La lotta per la Figc, le faide in Lega e Avellino: la Lazio e la paura di una guerra politica

Presto ci saranno le elezioni per il nuovo presidente federale: Lotito in rotta con Gravina, appoggia Sibilia con cui è in guerra anche per il calcio a 5.
14.11.2020 08:00 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Marco Valerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La lotta per la Figc, le faide in Lega e Avellino: la Lazio e la paura di una guerra politica

Il primo colloquio in Procura tra Ivo Pulcini, direttore sanitario della Lazio, il Procuratore Federale Giuseppe Chinè, già scatena il toto penalizzazioni. Presto, troppo presto per fare previsioni. Ma la Procura Federale s’affretta a far sapere che quanto emerso dalla deposizione di Pulcini (e Rodia) non convince. La Lazio, dal canto suo, è sicura d’aver presentato tutte le prove che certifichino un comportamento corretto dello staff sanitario. Ma questa vicenda rischia di vedere la Lazio come un pezzo di un puzzle più grande, un puzzle politico, in cui Lotito diventa bersaglio da colpire per fini di politica calcistica. Come è noto, ormai, il patron biancoceleste è in aperto contrasto con il presidente federale, Gabriele Gravina, sulla questione dei fondi privati da inserire nel calcio per dare respiro economico al movimento. Una soluzione da sempre avversata da Lotito e sostenuta con forza dai presidenti delle big e da Cairo. Non solo. Il presidente della Lazio è sempre più lontano da Gravina e dagli attuali vertici della Lega (Dal Pino in particolare) e si vocifera che i rapporti siano invece ben più sereni con Cosimo Sibilia, attuale capo della Lega Nazionale Dilettanti. 

GUERRA POLITICA - Cosa c’entra questo? Sibilia e Gravina, tra qualche mese, si contenderanno la poltrona di presidente della Federcalcio e i due sono in guerra anche sul fronte del Calcio a 5. Sibilia aveva deciso di commissariare la divisione dopo lo scandalo scoppiato intorno alla mala gestio dell’ex presidente del futsal, Andrea Montemurro, scontrandosi però con la Figc che invece era andata in senso contrario, revocando il commissariamento, ritenendolo eccessivo poiché le accuse erano rivolte solo a Montemurro e non a tutte la governance del calcetto, tanto che al vertice è stato insediato l’ex braccio destro di Montemurro. Il Fatto Quotidiano e Repubblica, nelle scorse settimane, avevano messo in luce i rapporti tra la divisione Calcio a 5 e “Fratelli d’Italia”, soprattutto per quanto riguarda un progetto sociale organizzato con Opes, ente di promozione costola del partito di Giorgia Meloni e alcune fatture che l’organismo di vigilanza interno aveva messo sotto la propria lente d’ingrandimento. La vicenda è stata valutata e quasi subito archiviata dalla Procura Figc che non ha segnalato alcuna irregolarità e anzi ha mosso critiche all’operato all’organismo di vigilanza, solo che ora la Lnd è pronta a far ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Insomma alcuni, tra i Dilettanti, temono che i tribunali federali oggi siano estensione delle logiche politiche della Figc. Accuse ovviamente rigettate al mittente. 

CORSI E RICORSI - Il calcio a 5 ora spinge per staccarsi dall’enorme universo dei dilettanti e finire sotto l’egida della Figc come fatto dal calcio femminile. Giochi di potere, movimenti sulla scacchiera della politica che ora sembrano riguardare anche la Lazio. Lotito si sente accerchiato, è convinto di essere un bersaglio di Gravina e Dal Pino, per questo sta lavorando per ampliare il fronte di Sibilia in vista delle prossime elezioni che, sulla carta, saranno tra le più incerte di sempre. Cosimo Sibilia, oltretutto, è di Avellino, senatore nell’ex “Popolo delle Libertà” e deputato per “Forza Italia". Partito con cui s’è candidato anche Lotito. Ma soprattutto figlio di Antonio Sibilia ex presidente dell’Avellino, non sempre in modo ininterrotto, tra il 1970 e il 2000. Antonio Sibilia è stato anche presidente onorario del club sotto la gestione Taccone. La famiglia Taccone, oltre a essere molto vicina a “Forza Italia”, ha condiviso con Cosimo Sibilia anche alcune schermaglie con il Comune di Avellino che riguardavano la lentezza nella riqualificazione delle strutture sportive cittadine nel 2017. Corsi e ricorsi storici e il sospetto che i tamponi siano diventati solo l’occasione per aprire un altro fronte di guerra politica nel tormentato mondo del calcio.