ESCLUSIVA - Luciani vicino al Lumezzane: "Vado a fare esperienza e torno...Voglio giocare in serie A con la Lazio e correre sotto la Nord!"

28.06.2010 09:50 di  Riccardo Mancini   vedi letture
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - Luciani vicino al Lumezzane: "Vado a fare esperienza e torno...Voglio giocare in serie A con la Lazio e correre sotto la Nord!"

Piccoli Aquilotti crescono. E per fortuna è ancora così. Molti dei giovani della Primavera biancoceleste, dopo un'annata tutto sommato positiva (piazzamento tra le prime 8 squadre d'Italia), andranno a fare esperienza altrove, cercheranno di farsi largo nel calcio che conta, accumulando minuti con formazioni militanti in Lega Pro, covando la speranza di tornare a vestire quei colori indossati sin da quando erano bambini. Uno di questi è il capitano della compagine, da tre anni nelle mani di mister Roberto Sesena, Alessio Luciani. Carisma, astuzia, tenacia, spirito da leader: un mix di doti e di qualità che fanno del difensore classe '90 un giovane di prospettiva sul quale la Lazio sembra voler puntare con decisione. E soprattutto Laziale fino al midollo, con un sogno fantastico chiuso nel cassetto: "Mamma mia che emozione solamente il pensiero! Il mio desiderio è quello di tornare a vestire questa maglia, di fronte al mio pubblico, di segnare un gol e di correre sotto la Curva Nord. Non sarebbe male, no?" - ha confidato Luciani ai microfoni de lalaziosiamonoi.it. "Ora andrò a fare esperienza, è giusto che sia così. La Lazio ha praticamente trovato un accordo con il Lumezzane, le due società si incontreranno nei prossimi giorni a Roma. In seguito col mio agente mi recherò nella sede della società lombarda per discutere i termini economici - ha proseguito il centrale biancoceleste -. Sono entusiasta di questa possibilità. Ho una gran voglia di mettermi in discussione in un altro gruppo, all'interno del quale non sia io ad essere il più grande, come accaduto quest'anno in Primavera, di sentirmi a tutti gli effetti un giocatre della prima squadra. Avrò modo di imparare molto dai ragazzi più grandi di me".

Nonostante la miriade di critiche, dal punto di vista personale, Alessio ricorda con piacere il periodo trascorso sotto l'ala protettiva di Davide Ballardini: "Il mister ha avuto diversi problemi nella gestione della squadra e dei risultati ma non posso nascondere che con lui mi trovavo bene. Mi allenavo tutti i giorni con loro, lui ed il suo staff dal punto di vista dell'allenamento sono molto bravi e competenti. Mi è dispiaciuto vederlo andare via in quel modo, poi, di conseguenza con il calciomercato, anche io sono ritornato in Primavera".

Durante l'era-Reja, Luciani e gli altri giovani della Primavera, per forza di cose, sono stati messi un pò da parte. Il momento era critico, i ragazzi avrebbero rischiato di bruciarsi: "Peccato non aver avuto un'altra chance dopo quella con la Fiorentina in campionato ed in Europa League contro il Levski Sofia, ma va bene così. L'importante è aver dato tutto quando sono stato chiamato in causa. Ed i risultati si sono visti. Con l'arrivo di mister Reja, qualcosa è inevitabilmente cambiato. Ricordo ancora le prime volte in cui parlava al gruppo, mi vedeva sempre sul lettino a fare terapia perchè ero infortunato. Ogni volta mi spronava dicendomi con tono scherzoso 'Allora ma guariamo o no?'"

La lista di persone da ringraziare per essere arrivato così in alto è infinita. Con un filo di emozione, Alessio ci confida: "Innanzitutto mister Sesena. Grazie a lui ho imparato tantissimo, ed è grazie a lui che ho avuto modo di esordire nel calcio che conta. Con lui alla guida, la Lazio, nelle ultime tre stagioni, ha dimostrato di essere una delle Primavere più forti d'Italia. La società, secondo me, deve blindarlo, può dare ancora tanto per questi colori. Con un minimo di organizzazione in più, sono certo che possa raggiungere lo Scudetto, sfuggitoci di mano in questi anni. Poi un grazie immenso lo devo dire, naturalmente, alla mia famiglia. Papà Sabatino, l'idolo della mia vita, mamma Bruna e mio fratello Matteo. Ricordo ancora il primo giorno a Formello, quando il ds era Picchio De Sisti. Stavamo per rifiutare la proposta della Lazio perchè economicamente non ce l'avremmo fatta. Vivevamo a 150 km da Roma, a Pescorocchiano, economicamente parlando sarebbe stata una spesa troppo grande. Per fortuna intervenne mio zio Mimmo che mi fece firmare e mi disse che ci avrebbe aiutato lui. Da lì in poi quanti sacrifici per venire ad allenarmi con la Lazio, ma che gioia ogni volta ricevere il materiale biancoceleste. Era il sogno della mia vita...".

Infine, il buon "Lucio" ha un pensiero per due suoi compagni, anch'essi con un futuro lontano dalla Capitale, almeno per la prossima stagione: Faraoni e Iannarilli: "Con Davide non abbiamo parlato molto della sua situazione, ma credo abbia la testa giusta per scegliere la soluzioni migliore per lui. Con Antony ho condiviso la casa nell'ultima stagione. E' uno dei portieri più bravi che abbia visto in circolazione, è un giovane che la Lazio non deve farsi sfuggire. In diverse circostanze ci ha salvato, non potrò mai smettere di ringraziarlo. Sono certo che torneremo a difendere la maglia della Lazio insieme!". 

Al termine dell'intervista, il giovane aquilotto era visibilmente emozionato "Avrei voluto dedicare un gol alla vostra redazione, come promesso ad inizio anno, ma non ce l'ho fatta. Spero di riuscirci presto", le ultime dichiarazioni prima di congedarsi. Andrà a farsi le ossa, ma la sua volontà è una sola: giocare per la S.S.Lazio 1900. Ce ne fossero di calciatori così attaccati alla maglia e disposti a tutto pur di coronare il proprio sogno. 

Grazie Alessio, icona giovane di un calcio che ormai non c'è più: la gente Laziale ti aspetta a braccia aperte!