Liverani si racconta: "Lazio la mia vittoria più bella. E quel derby con Di Canio..."

In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l'ex centrocampista e capitano della Lazio - attuale tecnico del Lecce - ha rivissuto i momenti più belli in biancoceleste.
09.11.2019 08:30 di Tommaso Guernacci Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Liverani si racconta: "Lazio la mia vittoria più bella. E quel derby con Di Canio..."

5 anni di Lazio non si cancellano tanto facilmente. Per Fabio Liverani, nato a Roma e romanista, il biancoceleste dall'altra parte del Tevere ha rappresentato la parte più importante della sua carriera da calciatore professionista. Lo scetticismo generale è stato spazzato via in soli due anni. Adesso Fabio allena il Lecce in Serie A e come ogni bella storia che si rispetti domenica tornerà allo Stadio Olimpico per riabbracciare la sua gente, i compagni fraterni Inzaghi e Peruzzi - "Un leader vero, in cui ho appreso tanto in quei cinque anni di Lazio" - e magari provare a fare un piccolo sgambetto alla tanto amata Lazio. "La mia vittoria più bella", così l'ha definita in una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport e riportata dall'odierna rassegna stampa di Radiosei. La vittoria più bella. Cinque anni di escalation continue: una Lazio di uomini veri, pirati col coltello fra i denti. Mancini - con il quale ci furono scontri belli accessi -, la vittoria della Coppa Italia e il Piano Baraldi. Poi il derby del 6 gennaio, Delio Rossi e la fascia da capitano: chiusura perfetta di un cerchio. La vittoria più bella e indimenticabile. Così come indimenticabile fu proprio quel derby dell'Epifania: "Coincisero tante cose, il ritorno di Paolo (Di Canio, ndr) e il suo gol sotto la Sud. Come un film già scritto. Sulla carta rigiochiamo altre dieci volte e nove volte lo perdiamo. Una formazione mai più ripetibile. Un 6 gennaio perfetto. Noi eravamo morti, venivamo da Udine, dove toccammo il fondo. Sono le storie belle del calcio. Ricordo l'assist a Di Canio, ma anche il secondo per il 3-1 di Rocchi". E adesso di nuovo la Lazio, ma stavolta da avversario, sulla panchina del Lecce, al quale chiede determinazione, umiltà e attenzione. Il vero pericolo della sfida sarà Ciro Immobile, uno che non si ferma mai e da tre anni segna gol a raffica. Ma il cervello della squadra è senza dubbio Luis Alberto"È più dinamico rispetto a me, meno regista, possiede velocità di pensiero e di esecuzione. Una delizia". Parola di Fabio Liverani. 

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