Lazio, Bertotto: "Ora basta passi falsi. Immobile? Non si può criticare"

L'ex difensore dell’Udinese Valerio Bertotto ha analizzato il momento difficile che sta vivendo la squadra di Inzaghi in vista anche del match contro l'Udinese
13.07.2020 17:30 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Jessica Reatini
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
Lazio, Bertotto: "Ora basta passi falsi. Immobile? Non si può criticare"

La Lazio deve necessariamente rialzare la testa dopo la terza sconfitta consecutiva subita per mano del Sassuolo. Ai microfoni di S.S.Lazio Agenzia Ufficiale è intervenuto l'ex difensore Valerio Bertotto che ha analizzato il momento che sta vivendo la squadra di Inzaghi.

“Prima del lockdown, la Lazio era solida e forte, viaggiava con il vento in poppa. Si era creata una sinfonia importante. Era bellissimo vedere giocare la Lazio: i biancocelesti erano in corsa per lo scudetto, in quel momento erano la rivale della Juventus più accreditata per il titolo. Purtroppo la squadra di Inzaghi sta soffrendo a causa di una precaria condizione fisica, dovuta anche ai molti infortuni che non gli permettono di ruotare al meglio i calciatori. Questo è fondamentale, soprattutto nelle partite decisive".

UDINESE - "I bianconeri stanno facendo un campionato di sofferenza, nonostante gli ultimi risultati positivi. I biancocelesti non possono permettersi altri passi falsi, hanno bisogno di punti per respingere l'assalto dell'Atalanta, che continua a correre. L'Udinese invece dovrà vincere per la salvezza, anche perché le squadre dietro stanno ottenendo risultati positivi. Mi aspetto una partita piacevole, dove saranno valori e motivazioni a fare la differenza".


IMMOBILE – LASAGNA - "Kevin era partito male, complici anche i problemi della squadra: ultimamente invece sta segnando con continuità. Merito anche del lavoro a centrocampo di De Paul, un calciatore che potrebbe sfruttare ancora meglio le proprie grandi qualità. Su Immobile invece è inutile aggiungere altro, ha poco senso criticare un attaccante che ha realizzato quasi più gol che partite. Uno come Ciro va sempre tenuto d'occhio".

RICORDI - "Ricordo ancora un rigore fischiato contro ad Udine nel 2001, in una partita vinta 4-3 dalla Lazio. Mi arrabbiai molto (ride, ndr) perché ero convinto di aver salvato un gol. Quella Lazio era una squadra strepitosa, come il livello della Serie A in quegli anni. Da difensore, mi trovavo a dover marcare ogni domenica un top player".

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