Lazio, Provedel presente al convegno “Giovani, Sport e Prevenzione della Violenza"
Malgrado l’invito ricevuto dalla Lazio nella giornata di ieri, malgrado il nostro impegno — purtroppo vano — nel presidiare l’evento e malgrado ci siamo ritrovati relegati fuori senza particolari o reali tentativi del club di consentirci l’accesso alle sale della Camera dei Deputati, dove avevamo inoltrato regolare richiesta di accredito, riteniamo comunque giusto riportare quanto segue.
Lo facciamo perché, al netto dell’episodio, siamo totalmente in linea con il valore sociale dell’iniziativa a cui la Lazio ha scelto di partecipare. Rispetto per i giovani, prevenzione della violenza, sensibilizzazione: temi profondi, importanti, necessari. Temi ai quali, permettetecelo, aggiungeremmo volentieri anche il rispetto per chi lavora ogni giorno al fianco dell’informazione e della Lazio stessa (Il direttore Alessandro Zappulla).
"Si è tenuto oggi, venerdì 8 maggio 2026, il convegno promosso dalla Fondazione Puzzilli dal titolo “Giovani, sport e prevenzione della violenza: modelli integrati tra istituzioni e società civile”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al ruolo dello sport nella prevenzione della violenza di genere e del disagio giovanile.
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, professionisti del mondo giuridico e psicologico, campioni dello sport e figure impegnate nel sociale, con l’obiettivo di promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulla prevenzione e sull’educazione delle nuove generazioni.
Ad aprire il convegno sono stati i saluti istituzionali dell’On. Federico Rocca, Consigliere di Roma Capitale e membro della Commissione Sport, che ha posto l’attenzione sul valore educativo dello sport e sulla necessità di affrontare la violenza di genere come emergenza culturale prima ancora che giuridica.
Nel corso del suo intervento, il Presidente Daniele Puzzilli ha illustrato i progetti sostenuti e le attività sviluppate sul territorio, sottolineando come la prevenzione rappresenti oggi la vera sfida per costruire una società libera dalla violenza. Un messaggio chiaro: la sola repressione non basta, occorre investire nell’educazione, nella consapevolezza e nella formazione dei giovani.
Il convegno è poi proseguito con l’intervento tecnico dell’Avv. Daniele Bocciolini, avvocato penalista e cassazionista, che ha analizzato le criticità del sistema di tutela delle vittime, affrontando temi centrali quali i tempi della giustizia, l’efficacia delle misure cautelari e l’importanza della prevenzione.
La Dott.ssa Francesca Luchi, psicologa e sessuologa, ha accompagnato alcuni momenti del confronto con interventi dedicati al tema delle relazioni, della gestione emotiva e dell’impatto psicologico della violenza.
Ampio spazio è stato infine dedicato alle testimonianze dei campioni dello sport, che racconteranno come disciplina, rispetto, autocontrollo e responsabilità possano diventare strumenti concreti di crescita personale e prevenzione sociale.
Sono intervenuti:
• Luigi Busà, campione olimpico di karate, che ha portato la propria esperienza di riscatto personale attraverso lo sport;
• Filippo Volandri, capitano della squadra italiana di Coppa Davis, che ha approfondito il tema della gestione delle emozioni e del rispetto dell’avversario;
• Ivan Provedel, portiere della S.S. Lazio, che ha riflettuto sul significato della responsabilità e della difesa dei valori;
• Emanuele Bruno, campione europeo di judo e fondatore del progetto “Donna Forte”, dedicato alla consapevolezza e alla difesa personale;
• Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di scherma, che ha affrontato il tema delle relazioni tossiche e del ruolo dello sport come strumento di rinascita.
Le conclusioni sono state affidate a Riccardo Torquati, Presidente della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport e fisioterapista degli arbitri di Serie A, con un intervento dedicato al rapporto tra inclusione sociale e accesso allo sport.
È stato previsto inoltre un momento di riflessione con Padre Vittorio Trani, cappellano di Regina Coeli.
A chiusura del convegno, tutti i relatori hanno sottoscritto simbolicamente una “Carta dei Valori”, documento che intende promuovere il rispetto, la prevenzione della violenza, l’educazione sportiva e la responsabilità sociale come principi fondamentali per la crescita delle nuove generazioni
