dire che Lotito e Fabiani siano dei bugiardi. In estate mi hanno detto tutto e io ho accettato. So le problematiche che ci sono, me le hanno dette in faccia.

Che rapporto ha con Lotito?

Sono onesto con voi, io con Lotito ho un rapporto franco. Gli dico tutto, sono fatto così. Gli ho detto, devi  farmi un favore: devi sistemare qualcosa sotto, poi sa come sono fatto, non guardo in faccia nessuno, voglio gente che lavora. Voglio vedere gente che “smucina”. Gli ho detto: se vuole dire qualcosa alla squadra viene, parla con me e con la squadra perché lei è il presidente. Ma deve parlare poco con voi. Ha troppi telefonini, parla con il mondo, si deve gestire, deve fare questo passaggio qua. Se vuole dire qualcosa lo dice a me, al ds e alla squadra. Non ad altri. Spero che lo abbia capito. Dobbiamo stare bene insieme, giusto che le cose si dicano in faccia.

La sua presentazione quasi in coincidenza con gli stati generali...

La quotidianità quando parli con le persone. Quando parlo con Fabiani e Bianchi, le persone che vivo sempre qui a Formello, ci diciamo le cose... Poi non si può fare un giocatore? Me lo spiegano, lo devo accettare. Poi però se un giocatore non mi piace, non lo prendono. Se sull'obiettivo non si arriva, ne battezzeremo un altro. Sapevo del mercato, delle uscite per comprare. Non faccio il contabile o il commercialista, poi vedremo. Noi abbiamo solo una strada per i tifosi, onorare la maglia. Altre cose non mi vengono in mente. Farei di tutto per farli tornare allo stadio, ma so che non è possibile. L'Olimpico è sempre stato da pelle d'oca, grande passione, genitori coi figli allo stadio. Sta a noi farli sentire orgogliosi.

La Lazio è in difficoltà: dal punto di vista progettuale, cosa l’ha spinta ad accettare? 

La storia della Lazio. Penso anche al fatto di aver lavorato con qualcuno in nazionale o all’estero. Mi ha spinto il fatto di venire in una società che so che è in difficoltà. Nei posti dove c’è casino, a me piace. Mi sento a mio agio. Io penso che si può fare un buon lavoro. Voglio creare una mentalità a una squadra che se la gioca. Voglio che sia una squadra che se la gioca a viso aperto. So bene dove sono arrivato, non ho vissuto alle Maldive gli ultimi cinque-sei anni. Chi mi conosce sa che questo è il mio pane, lavoro perché c’ho il fuoco dentro. Mi piace perché mi fa sentire vivo.

Ha provato a tenere Gila?

Vi dico la verità. Se fosse stato per Fabiani e Lotito, Gila sarebbe rimasto fino alla fine. Sono stato io: chi non vuole stare, non deve stare. Uno deve rimanere con la testa. Ho parlato con Mario, sono stato onesto. Mi ha detto dei soldi che gli offrivano.Come lo convinci? Io ho giocaato a calcio, quando ti capitano cose così, che fai? Ho discusso con lui, deve andare via, gli ho detto. Mario non si può discutere come ragazzo, non poteva più rimarere. Il contratto, le motivazioni, ecc ecc. Chapeau poi al ds che ha fatto un lavoro da fantasista. Sia Lotito, sia Fabiani lo avrebbero portato a scadenza. Ho spinto io per la cessione, non sarebbe stato al 100% focalizzato con la testa.

Come si spiega questa divergenza con il Napoli? Quando lei allenava il Napoli più o meno era allo stesso livello della Lazio...

Se andiamo indeitro di 2-3 anni e vediamo il mercato fatto, la Lazio ha speso per 100 e quasi milioni. Sono discorsi che non mi piacciono troppo, bisogna vedere le entrate, i fatturati, giocare in Champions è un po' come un jackpot negli ultimi anni. Non giocare le coppe ti "accappotti" gli anni dopo, la Champions soprattutto ti porta tanti introiti. Sarri fa in Champions 3 anni fa, l'anno dopo non ci entri ed è un disastro. Questa è la mia opinione.

La rosa ha sempre meno leader...

Giocare a calcio e non avere i tifosi, non c'è cosa più brutta. Ma mi sono portato avanti, ci sto lavorando su questo. Non deve essere un alibi. Il giocatore si deve fidare del tecnico, devi essere coerente, sennò ti sgamano. Non li puoi prendere in giro. Se uno è chiaro e diretto, allora esce un buon rapporto. Pane al pane, vino al vino. Devo fargli capire di credere in quello che si fa, far vedere i miglioramenti quotidiani. Fargli capire la strada da seguire. Marusic, Zaccagni, Cataldi sono leader, non li abbiamo persi tutti i leader. Ci possiamo appoggiare su qualche calciatore. Questi devono darci una mano per migliorare e stare bene insieme.