L'ANGOLO TATTICO di Lazio - Rennes - E (nel secondo tempo) luce fu

L'angolo tattico di Lazio - Rennes. I biancocelesti soffrono la mancanza di qualità nel primo tempo, Milinkovic e Luis Alberto riaccendono la luce.
05.10.2019 07:15 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
L'ANGOLO TATTICO di Lazio - Rennes - E (nel secondo tempo) luce fu

Chi ha spento la luce? È la domanda lecita e ricorrente dei primi 53 minuti di Lazio - Rennes. Per capirlo serve riavvolgere il nastro. Inzaghi crede nei suoi ragazzi, nel turnover che non è turnover, e schiera un 11 coraggioso. Non tanto per i sette cambi rispetto alla partita contro il Genoa (è complicato definire 'riserve' Bastos, Lazzari e Caicedo), quanto per lo stravolgimento del cuore pulsante della sua squadra. Un azzardo, per l'appunto, che si rivela tale quando il trio Parolo-Cataldi-Berisha dimostra di funzionare a metà. Quella di Julien Stephan è una squadra tosta, dal modesto tasso tecnico, ma grintosa e intensa in fase di non possesso. Nelle idee del tecnico piacentino, dunque, i tre di centrocampo avrebbero dovuto arginare la fisicità e i muscoli del Rennes, garantendo al contempo concretezza in fase di spinta. Quel che ne risulta è però una partita piatta, annullata da entrambi i lati. I biancocelesti non riescono a costruire senza il proprio cervello, e ai francesi sta bene giocare al muro contro muro. Per loro un punto sarebbe oro colato. Per la Lazio inutile. Cataldi, l'uomo deputato alla costruzione della manovra, non è in serata. Ai suoi lati Parolo dà il fritto come suo solito in interdizione, ma non ha nelle corde la giocata, mentre Berisha da un anno a questa parte sembra incapace di incidere. La diretta conseguenza è che a Immobile e Caicedo non arriva una palla giocabile. Prima di passare oltre, una postilla sul kosovaro va messa: l'impressione è che l'ex Salisburgo non riesca ad ambientarsi in questo schieramento. Pare come ingabbiato dal quinto di fascia, quando per caratteristiche si è dimostrato - in Austria come in nazionale - più a proprio agio negli spazi. Starà al tecnico trovare una soluzione, finora il suo talento sta sparando a salve.

E LUCE FU - C'è qualcosa che non va, è evidente. Quindi Inzaghi sale in cattedra e disegna la vittoria alla lavagna in due mosse, intervallate dall'illusorio gol del vantaggio del Rennes. Prima inserisce Milinkovic e Luis Alberto per Cataldi e Berisha, con Parolo a fare 'il Leiva'. Poi stravolge il trio difensivo tramite il più classico cambio di casacca in Parlamento. Acerbi passa al centrosinistra, Vavro al centro e Bastos al centrodestra. Il rimpasto funziona perché l'ex Sassuolo e l'angolano, schierati sulla fascia del proprio piede forte, aiutano la squadra in fase di spinta e si rivelano un fattore nel mettere pressione al Rennes. Aiutando così anche Lulic e Lazzari, strozzati fino a quel momento dalla mancanza di supporto. Nel frattempo, a centrocampo è risuonato in 'click'. L'hanno sentito bene gli sparuti tifosi sugli spalti così come i tanti davanti al televisore: il Sergente e il Mago hanno acceso la luce di una serata che rischiava di spegnere le speranze europee della Lazio. Gli bastano pochi giri d'orologio. Luis fa l'assist a Milinkovic per il pareggio, Sergej quello a Immobile per il gol vittoria. Inzaghi è stato bravo a riacciuffare per i capelli una partita che, anche per alcune sue scelte (non solo in mezzo al campo, Vavro come centrale è parso molto più sicuro), stava compromettendo l'Europa League biancoceleste. La stagione è appena all'inizio, sbagliare è ancora permesso. Ma attenzione a non sottovalutare il buio del primo tempo.

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Pubblicato il 4/10 alle ore 10:30