Serie A, Castellacci a LLSN: "Serve prudenza, il calcio non sarà lo stesso. E sulle linee guida..."

Il presidente della Federazione medici sportivi ha commentato l'emergenza Coronavirus ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it.
12.04.2020 08:30 di Gabriele Candelori Twitter:    Vedi letture
Fonte: Gabriele Candelori - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
Serie A, Castellacci a LLSN: "Serve prudenza, il calcio non sarà lo stesso. E sulle linee guida..."

I club sono spaccati in due, la possibile ripresa del campionato slitta ogni settimana, il taglio stipendi crea nuove polemiche e i presidenti minacciano già azioni legali. In Serie A lo stop forzato dovuto all’emergenza Coronavirus ha generato una confusione mai vista. Come uscirne? Affidandosi al parere esperto del Prof. Enrico Castellacci, presidente della Federazione medici sportivi e per 14 anni Responsabile dello Staff medico della Nazionale italiana: “Bisogna essere cauti: abbiamo passato il picco, ma non siamo ancora in fase di discesa. Il virus resta molto attivo, servono prudenza e buonsenso per non pentirci in futuro di essere andati troppo in avanti”, avverte subito ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it. I numeri non devono ingannare: “Non potremo mai sapere quanti asintomatici ci sono in giro, sono loro il vero pericolo. Forse soltanto alla fine di tutto riusciremo a capire bene la portata del virus, i numeri saranno nettamente più alti”. Ex consulente della Nazionale cinese con Lippi e attualmente in carica per il Guangzhou Evergrande di Cannavaro, Castellacci conosce benissimo la situazione in Oriente: “Ho vissuto il dramma iniziale. In Cina hanno applicato misure draconiane, bloccando immediatamente campionato e Champions League. Avrebbero fatto comodo anche a noi, ma nel mondo occidentale il potere non è altrettanto centralizzato e ci sono ritardi fisiologici”. Sul calcio ancora nessuna decisione ufficiale: “Sono due mesi avanti rispetto a noi, ma hanno terribilmente paura che il virus possa riaffacciarsi. Le squadre hanno ricominciato pian piano ad allenarsi, eppure non c’è ancora una data fissata per la ripresa del campionato. Vanno avanti con estrema cautela”.

LA SERIE A - In Serie A invece già si parla di tornare in campo il 30 maggio: “Sono un chirurgo, ma anche un uomo di calcio e mi auspico anch’io un ritorno alla normalità il prima possibile. Capisco le problematiche economico-finanziarie dei club, in Serie A così come nelle realtà territoriali più piccole delle categorie inferiori. Da medico però dico che la priorità resta la salute, bisogna avere senso di responsabilità riguardo la ripresa delle attività”. Per il 4 maggio invece si è prevista la ripresa degli allenamenti: “Auguriamoci di essere già in discesa per quella data, anche se la ripresa sarà difficile. I giocatori sono stati fermi per molto tempo e andranno rivalutati tutti da un punto di vista medico. Chi è stato contagiato, in particolare, dovrà sottoporsi a test molto approfonditi per scongiurare lesioni multi-organo. In alcuni soggetti sono stati registrati infatti danni collaterali a livello di pericardio e miocardio, in questo caso l’atleta non potrebbe tornare in campo”.

LE LINEE GUIDA - La Commissione medica federale, tra maxi ritiri e protocolli sanitari, ha stilato le linee guida per la ripresa dei campionati: “Da un punto di vista medico hanno il mio plauso, ma ci sono delle problematiche logistico-sanitarie: non si possono annunciare delle misure che poi non possono essere messe in pratica sul campo. Da una parte mancano strutture adeguate: se ne contano 8-9 in Serie A, figuriamoci in B e C. Dall’altra va considerato che in terza serie si fa fatica anche a trovare il medico che segua la squadra. Sono persone che lo fanno per passione e che oggi sarebbero chiamate a un lavoro enorme per seguire h24 esami e sanificazioni. Poi c’è un tema di responsabilità penale: i medici dei club sono medici del lavoro che devono tutelare l’integrità della salute di tutto l’ambiente. Non faccio polemica, spero soltanto che queste mie riflessioni possano essere accolte dalle istituzioni”. Il presidente della Lazio Claudio Lotito, nei giorni scorsi, in riferimento alla ripresa degli allenamenti a Formello ha parlato di condizioni ideali e rischio zero: “Non ho dubbi che il presidente Lotito sia in buonafede. Rispetto la sua riflessione, ma ho delle perplessità sul fatto che il rischio sia uguale a zero. Non lo sarà mai, neanche nei prossimi mesi. Ricominciare gli allenamenti è una grossa responsabilità. Mi auguro possa avvenire a queste condizioni, ma i rischi ci saranno comunque”.

IL CASO TEDESCO E IL VAR - In Bundesliga gli allenamenti sono già ripresi e il piano è ricominciare il campionato a inizio maggio con 239 persone allo stadio tra giocatori, staff, raccattapalle e giornalisti: “Non mi convince nulla di quello che sta facendo la Germania, vogliono anticipare i tempi quando siamo ancora nel picco del virus. Devono sperare che non ci siano casi di positività in questi giorni... Anche nel calcio l’Europa si è dimostrata disunita, l’Uefa avrebbe potuto dare delle indicazioni comuni da seguire. Siamo di fronte a una pandemia grave con cui dovremo convivere nei prossimi mesi finché non uscirà il vaccino. Si deve andare avanti, ma sarà tutto un altro tipo di sport”. Da tutelare c’è anche la categoria arbitrale: “Vanno tollerate delle variazioni, non penso giocare senza Var sia la fine del mondo. Il campionato è cominciato con gli stadi pieni e la gioia dei tifosi, ora ci ritroviamo 60 milioni di italiani chiusi in casa. I veri problemi sono altri, bisogna accettare dei compromessi”. Castellacci ha concluso con un’ultima esortazione alla calma: “Alla ripresa, con un nuovo contagio, si ripartirebbe da zero. Bisogna rendersi conto della realtà medica attuale e muoversi con cautela. Se noi conviviamo con il virus vuol dire che c’è e potrebbe anche risvegliarsi. Conviviamo con tanti virus, ma siamo tranquilli perché c’è il vaccino. Noi invece ora non possiamo proteggerci”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge