L'ANGOLO TATTICO di Lazio - Spal - Un dubbio da derby e un Lazzari in più

L'angolo tattico di Lazio - Spal, partita perfetta che suscita dubbi da derby e che evidenzia la fascia destra. Arata da un Manuel Lazzari in più.
03.02.2020 11:00 di  Francesco Mattogno  Twitter:    vedi letture
L'ANGOLO TATTICO di Lazio - Spal - Un dubbio da derby e un Lazzari in più
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

“Alla fine, forse, domenica scorsa ad aver rubato il punto è stata la Roma”. Un pensiero social diffuso, ironico, con un fondo di verità come tutte le cose. Perché a guardare Lazio - Spal, che è un po' la copia di Lazio - Samp, che era un po' la partita simbolo di questa squadra, il dubbio viene ed è più che legittimo. I biancocelesti possono colpire da ovunque, in ogni modo. Da calcio d'angolo (1-0), da fuori area (3-0) o in ripartenza. E diciamolo, il punto di forza del gruppo di Inzaghi è proprio il gioco in verticale. Quello del 2017/18. Castrato dalla mancanza di una freccia sulla fascia destra nella scorsa stagione, ritrovatosi quest'anno con l'innesto dell'esterno giusto al posto giusto. La copertina di Lazio - Spal è sua, per mille ragioni. La copertina di Lazio - Spal è per forza per Manuel Lazzari, ex di giornata, arrivato nella Capitale con 365 giorni di ritardo.

SPAZIALE - E dire che in ritardo, sul campo, non ci si fa trovare mai. C'è da ripeterlo fino alla nausea: la Lazio gioca con una formazione che è per 10/11 quella della passata stagione. È quell'uno, Lazzari, a fare la differenza e a entrare in tre dei cinque gol rifilati alla sua ex (inserimento e palo sul 2-0; discesa+dribbling e palla a Immobile per il 3-0; assist ad Adekanye per il 5-0). Spaziale come tutto il contorno, che pure concede qualcosa in fase difensiva. Perché una volta in svantaggio la Spal prova a fare la Roma, quella della partita della vita al derby, tutta pressing alto e “te l'ho incartata”. Il 3-5-2 di Semplici è funzionale in tal senso: a ognuno degli emiliani corrisponde un biancoceleste. Facile no? No, perché la qualità è un'altra e la Lazio è un'altra, rispetto a quella della stracittadina. Il 2-0 è disarmante, perfetto. Leiva-Immobile-Caicedo-Luis Alberto-Lazzari-Caicedo, un contropiede magistrale in spazi strettissimi. Frutto del lavoro del mister - chi vede allenarsi questi ragazzi lo sa -, che sulle uscite palla a terra in un fazzoletto di campo ci ha costruito interi ritiri. E dopo il raddoppio i ferraresi cambiano anche atteggiamento, hanno paura. Hanno già mollato.

MERITI - L'avrebbe meritato Lazzari, il gol. Ma non l'ha demeritato Caicedo. Tutt'altro. Si può dire che con il Correa opaco (causa infortuni) degli ultimi tempi, la Pantera meriti di fare il titolare? Sì può dire, lo è a tutti gli effetti. Più che sintonia, con Immobile c'è sinergia. Ed è tutta un'altra storia. Non si completano, si migliorano, si vede. Ciro ama spaziare su tutto il fronte offensivo, Felipe fare da sponda. Immobile gli orbita intorno e funziona, non lo si scopre certo oggi, casomai è giusto esaltarlo. Il passaggio per Luis Alberto nel gol del raddoppio, poi, è pura follia. Giocatori come Caicedo hanno un doppio ruolo: oliano i tuoi schemi e fanno saltare quelli degli avversari, che non se l'aspettano. C'è poco altro di cui parlare, in una partita perfetta. Sul 5-0 puoi rilassarti e prendere il 5-1, è successo con la Samp e si è ripetuto con la Spal. Non è successo al derby e questo conta. Non è successo al derby e il dubbio viene: “E se fosse stata la Roma ad aver rubato il punto?”.

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