Lazio, 75 anni di Wilson: "La banda Maestrelli è irripetibile. Tommaso era un padre, Inzaghi un fratello"

In occasione del suo compleanno, il capitano della Lazio scudettata del '74 è intervenuta in esclusiva ai nostri microfoni
27.10.2020 08:30 di Federico Marchetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Federico Marchetti - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
Lazio, 75 anni di Wilson: "La banda Maestrelli è irripetibile. Tommaso era un padre, Inzaghi un fratello"

Quando un tifoso della Lazio parla del Capitano, non può non riferirsi a Pino Wilson. Una delle personalità più importanti di quella banda Maestrelli così romantica, sregolata e irripetibile che ha portato la Lazio per la prima volta nella sua storia a vincere lo scudetto, a soli due anni di distanza dal ritorno in Serie A. Il 27 ottobre scandisce il compleanno di Wilson che compie 75 anni, quasi tutti vissuti con un attaccamento e una passione fuori dal comune per il biancoceleste, che gli è rimasto dentro. Per questa occasione e facendogli gli auguri di tutta la redazione, il Capitano è intervenuto in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it per ricordare alcuni dei momenti più belli del suo amore con la Lazio: "La cosa più bella che ricordi è stata il mio esordio, la prima partita di campionato del '69: sono entrato e non sono più uscito per circa dodici anni. Poi un'altra cosa che mi piace ricordare è che la gente che mi incontra continua a chiamarmi capitano e non Pino, questo mi rende molto orgoglioso. Ci sono i momenti belli di una vita trascorsa con gli amici, queste persone con cui ho avuto un percorso nella Lazio e con cui siamo rimasti sempre molto legati: finché due pezzi di quella Lazio come Mario Facco e Felice Pulici non sono andati via spesso ci vedevamo a cena. Tutto questo per merito di un personaggio che nessuno di noi potrà dimenticare che è Tommaso Maestrelli, che per noi non ha rappresentato solo un allenatore ma un padre, un amico, un confidente. Tutte cose che si possono dire di una persona cara. Siamo riusciti a rimanere nel cuore della gente proprio per aver creato un gruppo che non si era mai verificato, se non con qualche eccezione, in alcun club di calcio. Una sorta di banda durante la settimana che tornava famiglia durante la domenica e il merito di tutto questo rimane sempre di Tommaso. Partita che mi piacerebbe rivivere? Non saprei dire, ce ne sono tante. L'annata che ci ha portato alla ribalta è quella prima dello scudetto, dovevamo salvarci e non avevamo grande velleità. Passando di domenica in domenica poi ovviamente cominci ad assaporare qualcosa di più, fino ad arrivare a quell'ultima partita (contro il Napoli, ndr) che nessuno di noi ricorderà mai con piacere".

LAZIALITA' OLTRE IL CAMPO - "Con Oddi e Sulfaro siamo allo stadio tutte le domeniche, viviamo la Lazio come qualsiasi altro tifoso. Finché gli impianti sono rimasti aperti il nostro posto è stato sempre lì, all'Olimpico. Quella attuale è una Lazio che diverte, gioca un calcio piacevole e ha un gruppo con persone dotate di un certo carattere oltre che di qualità tecniche. Inzaghi fa il fratello, Maestrelli era il padre. Anche Simone ha creato un gruppo senza il quale non vai da nessuna parte. C'è un giocatore della Lazio attuale che potrebbe giocare in quella del '74? No. Ci sono tanti giocatori di personalità anche ora, ma mi piace pensare che quella sia una squadra irripetibile".

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