Lazio | Flaminio, subito la conferenza di servizi: il cambio di rotta del Campidoglio

15.02.2026 10:30 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Lazio | Flaminio, subito la conferenza di servizi: il cambio di rotta del Campidoglio

RASSEGNA STAMPA - Subito un cambio per il Flaminio. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il Campidoglio ha chiesto alla Lazio di modificare la norma in base alla quale è stato presentato il progetto. Dopo l'ok arrivato dalla società biancoceleste, ora si proseguirà secondo la più "tradizionale" legge Stadi e non con il codice dei contratti pubblici utilizzando lo strumento del partenariato pubblico-privato.

È la stessa procedura seguita dalla Roma per lo stadio di Pietralata. Il Comune vuole che sia utilizzata prima la conferenza di servizi e poi il pubblico interesse: inizialmente, invece, la Lazio aveva scelto la soluzione opposta. Il motivo di questo cambio di rotta è legato al fatto che il progetto sul Flaminio va a toccare un bene vincolato dalle Belle Arti. Si tratta di un soggetto diverso dal Comune: per questo per Palazzo Senatorio è fondamentale che la Soprintendenza di Stato si pronunci subito, anche prima di analizzare altri aspetti. 

La decisione della modifica della norma è stata presa nel corso di una riunione avvenuta venerdì pomeriggio. Nella Relazione tecnica generale dell'ambito stadio, depositata lo scorso 9 febbraio, si legge che "Nel caso dello Stadio Flaminio e del suo intorno urbano, la Tavola B segnala la presenza di più vincoli paesaggistici sovrapposti, che riflettono la complessità e la rilevanza dell'area". Ci sono tre vincoli: il primo è il "Vincolo Immobili e aree di notevole interesse pubblico"; il secondo è il "Vincolo fluviale: l'area ricade all'interno della fascia di rispetto fluviale del Tevere. La presenza del fiume Tevere, a nord-ovest dello stadio, rende pertanto necessaria l'autorizzazione paesaggistica per qualsiasi trasformazione edilizia o infrastrutturale, anche minima"; e il terzo è quello "architettonico e testimoniale: lo Stadio Flaminio, progettato da Pier Luigi Nervi, è sottoposto a vincolo diretto come bene culturale architettonico già dal 2000. È un immobile tutelato per il suo rilevante interesse artistico, tecnico e storico. Questo vincolo impone la conservazione integrale delle caratteristiche architettoniche e strutturali dell'edificio, limitando fortemente le possibilità di alterazione morfologica o demolizione parziale".

C'è poi anche il nodo archeologia: "L'area in cui sorge lo Stadio Flaminio è inserita in un contesto urbano di notevole interesse archeologico", si legge. Lo stadio infatti è situato sull'antica via Flaminia, "lungo la quale si svilupparono necropoli, sepolcri monumentali e ville suburbane. Nelle immediate vicinanze dell'attuale stadio sono stati documentati resti di epoca romana, prevalentemente legati alla presenza di strutture funerarie e infrastrutture viarie". Nello specifico, sulla Relazione risulta una villa romana estesa su 2.500 metri quadri, che va dal VI secolo a.C. al III d.C., un'antica necropoli romana, situata sotto l'attuale Tribuna Ovest, un edificio rurale di età repubblicana e il complesso di San Valentino, dove sarebbero sepolte le spoglie del santo patrono degli innamorati. C'è più di un motivo, quindi, per far pronunciare le Belle Arti prima del pubblico interesse.