FIGC, sospensione della gara in caso di cori razzisti: da febbraio una nuova procedura

11.01.2019 12:05 di Leonardo Giovannetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
FIGC, sospensione della gara in caso di cori razzisti: da febbraio una nuova procedura

Tema fortemente dibattuto e attuale, quello dei cori razzisti all’intero degli stadi. Per questo la FIGC sta valutando cambiamenti adeguati per concedere all’arbitro più potere nel caso si presentino queste situazioni. Nel primo Consiglio Federale del 2019, Gravina proporrà una riscrittura dell’articolo 62 della Noif, le norme organizzative interne dela FIGC. Questo è l’articolo che regolamenta i comportamenti adottabili da parte degli arbitri in caso di manifestazioni di razzismo. Quello che verrà sostanzialmente cambiato, è l’iter che il direttore di gara dovrà seguire prima di arrivare alla sospensione della gara. Le procedure verranno velocizzate rispetto a quelle precedenti. Fino ad ora questi erano gli step da osservare: annuncio tramite altoparlanti, sospensione con secondo annuncio, sospensione con rientro negli spogliatoi delle squadre, eventuale interruzione della partita con il risultato di 0-3 a tavolino.

NUOVA PROCEDURA – Dal prossimo febbraio entrerà in vigore un diverso sistema. L’arbitro potrà fermare il gioco, di sua iniziativa o su suggerimento, già in seguito al primo annuncio. Le due compagini verranno chiamate al centro del campo: in caso si ripetessero cori o insulti razzisti, il direttore di gara potrà far rientrare i giocatori negli spogliatoi. Spetterà poi al responsabile dell’ordine pubblico interrompere o meno la partita. Ma chi segnalerà all’arbitro la necessità di attuare il protocollo, nel caso in cui quest’ultimo non si sia accorto di quanto accade sugli spalti? C’è l’ipotesi di accreditare un commissario della Procura Federale, o affidare questo ruolo al responsabile dell’ordine pubblico.