Rocchi, niente Europa.. Tu come stai, Capitano? "Sono rimasto perchè amo troppo questa maglia"

04.09.2012 13:40 di  Luca Capriotti   vedi letture
Fonte: Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi.it
Rocchi, niente Europa.. Tu come stai, Capitano? "Sono rimasto perchè amo troppo questa maglia"
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© foto di Federico Gaetano

“Negli sport di squadra in genere, il ruolo del capitano è molto importante:deve essere un riferimento per i compagni dentro e fuori dal campo. Per questo viene nominato capitano solitamente un giocatore con grandi qualità morali, carisma ed esperienza.”. Una folla corsa a torso nudo battezzato dalla pioggia battente, il fulmine scagliato sotto la traversa e il tuono, il boato della Nord, le braccia allargate a riceverne il ruggito. E poi la corsa di Candreva, si stacca dalla panchina Rocchi, l’abbraccio. L'abbraccio con il Capitano. Fuori dalla lista Uefa, lui, il capitano. Lazio-Palermo, stop. Tu come stai? L’estate doveva ancora spendere i suoi rintocchi di calore e telenovele, media turchi e passeggiate all’alba senza colazione. 21 Giugno, “sempre secondo la Gazzetta dello Sport, da una cena tra i dirigenti della Fiorentina e quelli della Lazio, sarebbe spuntata la richiesta del club viola per Tommaso Rocchi, in cerca di un rinforzo per l'attacco”. Preludio di giorni duri che verranno. La calura, il sole, anticicloni, Lucifero, Caligola, chiamatelo come vi pare: un colpo di caldo, dalle parti di casa mia  si chiama cosi. E il giornale vola dalla finestra, e chi ci pensa più.  Tommaso Rocchi è la Lazio.

AIUTO, TOMMASO TE VOJO BENE - Dal 2004, dal suo legame con Paolo di Canio,  da quel settembre 2005, da poco alla Lazio, il capitano.  Un ristorante sull'Olgiata, Di Canio chiama a raccolta i nuovi (e fa impressione pensare al capitano in veste di novellino) Tu come stai? Tommaso Rocchi, e i gemelli Filippini. Di Canio doveva iniettargli nelle vene il derby. Tutto quello che significa. Tutto quello che serve per giocarlo, battersi, trionfare o soccombere, godere per mesi o pagarne lo scotto, irrimediabilmente. “Mi ha fatto il lavaggio del cervello”, rideva ancora Rocchi, tu come stai? Di Canio, e quel 6 gennaio, il lancio di Liverani e la palla in rete, quella della sicurezza, il 3-1 del derby più bello. Tu come stai? Je hai fatto male Paolè. Te voglio bene Paolè.. “Tutti mi dicevano vecchio..Sta gente me dà n’adrenalina, na tranquillità, come ho detto all’inizio, co sta maglia non c’ho paura di niente ”, e Di Canio e quel gol, ancora sotto la Sud. “Aiuto, Aiuto, Rocchi, Aiuto,te vojo bene Tommà, te vojo bene”, e De Angelis e quel 3-1. Tu come stai? La vigilia trascorsa a guardare in dvd “Braveheart”: iniezioni di Derby. Tu come stai?

CENTO GOL, ESEMPIO PER TUTTI - La Repubblica, 31 ottobre 2011: “Al minuto 88 Ledesma ha calciato una punizione sulla quale il capitano si è avventato di testa, la girata è stata respinta dalla traversa, il bomber veneto ha raccolto. La maglia: «Loro piccoli, io grande, il mio regalo più grande» sotto la foto dei due figli. ‘Dedico la serata ai miei piccoli – ha precisato Rocchi – per me sono la cosa più importante, ma penso anche alla mia compagna Valentina, ai miei genitori, a Carlo Zazza dello staff laziale, ai tifosi che sono nel mio cuore”. Tu come stai? Ho girato e rigirato, senza sapere dove andare. Rocchi. Quinto marcatore di sempre con la Lazio dietro a Giordano. Rocchi è la Lazio. Il Tempo, 1 novembre 2011: “Il gol dà dimensione numerica esteticamente più vistosa alla già consolidata assunzione di Tommaso Rocchi fra gli dei dell’Olimpo laziale, dove egli da tempo siede a fianco a fianco con i grandi centravanti che hanno illuminato l’ultracentenario cammino della squadra di calcio più antica della Capitale. Ha dato un corpo e una faccia a quel modo d’essere sportivi che va sotto il nome di «lazialità». Lazialità è una parola intraducibile, dunque incomprensibile a chi non è laziale (inclusi molti sedicenti tifosi laziali). Ma Rocchi l’ha capita subito, appena arrivato qui, e l’ha predicata in campo con i suoi gol e il suo esemplare comportamento, fino a venire giustamente nominato capitano. È per questo che noi che l’abbiamo visto giocare non dimenticheremo mai”. Tu come stai? Ed ho cenato a prezzo fisso, seduto accanto ad un dolore. La Repubblica, 1 novembre  2011 “I compagni mi hanno chiesto di portare i pasticcini a Formello, ma per festeggiare l’esordio in campionato e non i 100 gol: le solite cose per prendersi in giro”, anche il mio cane si fa forte, e abbaia la malinconia. Tu come stai? Chi ti telefona, e ti domanda adesso.. Tu come stai? Il Tempo 6 dicembre 2011 “Reja su Rocchi: «Bravi ad attaccare gli spazi come lui ce ne sono pochi – spiega il tecnico – e poi è un esempio per tutti. È stato a lungo fuori e ha risposto alla grande quando l’ho chiamato in causa”. E poi, tu come stai? 3 febbraio 2012, Gazzetta, “Campione in campo, ma campione anche e soprattutto fuori dal campo. Tommaso Rocchi, sempre generoso e sensibile, non ha mancato di fare una dedica particolare e sentita dopo il gol realizzato al Milan mercoledì sera, il suo gol numero 105 con la Lazio e 99˚ in Serie A. «E’ per Ilaria, una persona cara che purtroppo ci ha lasciati». Bel gesto, capitano. Uno dei tanti, peraltro, cui ci ha abituato da quando è alla Lazio”. Ci ha abituati ad avere un Capitano, dentro e fuori dal campo.

VOGLIO ESSERE COME ROCCHI  - Tu come stai? Il 22 marzo 2012 ce lo ricordiamo tutti, Duilio Menichelli festeggiò cento anni da Laziale, e la maiuscola è d’obbligo, a Formello. Ieri ho ritrovato le tue iniziali.. Non ho più voglia di pensare. E disse, lo disse Duilio: “Il primo abbonamento lo feci nel 1943—ricorda lui—.Andavo in tribuna Tevere numerata, posto 120. Davanti a Rocchi ero imbambolato”. Davanti a Rocchi, ero imbambolato". 20 luglio 2012, Candreva: “Diventerò come Rocchi” ... “Ho la possibilità di diventare un giocatore importante per questi tifosi come Rocchi, Hernanes e conquistarmi l’altra parte del cartellino”. Voglio diventare come Rocchi. E tu come stai?, "un taglio doloroso", "decisioni che fanno discutere". E sono sempre più sbadato. Tu come stai. Sui giornali: “Doppio cambio", "esclusione eccellente". Tu cosa pensi? Fiorentina, poi Udinese, poi Inter. Tu come stai? Chi ti voleva portare via? Sono rimasto perchè amo troppo questa maglia. Una folla corsa a torso nudo battezzato dalla pioggia battente, il fulmine scagliato sotto la traversa e il tuono, il boato della Nord, le braccia allargate a riceverne il ruggito. iniezioni di Lazio. E poi la corsa di Candreva, si stacca dalla panchina Rocchi, l’abbraccio, sotto il boato, sotto il diluvio. Tu come stai?Non è cambiato niente. No! Il vento non è mai passato tra di noi, tu come stai? Non è accaduto niente no, il tempo non ci ha mai perduto, come stai? Un capitano. C’è solo un capitano. Tu come stai?

GIUSTAMENTE NOMINATO CAPITANO - Voi amate il mare, capitano? Capitano Nemo: "Sì! L'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente". Immenso deserto, dove un capitano non è mai solo. Perché sente fremere gli anni nella Lazio intorno a sé, i gol, il movimento fulminante e l’amore. E i ricordi, e quella fascia al braccio e quell’abbraccio no, quelli non contano per la lista Uefa. Ma rimangono, sono poesia e dovrebbero essere rispetto. Per tutti, nel nome della gente e per la Storia. Tu come stai? Co sta maglia addosso non c’ho paura di niente. "Lazialità è una parola intraducibile, dunque incomprensibile a chi non è laziale (inclusi molti sedicenti tifosi laziali). Ma Rocchi l’ha capita subito, appena arrivato qui, e l’ha predicata in campo con i suoi gol e il suo esemplare comportamento, fino a venire giustamente nominato capitano. È per questo che noi che l’abbiamo visto giocare non dimenticheremo mai”. Voi amate la Lazio, capitano? “Sono rimasto perchè amo troppo questa maglia”. Si, l'amo, la Lazio è tutto. Tu come stai?