Coppa Italia, Inzaghi è l'uomo delle finali: per la Lazio è una questione di fiducia

14.05.2019 08:30 di Annalisa Cesaretti Twitter:    Vedi letture
Coppa Italia, Inzaghi è l'uomo delle finali: per la Lazio è una questione di fiducia

L’amore tra Inzaghi e la Lazio è nato spontaneamente nell’arco dei diciannove anni che hanno condiviso insieme. Da ragazzo a uomo, da giocatore ad allenatore: l’aquila ha segnato la vita del piacentino. E se il rapporto tra i due ha sempre funzionato è merito della fiducia. Che alla pari dell’amore è cresciuta senza che nessuno si preoccupasse di prepararle un terreno fertile. Come un Dente di Leone che in ogni stagione sa dove mettere le radici: il fiore che, per infondersi coraggio e sicurezza, si dice che Teseo abbia mangiato per diversi giorni prima di affrontare il Minotauro. E quando si tratta di sfidare una Dea non è mai sbagliato lasciarsi consigliare dalla mitologia. Sempre secondo il mito quei fiori sono uno dei simboli della fiducia. A detta di Tare, a Formello ce ne sarebbero ancora molti che aspettano di essere colti dalla mano di Inzaghi. Il tecnico può provare a soffiarci sopra prima di chiudere gli occhi e sperare che il desiderio più grande di questo finale di stagione diventi realtà. Più della benevolenza della sorte, però, conta l'appoggio della società, che continua a sostenerlo. D'altronde il club lo sa: nessuno meglio di Inzaghi saprebbe infondere alla squadra lo spirito giusto per affrontare la finale di Coppa Italia. E i suoi trascorsi lo dimostrano.

DA GIOCATORE – La prima finale di Coppa Italia l’ha disputata in due tempi all’epoca della stagione d’esordio alla Lazio. La squadra avversaria era l’Inter. Nella gara di andata – del 12 aprile del 2000 – i biancocelesti riuscirono a battere i nerazzurri all’Olimpico per 2 a 1. Gli uomini di Eriksson ribaltarono lo svantaggio iniziale grazie ai gol di Nedved e Simeone. Inzaghi rimase in campo per 76 minuti prima di lasciare il posto a Salas. Poi ci fu la gara di ritorno del 18 maggio, la partita che terminò in parità (0-0). E in quella notte Inzaghi – che aveva disputato 46 minuti di gara – ebbe modo di alzare al cielo la sua prima Coppa Italia. La Lazio ci riprovò dopo quattro anni, quando alla guida della panchina c’era Mancini. Il 17 marzo del 2004 i biancocelesti sfidarono la Juventus all’Olimpico e la doppietta di Fiore li condusse alla vittoria. A due mesi di distanza le due squadre si ritrovarono allo stadio Delle Alpi per il match di ritorno. Anche in questo caso, come quattro anni prima, un altro pareggio (2-2) consegnò il trofeo alla Lazio. Inzaghi disputò il secondo tempo dell’andata e trenta minuti del ritorno. Non scese in campo, invece, nella finale di Coppa Italia del 13 maggio del 2009 contro la Sampdoria, quando la squadra di Delio Rossi trionfò ai rigori.

DA ALLENATORE – Nel 2014 Inzaghi arrivò alla guida della panchina della Lazio Primavera. La squadra, dopo un’annata densa di emozioni, il 26 febbraio del 2014 si preparava a disputare la gara di andata della finale di Coppa Italia contro la Fiorentina U19. All’11’ minuto i ragazzi di Inzaghi erano sotto di un gol. Poi, nel secondo tempo, ci fu la grande reazione: prima Minala, poi Elez su rigore e ancora Minala. Le premesse per il ritorno del 9 aprile erano le migliori. E con un poker chiusero la questione e alzarono il trofeo. L’anno successivo Inzaghi e i suoi riuscirono a ripetere l’impresa, quella volta la gioia fu doppia, visto che la finale coincise con il derby contro la Roma. 

LA PRIMA SQUADRA – I successi ottenuti con la Primavera hanno portato, nel 2016, Inzaghi sulla panchina biancoceleste della Serie A. La dirigenza lo ha scelto per sostituire l’esonerato Pioli. Poi, nella stagione successiva, gli ha rinnovato la fiducia. E nel marzo del 2017 è arrivato il suo primo grande successo: Inzaghi e la sua “banda” hanno eliminato la Roma nella semifinale di Coppa Italia. Solo la Juventus, in finale, è riuscita a smorzare l’entusiasmo della Lazio. Ma i biancocelesti hanno riscattato quella sconfitta nella magica sera della Supercoppa Italiana. 

UNA QUESTIONE DI FIDUCIA - Con il cuore carico di emozioni Inzaghi aspetta di vivere quest'ennesima finale di Coppa Italia da protagonista. Sa che la partita contro l'Atalanta può rappresentare un punto di svolta non solo per la stagione, ma anche e soprattutto per la sua storia personale con la Lazio. L'amore c'è ed è sempre incondizionato. La fiducia, invece, almeno stavolta ha bisogno di essere ripagata.

 

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