Del Nero: "Piansi quando capii di aver lasciato la Lazio. Sulla finale di Coppa Italia..."

Simone Del Nero, alla Lazio dal 2007 al 2012, ha ripercorso la sua esperienza in biancoceleste a 'Casa Di Marzio', a partire dalla finale di Coppa Italia.
12.05.2020 17:45 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
Del Nero: "Piansi quando capii di aver lasciato la Lazio. Sulla finale di Coppa Italia..."

Simone Del Nero, alla Lazio dal 2007 al 2012, ha ripercorso la sua esperienza in biancoceleste a 'Casa Di Marzio', svelando anche qualche curioso aneddoto. Prima di tutto, ha ricordato la finale di Coppa Italia vinta contro la Sampdoria: "È stata un’esperienza indimenticabile. Al di là del risultato, che è stata un po’ la ciliegina sulla torta. 80 mila spettatori, una serata fantastica. Ho avuto la fortuna che Dabo abbia chiuso la partita. Altrimenti sarebbe toccato a me subito dopo e non sapevo come sarebbe andata a finire. Alla Lazio ormai ero fuori dagli schemi di Reja, mi allenavo da solo tante volte. Era l’ultimo giorno di calciomercato. A fine allenamento ho deciso di spegnere il cellulare, erano gli ultimi sei mesi di contratto, non volevo andare via. Mi ero abituato a stare praticamente in vacanza. Avevo il bimbo piccolo, la moglie, stavamo bene a Roma. Gli ultimi cinque minuti di mercato la coscienza mi ha fatto cambiare idea. L’ho acceso, chiamate su chiamate".

L'ESPERIENZA A CESENA - "Alla fine ho deciso di andare a Cesena, sono stato benissimo. Una piazza fantastica, gente cordiale. Mi sono rimesso in gioco. Ripensandoci, ho fatto bene ad accendere il cellulare. Una volta concluso il trasferimento, ho pianto, ho pensato fosse finito tutto. Ho segnato alla Roma con la maglia del Cesena. Qualcuno mi ha raccontato che quando arrivò la notizia all’Olimpico, ci fu un boato della curva. Non ho mai disputato un derby, sono riuscito a segnare quando sono andato via".

IL RAPPORTO CON INZAGHI E LOTITO - "Mi sento ancora con Simone. Non mi sarei mai immaginato diventasse un allenatore così bravo. Non prendeva nulla sul serio, era molto giocherellone. Prima dell’allenatore giocavamo sempre a biliardo. Ho un ricordo positivo di lui, mi fa piacere che mi chiami ancora. Io in questa Lazio? Al massimo della forma, sì. Col 3-5-2 non sarebbe stato facile. Con un altro modulo avrei ricoperto tipo il ruolo alla Luis Alberto. Lazio per lo Scudetto? L’ha dimostrato. La diretta concorrente della Juventus è proprio la Lazio. La sfortuna del Coronavirus ha bloccato un po’ tutto, ci sarà solamente da capire come si sono mantenuti i giocatori in questi mesi di stop. Rapporto con Lotito? Non avevo un rapporto particolare. Mi ricordo una volta che eravamo in ritiro a Formello. Eravamo sul divano, mi giro e lo vedo che stava dormendo. Era proprio steso, si era addormentato davanti alla televisione. Non gli interessa nulla, è il capo e fa quello che vuole. Rimpianto? Non aver creduto completamente nelle mie capacità".

Coronavirus, Premier League: "Calciatore positivo? Solo lui in quarantena"

Lazio, Ripert: "Ho visto felicità negli occhi della squadra. Allenamenti? Ecco come si svolgono..."

TORNA ALLA HOMEPAGE